1926-1936: l’inaugurazione del Filadelfia ed il primo scudetto!

1926-1936: l’inaugurazione del Filadelfia ed il primo scudetto!

#110annidiToro / Continuiamo a ripercorrere le tappe della storia granata, decennio per decennio. Oggi ci occupiamo del periodo caratterizzato dal tricolore revocato e da quello conquistato

derby filadelfia

Il Conte Marone Cinzano, dopo aver posto le basi nei primi due anni della sua presidenza granata, ha cominciato a raccogliere i risultati tanto sperati. Nella stagione 1926-27 venne inaugurato lo storico “Campo Torino” ma conosciuto oggi con il nome di “Stadio Filadelfia”, lo storico impianto che è stato di cornice nei momenti più importanti della storia granata, che poi fu vergognosamente abbattuto ed adesso sembra poter ritornare a prendere vita come centro d’allenamento del club di Cairo, ma questa è un’altra storia… L’avvenimento è stato celebrato il 17 ottobre 1926 con una vittoria per 4-0 contro la Fortiudo Roma, i granata calarono il poker nel nuovo stadio che rappresenta, tutt’oggi, uno dei simboli principali della storica società piemontese.

LO SCUDETTO REVOCATO – Bosia, Balacics, Martin II, Colombari, Janni, Sperone, Carrera, Baloncieri, Libonatti, Rossetti, Franzoni, questa è la formazione che vinse il primo scudetto della storia granata il 10 luglio 1927 battendo per 5-0 il Bologna, squadra seconda classificata. Il 3 novembre dello stesso anno il tricolore venne revocato per il “caso Allemandi”, primo scandalo nel mondo del calcio. Il club piemontese avrebbe tentato di corrompere Allemandi, terzino della Juventus, in occasione del derby disputato il 5 giugno del 1927 e vinto dalla formazione allenata da Schoffer per 2-1. Notizia ampliata da un giornalista che abitava nella stessa pensione di Allemandi, le prove erano davvero scadenti ma il titolo venne revocato  e non riassegnato mentre Allemandi fu squalificato a vita. La sentenza su quest’ultimo venne poi revocata per in seguito alla vittoria della Nazionale Italia della medaglia di bronzo alle Olimpiadi nel 1928 mentre il tricolore non venne più riassegnato neanche dopo la tragedia di Superga, quando la FIGC, ne aveva promesso la riassegnazione.
IL PRIMO TRICOLORE – Il Toro però si conferma, nella stagione successiva, che non ha bisogno di imbrogli ed aiuti per vincere e si aggiudica il campionato della stagione 1927-28, il primo ufficiale della storia granata. Il trio delle meraviglie formato da Libonatti, Baloncieri e Rossetti misero a segno rispettivamente trentacinque, trentuno e ventitré gol facendo passare alla storia alcune goleade al Filadelfia come l’11-0 contro Brescia e Napoli ed il 14-0 contro la Reggiana. La partita che sancì il Torino campione d’Italia fu il 22 luglio contro il Milan. Alla fine della stagione il Conte Marone Cinzano lascia però il Toro in quanto era ancora troppo scosso per le vicende extra calcistiche riguardanti il primo scudetto e così il testimone passa a Giacomo Ferrari ma la sua permanenza non durò a lungo, infatti, nei primi anni 30’ si alternarono diversi presidenti: Vastapane, Gervasio, Mossetto, Silvestri, Cuniberti.

LA DECADENZA – La stagione 1928-29, nell’ultimo campionato a due gironi, la squadra piemontese non riuscì a bissare il successo e lo scudetto andò al Bologna al termine di uno spareggio. Successivamente, inizia un periodo di decadenza dei granata ed nel primo campionato a girone unico, vinto dall’Ambrosiana Inter, i granata si piazzarono al quarto posto. Quella situazione di instabilità presidenziale che si era creata nel club granata si rifletterà anche nelle prestazioni dei giocatori che non brillarono in quegli anni: 7° nel 1930/31, 8° nel 1931/32, ancora 7° nel 1932/33, 12°nel 1933/34 e solo 14°, ad un passo dalla serie B, nel campionato 1934/35.

CREAZIONE SETTORE GIOVANILE – Intanto si erano iniziate a formare i primi settori giovanili che diventarono veri e propri serbatoi di risorse per le prime squadre. Il Torino lo fondò nel 1932, e fu intitolato “Balon Boys” in onore del fuoriclasse granata Balonceri che si accingeva ad appendere gli scarpini al chiodo. Dalla squadra affidata a Carlo Rocco emersero campioni del calibro di Raf Vallone, Federico Allasio, Giacinto Ellena, Cesare Gallea.

RINASCITA – Dalla stagione 1935/36 il Toro rialzerà la testa, i granata lottarono per il titolo sino a metà del girone di ritorno ma lo persero a favore del Bologna. D’altro canto in quella stagione si giocava la prima edizione della Coppa Italia, dopo che il trofeo aveva già fatto una sperimentazione nel 1922, la formazione granata alzò la coppa grazie alle cinque vittorie consecutive ottenute travolgendo 2-0 la Reggiana, 8-2 il Catania con sei reti di Buscaglia, 4-2 il Livorno e 2-0 la Fiorentina. La finale contro l’Alessandria disputata a Genova, fu senza storia: il Torino si impose 5-1 con doppiette di Galli e Silano ed un gol del bomber Buscaglia.

CAMBIO DENOMINAZIONE – Nella stagione successiva il club che era nato della birreria Voigt  cambiò denominazione: da Football Club ad Associazione Calcio. Quel campionato lo vinsero ancora gli emiliani con la squadra piemontese che si piazzò al terzo posto. Nota positiva della stagione sono i derby, dopo 8 anni di sconfitte,  il Toro vinse entrambe le sfide: per 1-0 all’andata (rete di Galli) e 2-1 al ritorno (ancora Galli e Prato).

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