Minaccia d’embargo

Minaccia d’embargo

 

Il day after dell’assemblea di Lega che ha sancito una più equa ripartizione dei 200 milioni di euro derivanti dai diritti tv per avere una Serie A più competitiva è stato probabilmente più agitato di quanto ci si aspettasse. Ricapitoliamo con ordine gli eventi, giusto per fare chiarezza: l’assemblea di Lega di Serie A ha votato per promuovere una delibera che prevedesse una…

 

Il day after dell’assemblea di Lega che ha sancito una più equa ripartizione dei 200 milioni di euro derivanti dai diritti tv per avere una Serie A più competitiva è stato probabilmente più agitato di quanto ci si aspettasse. Ricapitoliamo con ordine gli eventi, giusto per fare chiarezza: l’assemblea di Lega di Serie A ha votato per promuovere una delibera che prevedesse una diversa distribuzione dei diritti televisivi (delibera accolta per 6-5 con voto decisivo del presidente Beretta) che avrà come effetto quello di portare un po’ meno soldi nelle casse delle big del calcio italiano, ovverosia Milan, Inter, Roma, Napoli e Juventus. In prima battuta vi erano state le minacce dell’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani che aveva replicato stizzito che la cosa si sarebbe risolta in tribunale e l’idea del presidente della Juventus Andrea Agnelli di spostare la squadra in un’altra Lega nel caso la cosa non si fosse risolta. Tutte opinioni rispettabili, ma probabilmente dettate dalla collera del momento. E chi si aspettava acque un po’ più calme nella giornata di oggi sarà sicuramente rimasto deluso, dal momento che il dirigente dell’Inter Ernesto Paolillo ha fatto sentire la sua voce gettando ulteriore benzina sul fuoco, minacciando, in un’intervista a Radio Crc, di applicare l’embargo alle piccole squadre: “Gli affari si fanno con le controparti con le quali si hanno rapporti. Se da una parte si vanno a portare via soldi alle grandi è evidente poi che non si vanno a regalare soldi alle piccole”. Dalle dichiarazioni delle ultime ore emerge quindi un rancore a tratti incomprensibile delle grandi nei confronti delle piccole su cifre che per i loro portafogli non rappresentano altro che spiccioli, e il messaggio rilasciato dall’amministratore delegato interista non potrà certo distendere gli animi, mai stati così tesi. C’è però qualcuno che sicuramente apprezzerà il discorso di Paolillo: i dirigenti di Barcellona e Manchester City. Con la sua uscita, infatti, Paolillo ha implicitamente chiamato fuori l’Inter (e di riflesso anche il Napoli) dalla corsa per Alexis Sanchez, spianando la strada a inglesi e spagnoli, dal momento che la dirigenza interista non vorrà mica “regalare i soldi” alla “piccola” Udinese per il giovane talento cileno…

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