Mondiali: la Spagna è campione

Mondiali: la Spagna è campione

La Coppa del Mondo è lì,a bordo campo, scintillante. Trofeo ma anche preda, aspetta di essere abbrancata da chi vincerà il duello per lei: le mani che la stringeranno saranno mani che non conosce, olandesi o spagnole, per lei che è abituata ad essere ospitata in casa da brasiliani, tedeschi, argentini od italiani, con poche eccezioni. Proprio un italiano, Fabio Cannavaro, l’ha lasciata lì,…

di Redazione Toro News

La Coppa del Mondo è lì,a bordo campo, scintillante. Trofeo ma anche preda, aspetta di essere abbrancata da chi vincerà il duello per lei: le mani che la stringeranno saranno mani che non conosce, olandesi o spagnole, per lei che è abituata ad essere ospitata in casa da brasiliani, tedeschi, argentini od italiani, con poche eccezioni. Proprio un italiano, Fabio Cannavaro, l’ha lasciata lì, su un piedistallo, un’ora prima della partita perché venga poi presa dal suo nuovo padrone, proprietario, amante, o detentore, per usare il gergo tecnico del Mondiale.

Nel pomeriggio c’era stata la cerimonia di chiusura della kermesse planetaria: Shakira che canta il suo Waka-waka venuto a nausea nel giro di poche settimane, anche perché la vera “colonna sonora” di Sudafrica 2010 l’hanno fatta le vuvuzelas. In tribuna prendono posti i regnanti dei due Paesi, il presidente sudafricano Zuma, Kofi Annan, star di ogni ambito umano, e infine arriva lui, a centrocampo: Nelson Mandela. E nessuno ha ricevuto in questo Mondiale, né riceverà neppure stasera in finale, un’ovazione come quella ricevuta da “Madiba”.

Quanto si vede sul terreno di gioco, nei primi 45′ minuti, non sembra rispecchiare lo spirito di pace universale che dovrebbe aver ispirato il pre-partita. Si vedono infatti scambi di calcioni rifilati sulle gambe altrui in serie, specie da parte olandese; il gioco è molto cattivo e sono molti i gialli estratti dall’arbitro Webb, uno più grande e più grosso di tutti quelli in campo e con cui difficilmente ci si mette a discutere. Alcuni falli sono al limite del rosso, come quello, folle, con il quale De Jong fa un’entrata da karate sul petto di Xabi Alonso. Sul piano del calcio, c’é un predominio spagnolo: è un grande intervento quello che compie Stekelenburg a salvare sul colpo di testa di Sergio Ramos dopo soli cinque minuti, mentre intorno al quarto d’ora dà l’illusone del gol l’esterno della rete colto da David Villa con un tiro al volo. L’ultimo quarto d’ora vede un calo di entrambe le contendenti.

La seconda frazione vede un’Olanda in crescita ed una gara più equilibrata. Al 17′, Robben spreca un’occasione in una maniera che non è proprio da lui: lanciato centralmente da Sneijder nel cuore della difesa spagnola, si trova a tu-per-tu con Iker Casillas, lo mette a sedere ma poi la sua conclusione trova il piede del portiere già atterrato, e la palla viene deviata di quel tanto che basta per uscire di pochissimo a lato; questo accade in mezzo a due monumentali occasioni per la Spagna, fallite da David Villa (tiro a botta sicura ribattuto da Heitinga con Stekelenburg fuori causa) e Sergio Ramos (incornata su corner a centro area in completa solitudine). Un’occasione simile capiterà ancora a Robben, a 5′ dal termine: il trequartista del Bayern resiste ai falli di Puyol (che andava espulso), poi si fa ipnotizzare da Casillas.

Si finisce così ai supplementari, dove la Spagna reclama immediatamente un possibile calcio di rigore, ma nessun replay chiarisce fino in fondo se ci sia un microscopico quanto possibile tocco di Heitinga su Xavi. Il primo overtime è bello ed intenso, ed è di chiara marca iberica: il neoentrato Fabregas detta subito i ritmi, ma sia il regista dell’Arsenal sia Iniesta falliscono enormi opportunità soli davanti al portiere avversario. Dall’altra parte, Mathijsen con testa su corner spaventa Casillas che aveva “bucato” l’uscita.

Fuori Villa per Fabregas nella Spagna e si parte con l’ultimo quarto d’ora del Mondiale 2010. E al questo minuto, dopo tanti gialli, arriva un rosso: Webb lo sventola inevitabilmente in faccia ad Heitinga, che ferma Iniesta lanciato a rete. Finale in inferiorità numerica, dunque, per l’Olanda; situazione che, probabilmente, peserà sull’esito finale, anche se nessuno lo può dire con certezza. Ci si avvicina infatti alla famosa “rassegnazione ai calci di rigore”, quando un’azione insista della Spagna porta Iniesta al gol più importante del mondo: liberato da Fabregas, il centrocampista del Barcellona controlla e batte in diagonale Stekelenburg alla destra del portiere stesso. Esultanza sfrenata, proteste olandesi per la posizione del match-winner sul primo dei due lanci (ribattuto il primo), e sulla mancata concessione di un corner solare meno di un minuto prima. Ma tant’é, l’Olanda perde la sua terza finale; già Campione d’Europa, la Spagna è ora Campione del Mondo. Per la prima volta nella sua storia. Meritatamente.

OLANDA-SPAGNA 0-1 dts
Marcatore: 117′ Iniesta

Olanda (4-2-3-1): Stekelenburg; Van Der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Van Bronckhorst; Van Bommel, De Jong; Robben, Sneijder, Kuyt; Van Persie. All. Van Marwijck

Spagna (4-2-3-1): I.Casillas; S.Ramos, Piqué, Puyol, Capdevila; Busquets, X.Alonso; Pedro, Xavi, Iniesta; D.Villa. All. Del Bosque

Espulso: 110′ Heitinga

Arbitro: Webb (Ing)

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