Abbruscato: ‘Non siamo negativi!’

Abbruscato: ‘Non siamo negativi!’

Elvis Abbruscato ha davvero l’aspetto del giocatore ritrovato, più sereno, forse maturato dentro, meglio consapevole dei suoi mezzi. Cairo ha rinunciato ad una comproprietà redditizia per tenerlo qui e l’ex aretino vuole ripagare la fiducia ricevuta. "I due gol segnati sabato non li ho sentiti importanti. Sono serviti a sbloccarmi, ma non hanno portato punti alla squadra. Però mi sento bene, è da qualche…

Elvis Abbruscato ha davvero l’aspetto del giocatore ritrovato, più sereno, forse maturato dentro, meglio consapevole dei suoi mezzi. Cairo ha rinunciato ad una comproprietà redditizia per tenerlo qui e l’ex aretino vuole ripagare la fiducia ricevuta. "I due gol segnati sabato non li ho sentiti importanti. Sono serviti a sbloccarmi, ma non hanno portato punti alla squadra. Però mi sento bene, è da qualche tempo che provo sensazioni positive. Mi ha fatto piacere la fiducia che Cairo ha riposto su di me, ora la devo ripagare in campo. Voglio dare un contributo alla squadra". Quali erano i problemi iniziali di Abbruscato? "Soprattutto di carattere psicologico, il salto di categoria lo si sente sotto questo aspetto. E’ stato anche pesante il fardello del costo del mio cartellino, forse esagerato perchè sono stato equiparato a dei grandi campioni e per questo c’era molta aspettativa su di me". Più difficile passare dalla B alla A per un centravanti che per un difensore, visto come si è integrato subito Cioffi?: "Infatti, noi attaccanti siamo più al centro dell’attenzione di chi gioca nelle retrovie. Ovvio che per il nostro ruolo è tutto più difficile".

Il centravanti emiliano ringrazia anche i compagni che gli sono stati vicini con i consigli. "Fare i nomi vuol dire fare torto ad altri, Balestri mi incita sempre visto che siamo compagni di stanza. Fiore lo stesso mi ha dato dei consigli, così Taibi, Muzzi, ma soprattutto Stellone. E’ un ragazzo generoso, genuino, uno dei pochi attaccanti che non prova invidia". Si riparla di Stefano Fiore ceduto all’ultimo al Livorno: "Mi dispiace molto che sia andato via, era, per così dire, il mio compagno di banco. Purtroppo al Toro non ha trovato spazio".

Abbruscato ha vissuto un cambiamento interno, cos’è successo negli ultimi tempi? "Ho fatto un passo indietro. La strada che avevo intrapreso non era quella giusta, così ho capito che la colpa era mia, dovevo mettere da parte l’orgoglio personale". E’ dura segnare in A, soprattutto quando non si è sicuri del posto da titolare, ma il giocatore sa cosa vuole: "Se me ne dovessi andare lo voglio fare da vincente, dopo aver segnato dei gol pesanti. Non sarei mai andato via così, come un fallimento".

Arriva il momento del modulo, ad una punta o due? "Per questo si può giocare anche con tre centravanti, basta che si corra veloci tutti quanti. Il modulo, le scelte, non toccano a me, il mister sa cosa deve fare. E’ chiaro, fossi in lui mi metterei sempre in campo. Ad ogni modo non ho problemi a giocare come unica punta o a fianco di un’altra". Che succede se a Siena non dovesse essere titolare? "Pazienza, aspetterò di entrare anche solo dieci minuti per fare qualcosa di concreto". La forza durante i momenti difficili l’ha trovata in famiglia. "Ho la fortuna di essere sposato, mia moglie e i miei figli mi sono stati vicini. Sì, ho fede, per chi ci crede aiuta". Però non ha voluto dedicare i gol a nessuno: "Non ci ho pensato, preferisco fare dediche segnando reti importanti. A chi farò la prima? Non lo so, ci penserò dopo che l’avrò insaccata!".

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