Adesso è ora di vincere

Adesso è ora di vincere

di Valentino Della Casa

Quando il gioco si fa duro, il Toro
deve iniziare a giocare. Per adesso possiamo dire che i granata hanno
“giochicchiato”, a volte con più infamia, a volte con più lode,
certo è che il settimo posto, a pari merito con altre…

di Valentino Della Casa

Quando il gioco si fa duro, il Toro deve iniziare a giocare. Per adesso possiamo dire che i granata hanno “giochicchiato”, a volte con più infamia, a volte con più lode, certo è che il settimo posto, a pari merito con altre due squadre, difficilmente lo avevamo preventivato. Ma dalle difficoltà bisogna risalire, rimboccarsi le maniche e ripartire.

Ripartire da quanto di buono è stato sicuramente fatto (il recupero, soprattutto psicologico, di Gasbarroni, ad esempio), correggere ciò che va corretto, anche perchè oramai la serie B 2009/2010 si sta finalmente delineando, con margini ben precisi su chi potrebbe giocarsela e chi no, per andare in serie A.

Esclusa la Reggina, che potrebbe ancora avere un poderoso colpo di coda (le qualità ci sono tutte), difficilmente potremmo vedere squadre di medio-bassa classifica piombare in zona play off, dove attualmente si trova il Toro. Toro che deve assolutamente restare attaccato (se non finalmente lanciarsi verso la vetta) al gruppone delle prime 6, onde poter arrivare a Gennaio (periodo del mercato d’inverno) senza l’ansia di dover recuperare svantaggi ben più clamorosi.

Il mercato di riparazione (mai un nome era stato tanto indovinato) potrebbe essere di grande, grandissimo aiuto per la squadra di Colantuono, che potrebbe così varare novità tattiche (se dovesse arrivare qualche esterno di centrocampo) per passare rapidamente dal 4-3-1-2 da cui si è partiti questa estate, al classico 4-4-2, più coperto ma allo stesso tempo più ficcante sulle fasce e, forse, ancora più efficace per il bomber Rolando Bianchi. Un mercato però che andrà condotto con estrema attenzione, per evitare gli approdi in granata di Carneadi più o meno illustri, che al Toro sarebbero nocivi tanto per la squadra, quanto per un mero aspetto economico (che nel calcio però tanto mero non è).

(Foto: M.Dreosti)

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