La contestazione creativa funziona

La contestazione creativa funziona

di Stefano Rosso

 

Ritorna d’attualità il tema della contestazione, non solo in casa granata, ma negli stadi di tutt’Italia. Sabato, in occasione della partita interna contro il Livorno, sulle tribune dell’Olimpo è comparso un emblematico striscione del fan club ‘Oronzo Canà’ che intimava con ironia al diesse Petrachi – che si sta ergendo a capro espiatorio…

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di Stefano Rosso

 

Ritorna d’attualità il tema della contestazione, non solo in casa granata, ma negli stadi di tutt’Italia. Sabato, in occasione della partita interna contro il Livorno, sulle tribune dell’Olimpo è comparso un emblematico striscione del fan club ‘Oronzo Canà’ che intimava con ironia al diesse Petrachi – che si sta ergendo a capro espiatorio della stagione storta – di intervenire nuovamente sul mercato: “Dopo Gabionetta… arriva Aristoteles?”.

Già nelle scorse settimane, per la verità, in giro per il vecchio stivale le scarse prestazioni del campo avevano indotto i sostenitori di molte compagini a dar fondo alla propria vena fantasiosa per rilanciare la ‘contestazione creativa’, molto più adatta a quello che dovrebbe essere lo sport ed il mondo della palla rotonda in particolare rispetto alle minacce od alle violenze a cui ci si stava abituando nell’ultimo periodo: un per manifestare il proprio dissenso, lamentarsi ma al contempo sdrammatizzare e farci una risata perché in fin dei conti il calcio è sì passione, sì fede, ma soprattutto passatempo e divertimento.

Succede così che a Bari, con la squadra – ultima in classifica, a cifra doppia di distacco dalla zona salvezza – passata dalle mani di Ventura a quelle di Mutti alla ricerca del miracolo, i tifosi pugliesi, esasperati dalla penuria di risultati, si sono lasciati andare in: “Avete gli stessi principi attivi del Guttalax”. Senza voler fare pubblicità al più famoso marchio di prodotti lassativi, parafrasando lo striscione viene fuori la più classica delle lamentele e delle contestazioni.

Risalendo lo Stivale si arriva a Firenze: quest’anno, a tenere banco in casa viola, sono state principalmente le vicende societarie che hanno visto un calciomercato estivo considerato non all’altezza, la polemica a distanza tra dirigenza e municipalità sulla costruzione del centro sportivo e, non ultimo, le vicende disciplinari di giocatori del calibro di Mutu e Vargas. In questo caso i sostenitori della squadra gigliata hanno scelto la strada edotta, ritornando alle proprie origini di ‘genitori’ della lingua italiana ma soprattutto rispolverando la combattività del XII secolo, ricordando al presidente Della Valle – impegnato nel settore delle calzature – che “s’è esiliato Dante poeta divino, figuriamoci te illustre ciabattino”.

Che sia un caso o meno entrambe le compagini, in seguito a queste forme di contestazione creativa, hanno rialzato la testa con i Pugliesi che nelle ultime cinque gare hanno raccolto tre punti pareggiando contro Genoa, Fiorentina e Milan, mentre i Viola hanno abbandonato la zona retrocessione riportandosi fino ai margini di quella Europa a sole due lunghezze di distacco dai bianconeri di Del Neri, che non più tardi di due mesi sostenevano di essere ancora in corsa per lo scudetto.

 

(foto: repubblica.it)

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