A Verona solo per vincere.

A Verona solo per vincere.

Il capitano scalpita, ma non vuole prevaricare le decisioni del mister “La voglia di giocare è tanta, come per coloro che vengono impiegati meno, tutti sperano di essere disponibili e di poter entrare in campo”.

Si aspettava la sua esclusione dopo essere stato titolare per molto tempo?

“Tutto è nato dopo l’infortunio patito…

Il capitano scalpita, ma non vuole prevaricare le decisioni del mister “La voglia di giocare è tanta, come per coloro che vengono impiegati meno, tutti sperano di essere disponibili e di poter entrare in campo”.

Si aspettava la sua esclusione dopo essere stato titolare per molto tempo?

“Tutto è nato dopo l’infortunio patito a Piacenza, per Mantova non ero disponibile, non sono riuscito ad allenarmi bene prima del Cesena, mi aspettavo di poter rientrare a Catania o Modena invece il mister ha preferito dare fiducia a chi aveva fatto bene in quel momento. Certo non sono felice di stare fuori, ma è normale anche una mia esclusione”.

Sarà ancora il capitano al suo rientro?

“Penso di sì, le mie responsabilità me le sono sempre assunte, non credo che questo sia un problema”.

A questo punto si può dire che si è riposato in vista degli eventuali playoff?

“Spero di poter essere al meglio, peso più di ottanta chilogrammi e faccio fatica a riprendermi dopo una sosta. A Verona, se giocherò, spero di essere in grado di fare bene”.

Non dice espressamente che sarà in campo, pretattica la sua?

“No, il mister sceglie all’ultimo, domani avrà senza dubbio le idee più chiare. Non c’è mai certezza per nessuno. Ad esempio non mi sono piaciute le critiche che ho letto, alcune piuttosto pesanti, contro Orfei. Non è mai colpa di uno solo”.

In caso di sua presenza in campo a Verona chi le piacerebbe avere al suo fianco?

“Non ho particolari preferenze, adesso ci conosciamo meglio tutti quanti. Mi sono trovato bene con Doudou, così come con Matteo (Melara) e lo stesso Gianni (Orfei)”.

Si può dire che lei in campo è un buon coordinatore del gioco?

“Ho la caratteristica di richiamare sempre i compagni, accorciare o allungare il gioco a seconda delle esigenze. Poi ognuno opera secondo le proprie caratteristiche, l’importante è rimanere sempre concentrati”.

De Biasi le ha motivato l’esclusione?

 

“Niente di particolare, non essendomi allenato bene prima di Cesena mi ha detto che preferiva continuare con Melara e Orfei”.

Suo fratello gioca nel Catania, che atmosfera vivono loro in questo momento, considerando che hanno deciso anche il silenzio stampa?

“Sicuramente sentono molto la pressione, hanno un certo timore di non riuscire ad arrivare fino in fondo, per cui adesso cercano di rimanere compatti e tranquilli. La loro non è una grandissima situazione”.

A Verona vi potreste accontentare di un pari?

“Non serve a nulla il pareggio in questo momento, meglio cercare di vincere. L’unica squadra con cui si può prendere per buono un punto è il Brescia”.

Come giudica la battuta che ha fatto Taibi sul Catania, che ha suscitato parecchio malcontento tra i rossoazzurri?

“Con mio fratello Ezio non sono entrato nel merito della questione, oltretutto Massimo ci ha spiegato che qualche parola è stata fraintesa”.

De Biasi l’altro giorno invece ha fatto battute su Muzzi.

“Il mister usa questa tecnica per spronare la squadra, magari tira qualche frecciatina per stimolare tutti quanti al cento per cento. La cosa certa è che tutti vogliono dare il massimo per il bene del Toro”.

Per concludere andate a Verona contro una squadra in difficoltà, questo fatto può celare delle insidie maggiori?

“I veronesi arrivano da cinque sconfitte consecutive, la loro classifica si sta accorciando verso il basso, oltretutto hanno anche una rosa abbastanza limitata, per cui devono cercare di non perdere altro terreno. A loro un punto può bastare, a noi no”.

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