28 giornate dopo, per i giovani del Toro è una crescita ancora a metà

28 giornate dopo, per i giovani del Toro è una crescita ancora a metà

Verso la volata / Giunti praticamente a tre quarti di campionato, è lecito domandarsi a che punto è il percorso dei talenti granata

4 commenti

È uno dei concetti più cari a Ventura, e parimenti uno dei più vituperati dai tifosi soprattutto nei momenti meno felici del campionato, come quello che il Torino sta attraversando in questo momento: è l’idea di crescita, un idea che talvolta stride con l’immagine di una squadra che spesso compie gli stessi errori senza mai dare l’occasione di imparare veramente da essi. I punti cardine della crescita venturiana, però sono i giovani, a cui questa stagione deve ancora dare risposte definitive.

Sicuramente la forte partenza in campionato dei granata ha fatto dimenticare a molti che questo non era un anno in cui ottenere grandissimi risultati, ma un anno in cui gettare i semi di successi futuri, attraverso l’acquisto di ottimi prospetti più o meno affermati a livello nazionale, come Belotti, Baselli, Zappacosta, Acquah e il riscatto di Benassi. Investimenti importanti che però non per forza si legano al concetto di vincere subito, anzi. Spendere oggi per goderne domani, questa era l’idea dell’ultimo mercato estivo. E ora, dopo 28 giornate, a che punto si è arrivati?

Le risposte migliori, soprattutto nel lungo periodo, le hanno date Belotti e Benassi. Il primo risulta sempre più travolgente e indispensabile per la squadra granata, avendo realizzato sei reti nel 2016 (QUI i dettagli) e dando l’impressione di ritrovarsi sempre di più al centro del progetto tecnico granata. Discorso simile per l’ex Inter, che sta mettendo in mostra miglioramenti notevoli rispetto allo scorso anno, caratterizzato da buone giocate, ma anche da troppi cali di tensione. Ora il centrocampista modenese si propone con maggiore efficacia e costanza, dando l’impressione di aver trovato la giusta strada.

Benassi contro la Lazio
Benassi contro la Lazio

Più indietro, invece, rimangono gli altri: fra tutti spicca Baselli, caricato di troppe aspettative dopo un avvio super e incapace di trovare la giocata giusta a più riprese, sentendo su di sé, certamente, il peso della promessa da mantenere. Alla distanza, invece, è venuto fuori Zappacosta, che talvolta pecca nella precisione soprattutto in fase offensiva, ma scende in campo sempre con grande convinzione e voglia di fare. Così anche Acquah, che paga una gestione spesso negativa del pallone, ma da contro dona spesso grande dinamismo e muscoli in mediana.

Nel complesso, dunque, una crescita a metà, che sta dando indicazioni importanti sul futuro del Torino e dei giovani all’interno del suo progetto. La prossima stagione si scrive già oggi, e queste ultime partite potranno dire ancora tanto.

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  1. Nick - 11 mesi fa

    buon articolo e soprattutto realista. tra gli altri, scusate, rimango realista anche su acquah, tanta voglia e foga ma piedi pignorati, quindi risulta alla fine troppo falloso e negativo sull’economia della squadra.
    i nostri giovani hanno un futuro e non lo nego; ad es. peres, immobile, belotti, benassi, zappacosta, baselli possono solo far meglio. non sono d’accordo su chi dice che abbiamo una squadra scarsa; secondo me abbiamo una buona squadra da parte sinistra della classifica ma i risultati tardano e venire per la mancanza (forse voluta) di una leadership in uno o due giocatori che allunga i tempi di amalgama nel gruppo, abbiamo 11 comprimari e l’unico al momento che può trascinare la banda in mezzo al campo é Ciro; quindi sono d’accordo che si semina oggi per raccogliere domani. nel breve termine ci si illude con qualche exploit ma poi si soffre quando ci si confronta con la mancanza di maturità nel gestire la partita. la prossima campagna acquisti secondo me deve puntare a prendere qualcuno che sia leader vero in mezzo al campo, senno ripetiamo la stessa storia il prossimo anno (spero di no ovvio!)

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    1. Athletic - 11 mesi fa

      Sono d’accordo, è comunque importante aver preso questi giovani, che tra un paio di anni ci daranno soddisfazioni, ma nel prossimo mercato bisogna assolutamente e finalmente trovare un sostituto (anzi, due) per Vives, non un giovane ma un giocatore già fatto e che sia in grado di essere un riferimento anche per i giovani. Questo se rimane Ventura, perché un altro sicuramente adotterà un modulo diverso, e quindi ci saranno altri ragionamenti da fare. Riguardo l’articolo, c’è da dire che Baselli è stato fermato dall’infortunio nel momento migliore, è stato un peccato, speriamo torni a giocare come ad inizio campionato. Aquah invece, non credo possa giocare in quel ruolo, tanto fisico, ma piedi non all’altezza, ha bisogno di un’altra collocazione, ma nel modulo attuale, non vedo dove possa essere messo.

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    2. Daniele abbiamo perso l'anima - 11 mesi fa

      Condivido il tuo pensiero. E’ una squadra senza leader, e a tal proposito mi aspettavo molto di piu’ da Glik, che a quanto pare alla testa all’europeo gia’ da un po’ di tempo.
      Credo che una parte di responsabilità sulla testa dei giocatori l’abbia anche Ventura, pero’. Non è riuscito a dar loro abbastanza carattere e mentalità vincente. Tutti troppo attenti solo a rispettare i dettami tattici.
      E’ anche vero che qualcosa di qualità a centrocampo manchi, e quel Prcic non l’avrei scartato cosi in fretta.

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      1. Athletic - 11 mesi fa

        Sicuramente Ventura ha delle responsabilità, eccome. Sono giovani, ma nessuno di loro mi sembra sia una testa matta alla Balotelli o Cassano, per dire. Mi sembrano tutti ragazzi a posto, quindi se stanno faticando, significa che chi li gestisce non è riuscito a tirare fuori tutto quello che potrebbero dare. Riguardo Glik hai ragione, non sta giocando male, ma sembra per così dire… assente. Qualcuno aveva detto che ha o ha avuto problemi personali, o sbaglio? Mi dispiacerebbe davvero se pensasse solo all’Europeo.

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