1916-1926 – Torino: la partita più lunga di sempre e gli esordi di Baloncieri e Libonatti

1916-1926 – Torino: la partita più lunga di sempre e gli esordi di Baloncieri e Libonatti

#110annidiToro / Continuiamo a ripercorrere le tappe della storia granata, decennio per decennio. Oggi ci occupiamo del periodo a seguito della Prima Guerra Mondiale

Un decennio mutilato all’inizio dalla guerra, poi una serie di campionati altalenanti, con la beffa di La Spezia e l’epicità della partita più lunga della storia italiana. Breve ma intensa la seconda decade della storia granata, che si sarebbe chiusa con l’inizio di un’era: l’esordio di Baloncieri e di Libonatti con la maglia del Torino.

qui la prima parte, 1906-1916

1916-1917 – Mentre la guerra imperversa fuori dal mondo del calcio, il campionato italiano viene sospeso. Il Torino vince la Coppa Piemonte, torneo disputato con Juventus, Amatori Torino e Torinese. I granata ottengono anche il successo nella Coppa organizzata dalla Lanzese, sconfiggendo in finale per 5-0 proprio gli ideatori della manifaestazione.

1917-1918 – La situazione è ancora più estrema, e le competizioni vengono interrotte del tutto. L’unica partita – amichevole – di cui si ha notizia è un’amichevole vinta contro l’Alessandrina per 4-3.

1918-1919 – La Grande Guerra si concluse ufficialmente per l’Italia il 4 novembre, ma le condizioni del paese erano ancora troppo difficoltose per pensare di poter organizzare un torneo calcistico di portata nazionale. Per il Torino, dunque, ancora amichevoli sparse.

1919-1920 – Finalmente il conflitto è alle spalle, e si può tornare sul campo da calcio. La Prima Categoria di allora si compone di due gironi da superare per arrivare alla poule di tre squadre del girone nord, la vincente delle quali affronterà la migliore del centro-sud. I granata, qualificati come terzi alle spalle di Pro Vercelli e Juventus per un punto al primo raggruppamento, chiuderanno quarti il girone semifinale.

1920-1921 – Arrivati stavolta in cima al girone di semifinale, il Torino doveva disputare lo spareggio contro il Legnano.  Al 90′, sul punteggio di 1-1, le due squadre dovettero procedere ad oltranza. Era solo l’inizio della partita più lunga del mondo: l’incontro si prolungò per 158 interminabili minuti, ai termini dei quali le squadre si ritirarono per spossatezza, rinunciando a ripetere la gara. I granata persero così l’occasione di giocarsi la sfida contro il Bologna, poi sconfitta dalla Pro Vercelli futura campione d’Italia.

1921-1922 – Il Torino aderì allo scisma che portò alla creazione della Confederazione Calcistica Italiana, nata in aperta polemica con la FIGC e che organizzò un campionato a sé, a cui partecipavano tutte le squadre più importanti del tempo. Per i granata fu una stagione negativa, chiusa con il nono posto nel girone B su dodici posizioni. La stagione si concluse con l’addio di Vittorio Pozzo, storico allenatore e dirigente granata.

1922-1923 – Non bastò al Torino il miglior attacco e la miglior difesa del girone A per avere la meglio sulla Pro Vercelli, che vince il raggruppamento e si lancia alla ricerca dello Scudetto, frenata dal Genoa.

1923-1924 – Un’altra grande beffa, maturata questa volta fuori dal campo. La squadra di Bachmann e compagni si stava giocando la testa del girone – con annessa qualificazione al turno successivo – con il Bologna, che arrivò primo per un punto. Giunse troppo tardi la decisione del Giudice Sportivo di ribaltare l’1-0 patito dai granata a La Spezia in una vittoria a tavolino, a causa delle numerose intemperanze commesse dai tifosi locali. Con quella vittoria il Toro si sarebbe qualificato alla sfida contro il Genoa, ma ormai la fase successiva era in corso di svolgimento, e i granata dovettero rinunciare ancora una volta a giocarsi le chance per il titolo.

1924-1925 – L’anno dopo i granata ripiombarono però nell’anonimato, chiudendo a metà classifica il proprio girone. Il Torino, partito bene, si spense alla distanza, e così la bella stagione dell’anno precedente diventò subito un lontano ricordo.

1925-1926 – Il Toro si riprese però bene l’anno successivo, quando si trovò di nuovo a duellare con il Bologna per il primato all’interno del raggruppamento. Ancora una volta, però, e senza polemiche a seguito, furono i felsinei ad avere la meglio, staccando i granata di due punti, mentre le altre squadre restavano undici lunghezza indietro. Ma quell’anno sarebbe diventato fondamentale nella storia dei granata, perché vi esordirono Alfonso Baloncieri e Julio Libonatti, due terzi del trio delle meraviglie cui si sarebbe aggiunto più avanti Gino Rossetti. Il Toro, a quel punto, era pronto a decollare.

(continua)

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