Tentato illecito sportivo, Ravenna nei guai

Tentato illecito sportivo, Ravenna nei guai

Quando si avvicina la fine della stagione le partite dall’esito scritto si moltiplicano. Ne sanno qualcosa i tifosi granata, che sabato scorso hanno visto la propria squadra fare il più prevedibile dei pareggi a Siena. Nei casi in cui il punto va bene a tutti, i ventidue in campo rallentano i ritmi e addormentano la partita, fino al triplice fischio arbitrale. A volte, però, accade che qualcosa non vada per il verso giusto….

Quando si avvicina la fine della stagione le partite dall’esito scritto si moltiplicano. Ne sanno qualcosa i tifosi granata, che sabato scorso hanno visto la propria squadra fare il più prevedibile dei pareggi a Siena. Nei casi in cui il punto va bene a tutti, i ventidue in campo rallentano i ritmi e addormentano la partita, fino al triplice fischio arbitrale. A volte, però, accade che qualcosa non vada per il verso giusto. Proprio nella giornata di ieri il Ravenna è stato penalizzato dalla Disciplinare di sette punti in classifica, nel girone A di Prima Divisione di Lega Pro, per “tentato illecito sportivo”. 

La vicenda si riferisce alla gara del 17 aprile tra Lumezzane e Ravenna, terminata a reti inviolate. Un calciatore bresciano, Fabio Pisacane, nella sua testimonianza ha rivelato che gli erano stati offerti 50 mila euro, per “un minore impegno da parte sua e dei suoi compagni”. Ora si attende l’esito del ricorso presentato dalla società romagnola e dal direttore sportivo Buffone, inibito per tre anni, alla Corte di giustizia. Le possibilità sono due: o l’annullamento delle condanne (in caso di proclamazione di innocenza) oppure il mantenimento dei sette punti di penalizzazione, perché la sanzione deve essere afflittiva e quindi costringere il Ravenna ai playout. Un nuovo caso che non fa altro che confermare i mali insiti nel nostro calcio.

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