L’inferno della Lega Pro

L’inferno della Lega Pro

di Gianluca Sacchetto

Per capire lo stato di salute del nostro calcio i mesi estivi sono quelli cruciali. La tendenza degli ultimi anni ad acquisti di portata decisamente minori da parte delle nostre squadre principali rispetto alle big estere rappresenta un indicatore di tutto rispetto ma è ancora di più la situazione della Lega Pro ad informarci sulla condizione dello sport più amato a livello nazionale….

di Gianluca Sacchetto

Per capire lo stato di salute del nostro calcio i mesi estivi sono quelli cruciali. La tendenza degli ultimi anni ad acquisti di portata decisamente minori da parte delle nostre squadre principali rispetto alle big estere rappresenta un indicatore di tutto rispetto ma è ancora di più la situazione della Lega Pro ad informarci sulla condizione dello sport più amato a livello nazionale. L’anno passato i tantissimi fallimenti di società operanti nella vecchia serie C resero chiarissime le problematiche insiste nel sistema italiano, dove un ristretto numero di società detiene il controllo quasi totale e, di conseguenza, si spartisce la gran parte dei ricavi, mentre alle altre  non restano che le briciole. Un oligopolio in piena regola, insomma.

Mario Macalli, presidente della Lega Pro, sta lavorando per modificare il sistema, anche in considerazione dell’ennesimo bagno di sangue che si prospetta per i prossimi mesi, con tante società che ben difficilmente riusciranno ad iscriversi. L’idea per il prossimo anno è di avere un totale di 76 squadre in Lega Pro, divise equamente tra Prima (18 squadre per girone) e Seconda Divisione (20 per girone, con la conseguente riduzione da tre a due). Ma la grande novità è prevista per il 2014, quando Prima e Seconda divisione scompariranno per fare posto ad una divisione unica composta da 60 società divise in tre gironi. Modifiche che potrebbero ridare lustro ad un calcio sempre più in difficoltà, dalla serie A al mondo dei dilettanti.

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