Accadde… 16 maggio 1976

Accadde… 16 maggio 1976

La storia del Torino ha nel mese di maggio molte date da ricordare, oltre a quella infausta della tragedia di Superga, da cui partì la Leggenda di una squadra mitica, al riscatto della vittoria dello scudetto, 27 anni dopo l’ultimo, conquistato da Valentino Mazzola e compagni. Da quel trionfo ad ora sono passati ben 31 anni e l’unico momento in cui la squadra granata ha rialzato la testa è stato durante la "contestata"…

La storia del Torino ha nel mese di maggio molte date da ricordare, oltre a quella infausta della tragedia di Superga, da cui partì la Leggenda di una squadra mitica, al riscatto della vittoria dello scudetto, 27 anni dopo l’ultimo, conquistato da Valentino Mazzola e compagni. Da quel trionfo ad ora sono passati ben 31 anni e l’unico momento in cui la squadra granata ha rialzato la testa è stato durante la "contestata" gestione di Sergio Rossi e con Borsano, che ha fatto gioire la piazza grazie ad alcuni anni in cui il Toro era tornato protagonista, ma proprio da quella gestione non del tutto chiara a livello economico-finanziario, cominciò di fatto il declino della gloriosa squadra granata.

Il Torino che vinse il suo ultimo scudetto aveva creato un nuovo tipo di gioco, il cosiddetto pressing introdotto da Gigi Radice, il suo grande condottiero, un cosiddetto sergente di ferro che aveva indovinato un modulo spumeggiante, allegro e raffinato, che rese il Toro non solo vincente, ma anche bello da osservare per gli esteti del pallone. Ovviamente arrivarono anche i giocatori giusti, da Castellini in porta, al reparto offensivo composto dal poeta del gol Claudio Sala, dal fantasista Renato Zaccarelli, il numero dieci che giocava sempre a testa alta con un controllo del piede ed una visione di gioco eccezionale, fino ai gemelli del gol Pulici e Graziani, con Pupigol idolo incontrastato della folla. Non vanno dimenticati ovviamente Pecci, Patrizio Sala, Caporale, Mozzini, Salvadori, Santin, il povero Gorin e tanti altri che contribuirono al trionfo.

Il Torino chiuse a 45 punti (allora la vittoria portava due punti e non tre come ora), a due lunghezze dalla Juventus giunta seconda, il Milan, terzo, si era fermato a 38. Quel Torino segnò 49 gol subendone 22, Pulici conquistò anche la classifica cannonieri. I granata vinsero 18 match, fecero 9 pareggi e solo 3 sconfitte, a Bologna nella prima di campionato per 1-0, a Perugia per 2-1 e contro l’Inter per 1-0 a San Siro. Il Toro però si aggiudicò i due derby della stracittadina, entrambi per 2-0.

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