Abbruscato: “Toro, a Pescara gara difficile. Boyé valore aggiunto, va tutelato”

Abbruscato: “Toro, a Pescara gara difficile. Boyé valore aggiunto, va tutelato”

Esclusiva TN / Il doppio ex presenta la sfida col Pescara: “Sarò sempre legato al ricordo granata. Sento spesso Cairo e non ho mai dimenticato i 67mila del Delle Alpi”. E sull’obiettivo Europa…

TORINO, ITALY - APRIL 1: Elvis Abbruscato of Torino in action during the Seria A match between orino and Palermo at Stadio Olimpico Grande on April 1, 2007 in Torino, Italy. (Photo by New Press/Getty Images) *** Local Caption *** Elvis Abbruscato

Abbiamo contattato Elvis Abbruscato, ex attaccante classe ’81 e attuale allenatore della Berretti dell’Arezzo, e uno dei doppi ex “moderni” più significativi di Pescara-Torino. Arrivato in granata nel mercato invernale della stagione 2006/2007 (la prima dell’era Cairo, dopo il fallimento), gioca con la maglia del Toro (guadagnandosi la promozione in Serie A l’anno stesso) fino al 2007, per poi tornare nel 2008/2009. In tutto, sono 64 le presenze complessive di Abbruscato in granata, condite con 10  reti.

Ciao Elvis, che ricordi hai della tua esperienza a Torino? Sei ancora legato a quei colori?

Si molto. Prima di tutto, legato al ricordo: il Toro e il presidente Cairo mi han dato la possibilità di affrontare la Serie A, ed è stato un onore per me. Mi sento molto legato al Toro, come squadra: una compagine che non tramonta mai, che risorge sempre dai momenti difficili. Parlando di presente, ora la società ha una stabilità diversa da allora, con Cairo che ha mantenuto le sue promesse, facendo progredire di anno in anno la qualità della rosa e della squadra, alzando il Torino al livello che merita. Mi sento spesso col Presidente, è un ricordo bellissimo per me.

Che tipo di partita ci si deve aspettare questa sera? Il Pescara lo conosci molto bene, come ambiente...

Con il Pescara io son arrivato in un’annata difficile, dove sembrava tutto da rifare. Quest’anno loro hanno il vantaggio di avere un gruppo consolidato e un tecnico con un’idea precisa, dei punti fermi. Il Toro si dovrà aspettare una squadra organizzata, che sa cosa fare, con degli interpreti però tecnicamente inferiori a quelli granata. Sarà una gara difficile, il Toro dovrà gestire e tenere con attenzione in pugno la situazione, visto che un altro risultato poco positivo non farebbe di certo bene ai granata.

E di Mihajlovic, cosa ne pensi?

La piazza è pretenziosa, molti magari criticano un gioco non ancora palesato, ma Miha ha bisogno di tempo come tutti gli allenatori per fare vedere il suo gioco, ed è normale all’inizio di un ciclo e alla fine di un altro molto lungo come quello portato avanti da Ventura. Poi ci sono gli infortunati, che non sono facili da gestire. Ma al di là di tutto il Toro ha dimostrato in questi anni di avere una progettualità che punta sempre in alto…

Da ex attaccante, che impressione ti ha fatto Lucas Boyé? Sarà di nuovo lui a guidare l’attacco granata questa sera..

E’ un giocatore forte, salta molto bene l’uomo ed ha fisico. Meritava anche il gol contro l’Empoli. Chiaro che è un giovane e che va tutelato senza pressioni di alcun tipo, ed è un valore aggiunto che il Toro si ritroverà molto presto. Ma non si può affidare tutto la responsabilità ad un ragazzo del ’96.

Il Toro, per la prima volta, ha dichiarato esplicitamente l’ “obiettivo Europa” ad inizio stagione. E’ un traguardo raggiungibile?

Mister, società e squadra sono uniti in questo obiettivo, e questo già è molto importante. A rosa piena il Toro può pensare di raggiungere questo traguardo. Parlando da tecnico, ovviamente c’è da fare i conti con un gioco diverso: quello di Ventura era ormai radicato nelle memorie fisiche e mentali dei giocatori, e dunque distanziarsi così di netto dagli ultimi cinque anni – come detto – non è assolutamente facile. Quindi secondo me l’obiettivo primario è trovare un’identità tattica completa, poi con una rosa a pieno organico, l’obiettivo Europa è sicuramente raggiungibile. Il Toro ci deve credere perché si può fare. Con Miha c’è una progettualità e quando inizia un nuovo progetto cambia tutto, e prima di tutto occorre trovare un assesto e un’identità.

Elvis sei arrivato in un anno particolare a Torino, il primo dell’era Cairo. Che ricordo hai di quella stagione?

Non ho dubbi: sicuramente i 67mila del Delle Alpi contro il Mantova, nessun giocatore del Toro ha mai vissuto una roba simile. E’ una cosa che mi porterò sempre dentro e che mette i brividi. E poi anche il coro che mi avevano dedicato i tifosi…

Ultima domanda, da canovaccio classico. Per chi tiferai stasera?

Io tifo il bel calcio, cerco di guardarlo con l’occhio del popolo ed è questo che voglio vedere: un calcio tecnico e di qualità. Sono entrambi squadre e città che mi han lasciato qualcosa, poi è chiaro che quello che mi ha dato il Toro, il Pescara non me l’ha dato. Per la squadra e i tifosi, ma anche per Cairo, per il gran Presidente che è. Quindi questa sera avrò un occhio di riguardo per i granata, sicuramente.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy