Abbruscato ‘Centrare l’obiettivo vuol dire segnare a doppia cifra’

Abbruscato ‘Centrare l’obiettivo vuol dire segnare a doppia cifra’

E’ la volta del bomber, alla vigilia della sua vera prima stagione in A, si presume da titolare. Un sogno nel cassetto: emulare la favola del doppio conterraneo Iaquinta? (crotonese come Elvis e trapiantato a Reggio Emilia)

Sarebbe bello ma non penso che succeda, adesso non ci sono neanche le premesse poichè devo ancora esordire in serie A, magari tra quattro anni sarà tutto diverso, per adesso io penso a completarmi…

di Redazione Toro News

E’ la volta del bomber, alla vigilia della sua vera prima stagione in A, si presume da titolare. Un sogno nel cassetto: emulare la favola del doppio conterraneo Iaquinta? (crotonese come Elvis e trapiantato a Reggio Emilia)

Sarebbe bello ma non penso che succeda, adesso non ci sono neanche le premesse poichè devo ancora esordire in serie A, magari tra quattro anni sarà tutto diverso, per adesso io penso a completarmi come calciatore e a mantenere questa categoria.

Quando è nata la tua passione per il calcio?

A dire il vero da ragazzino, 12 anni, dovevano venire a prendermi per andare ad allenarmi, perché non ne avevo voglia. Mi piaceva giocare solo le partite e preferivo girare in bicicletta con gli amici.

Tre anni fa ero ancora in C1 e non mi vedevo nel 2006 in una squadra di serie A. Poi ho dimostrato di valere la C1 e sono salito in B, anche qui ho dimostrato di poter valere la categoria, visto che il Torino mi ha acquistato per rinforzare una rosa che puntava alla serie A. Una serie A che abbiamo poi conquistato, tanti mi dicono grazie anche al mio gol a Mantova.

Dunque un gol che è valso la promozione?

Credo che, se anche non avessi segnato a Mantova, saremmo saliti ugualmente, perché quella sera con la carica che avevamo e con l’aiuto dei tifosi potevamo compiere qualsiasi impresa.

Non pensi di essere arrivato nella massima serie un po’ tardi rispetto al tuo tabellino di marcia?

Non ho rimpianti per essere arrivato alla serie A a 25 anni, perché tutto quello che ho ottenuto me lo sono meritato sul campo. Ora per questa stagione il mio obiettivo è quello di dimostrare di potercela fare e se il mister riterrà di farmi giocare e riuscirò ad andare in doppia cifra, vorrà dire che ho centrato il mio obiettivo.

A tuo avviso sono importanti altri rinforzi?

I tifosi e i giornalisti sperano in altri arrivi, io dico che siamo già forti così perché oltre alle nostre qualità siamo un gruppo che ha una voglia pazzesca di dimostrare che può stare in serie A, noi ci sentiamo già sufficientemente competitivi.

Un commento su questo ritiro?

Questo è un bel ritiro perché, almeno a sentire i tifosi, è il primo tranquillo dopo tantissimi anni. Senza nessuna polemica e con tanta voglia di fare bene dopo che si è fatta una annata positiva.

Cosa fate quando non vi allenate?

Nel tempo libero non siamo una squadra che ama giocare a carte, preferiamo la playstation dove io e Iaio siamo i migliori. Ci divertiamo inoltre a leggere Toronews e gli altri siti sul Toro. (L’abitudine è stata confermata anche da Martinelli ieri sera)

Riprendendo il commento di Elvis sul primo ritiro tranquillo del Toro posso confermarlo: dall’alto della mia esperienza, ventun anni di ritiri al seguito del Toro, un’atmosfera così tranquilla non la si registrava dall’anno in cui è arrivato Scifo. Poi, per un motivo o per un altro, c’erano sempre delle rogne che intaccavano la tranquillità.

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