Anche Barreca come Cerci & co.: la maledizione di chi lascia Torino

Anche Barreca come Cerci & co.: la maledizione di chi lascia Torino

Approfondimento / Anche il terzino sta vivendo un periodo di difficoltà dopo aver lasciato i granata

di Alberto Giulini, @albigiulini

C’è chi l’ha ironicamente definita la “maledizione del Cairo”, chi ha provato ad appellarsi ad una eccessiva fretta di voler compiere un passo più lungo della gamba e chi invece non è riuscito a darsi una spiegazione. Insomma, negli ultimi anni c’è stata una costante: chi ha lasciato il Torino per cercare fortuna altrove ha spesso incontrato enormi difficoltà.

BARRECA A MONACO – E così sta succedendo ad Antonio Barreca, che in estate si è trasferito al Monaco in uno scambio alla pari che ha portato in granata Soualiho Meité. Dopo un avvio di stagione incoraggiante dal punto di vista meramente individuale, il terzino scuola Toro si sta ora trovando ad affrontare un periodo difficile. In campionato ha raccolto solamente sette presenze in sedici giornate, accomodandosi in tribuna addirittura sette volte. Il tutto va ad aggiungersi alla difficile situazione in cui versa il club del Principato, ormai eliminato dalla Champions League e diciottesimo in campionato.

EL KADDOURI E CERCI – Ma quello del classe ’95 non è un caso isolato, anzi. Chiedere ad Alessio Cerci, ad esempio, che nell’estate del 2014 ha ottenuto di essere ceduto all’Atletico Madrid, dando così inizio ad una parabola discendente che lo ha portato, all’età di trentuno anni, a giocare in Turchia nell’Ankaragucu. Discorso simile per Omar El Kaddouri, che nell’estate del 2015 chiese inspiegabilmente di non essere riscattato. “Si sentiva imbrigliato dai dettami tattici di Ventura” spiegò poi Petrachi, ma anche per il Marocchino le cose non sono andate affatto meglio. Dopo un anno e mezzo di panchine a Napoli, sono arrivati i trasferimenti prima all’Empoli e poi al PAOK in Grecia, con il giocatore che anche in questo casa ha dato l’idea di aver gettato al vento le proprie potenzialità.

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DARMIAN E IMMOBILE – Discorsi simili ma leggermente diversi per Matteo Darmian e Ciro Immobile, in attesa di vedere come evolverà la carriera di Zappacosta. Il primo, dopo aver disputato una buona stagione con la maglia del Manchester United, ha successivamente iniziato a collezionare panchine. In questa stagione, su ventuno gare giocate dai Red Devils, l’ex granata è sceso in campo solamente in tre occasioni. Un magro bottino, insomma, per quello che in granata era un importante protagonista ed ora si deve accontentare di guardare i compagni da bordocampo. Più fortunato Ciro Immobile, che dopo aver fallito a Dortmund ed a Siviglia, passato nuovamente da Torino, ha trovato fortuna alla Lazio. In biancoceleste è protagonista, ma ha lasciato due volte Torino con ben altre ambizioni rispetto a quelle del club della capitale…

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  1. Bischero - 1 mese fa

    Grazie per la correzione granata.

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  2. Bischero - 1 mese fa

    Grizzly. Nessuno dice a Cairo che deve per anni fare investimenti pesanti di tasca sua. Ma se negli ultimi 6 ha solo amministrato mi sembra lecito chiedere per diminuire il gap con le grandi qualcosa di piu. Anche nelle multinazionali le proprietà fanno investimenti per aumentare la competitività. Il Manchester city in pochi anni é passato grazie alla liquidità degli sceicchi ad avere uno dei fatturati più alti della premier. Logicamente non pretendo tanto. Ma un passettino in avanti dopo 6 anni mi sembra doveroso. In fin dei conti:a arriviamo da 6 anni di utile. B urbano Cairo ha avuto un tornaconto di immagine pazzesco dal mondo del calcio. C sicuramente vivere la lega lo ha portato ha stringere legami commerciali correlati alle sue attività.

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  3. Bischero - 1 mese fa

    I giocatori vanno e vengono. Il toro e i suoi tifosi restano. Se peró il toro vuole spiccare il volo non può contare solo sulle plusvalenze ma ha bisogno di un ignezione di liquidità da parte della proprietà. Sono oramai troppi anni che il patron non mette 1 euro nel toro. Perché é impensabile che petrachi azzecchi in toto la campagna rafforzamento. Poi può accadere il miracolo e dalla primavera possono uscire ogni anno 2 i 3 top player ma mi sembra fantascienza.

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    1. Grizzly - 1 mese fa

      Ma secondo te il presidente di una società di calcio prende soldi suoi e li mette nel bilancio per poter comprare dei top player? e poi gli anni dopo ne mette altrettanti per pagargli gli stipendi che ovviamente saranno congrui alle loro potenzialità? e visto che gli introiti resteranno più o meno quelli di adesso dovrebbe funzionare sempre così? e quanto dovrebbe mettere Cairo visto quello che spendono le altre squadre senza ottenere risultati tra acquisto e almeno un paio di anni di stipendi, 200 milioni per avere una squadra competitiva per entrare in champions?
      Io sono tifoso come te e spero di avere una squadra che vinca tutto, però sono anche un po’ realista e purtroppo ad oggi la nostra forza economica non ci permette di comprare nessun top player e dobbiamo puntare sui giovani facendoli crescere e sperando di aumentare il fatturato con anche le plusvalenze.

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    2. Granata - 1 mese fa

      iGNettiamo dai, bischero … 😉

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  4. Luke69 - 1 mese fa

    ….vogliamo ricordare Zappacosta che fa il panchinaro nel Chelsea di Sarri, con un po di pazienza oggi avremmo Zappa a dx e Barreca a Sx, eh si che volavamo ma purtroppo il Dio delle plusvalenze ha mietuto le sue vittime, noi con Piede a incudine De Silvestri, e sempre rotto Ansaldi, loro a fare panchina altrove

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    1. Grizzly - 1 mese fa

      Ma per Zappa intendi quello che non era in grado di fare un cross decente? e per Barreca intendi quello che non era in grado di difendere e negli ultimi tempi non saltava l’uomo neanche a pregarlo? In effetti mi sto proprio disperando di avere Ansaldi che nell’ultima partita ha fatto più cross lui che in tutta la sua carriera Zappacosta. Dall’altra parte Aina sta facendo proprio male, persino quel poveraccio di De Silvestri che seppur con i suoi limiti la grinta e qualche gol li fa. Ma poi Zappacosta ce l’hanno pagato molto più del suo valore e per Barreca adesso abbiamo Meité, ti fa così schifo?

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    2. ilCalu - 1 mese fa

      Concordo solo su “lollo” e non capisco perchè goda di immunità diplomatica. L’anno scorso vedevo poche partite e mi dicevo “mah sarà che lo becco sempre in giornata no” ma quest’anno che le vedo tutte lo trovo veramente scarso. Un esempio di impegno che però non basta.

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  5. Torello_621 - 1 mese fa

    Un po’ ingenerosi con Ogbonna che è praticamente titolare con il West ham in Premier League. Insieme a Barreca è praticamente l’ultimo del vivaio con una carriera nel calcio che conta (quello vero, giocato, non quello di Cerci). D’Ambrosio è stato uno dei pochi errori di Petrachi nel non rinnovargli per tempo il contratto e perderlo a simil parametro zero, credo dovuto a certi limiti caratteriali che poi il ragazzo intelligentemente ha saputo limare.

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    1. Granata - 1 mese fa

      Era il dicembre 2013 e la società, dopo svariate proposte, sempre migliorative, ebbe notizia dal procuratore che, l’emozionato, ambiva a palcoscenici migliori, manco fosse stato Maldini. Hanno contato la sete di denaro, legittima, l’illusione di essere un campione ed il pessimo rapporto con Ventura. Petrachi ha commesso altri errori, non questo.

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  6. crclaudio6_126 - 1 mese fa

    E’ molto semplice, i giocatori citati, escluso Immobile a mio parere, sono piu’ modesti delle loro ambizioni, alla lista manca come elementi di spicco Glik e D’ambrosio, che pero’ secondo me hanno fatto il suo, Ogbonna e Maksimovic forse un pelo sotto le potenzialità, ma poi nel calcio moderno i giocatori vanno e vengono, il problema secondo me e’ che continuiamo questa visione romantica del calciatore magari cresciuto nel vivaio e di conseguenza per forza attaccato alla maglia e pieno di valori etico sportivi da portare sul campo, ma quando mai ?
    I giocatori sono professionisti, che svolgono il loro lavoro al meglio (quasi sempre) indipendentemente dalla squadra in cui giocano, per il semplice motivo che fanno un lavoro enormemente remunerato, ed i loro contratti futuri dipendono da quello che fanno sul campo. Poi ognuno di loro per caratteristiche, capacità, costi, rientra in un certo tipo di progetto, chi ha grandi capacita normalmente ha pure alti costi e rientra nei progetti di team che possono spendere tanto e vincono spesso, e via a scalare, poi dietro c’e’ chi scommette (i DS) su potenziali ancora inespressi ed a volte ci prendono a volte no, e chi riesce spesso a venderli (procuratori) per ben oltre quello che valgono, in tutto questo circus i giocatori stessi ci sguazzano bene e state sicuri, non ci rimettono mai. Non credo proprio che al Barreca di turno pesi cosi tanto aver lasciato il club che lo ha cresciuto, e dove lo trovava un contratto come quello col Monaco’. ?

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    1. Grizzly - 1 mese fa

      Concordo. Temo che qualcuno qui dentro non sappia o faccia finta di non sapere come funzionano i settori giovanili, vi parlo per esperienza personale perché diversi amici con cui giocavo da giovane sono stati selezionati da squadre importanti e la trafila è sempre stata la stessa, arrivano i selezionatori, parlano con il tuo mister e la tua famiglia e poi ti dicono vieni a giocare per il Parma, il Toro, l’Atalanta, i Gobbi…. e tu ci pensi 30 secondi e poi vai perchè il tuo sogno è diventare un professionista, da quel momento della tua squadra del cuore non te ne frega più niente, magari se hai la fortuna di essere tifoso del Toro e vieni preso nelle sue giovanili sei più contento, però prima o poi capisci come funziona e pensi solo a te stesso perchè alle società di calcio non interessa che tu sia anche tifoso, anzi molte volte è un problema se devono “sbolognarti” da qualche parte. Alla maggior parte dei calciatori non frega proprio un bel niente del tifo, per loro è un lavoro come un altro nel quale prendono un sacco di soldi e posso fare qualcosa che gli piace, basta che possa giocare. Probabilmente in passato era diverso, ora è così per cui non fasciamoci troppo la testa, per uno che va arriverà qualcun’altro e speriamo che sia migliore.

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  7. Giancarlo - 1 mese fa

    Stai insultando il Toro e la sua memoria. Non saremo (ancora) da Champion, ma non siamo più sicuramente la squadretta che annaspava in serie B o lottava per non retrocedere. Detto questo, mi pare che quelli citati fossero buoni giocatori, ma certamente poco umili. Anche se la presunzione e, sopratutto i procuratori, li spingono a cercare altre mete, con maggiori introiti per tutti. GIOCARE NEL TORINO E’ UN PRIVILEGIO! e chi non lo ha capito ha fatto la fine che sappiamo. Fortunatamente molti ambiscono a vestire la nostra maglia e chiunque l’abbia vestita, per me, sarà sempre un gradino superiore agli altri.

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    1. Pimpa - 1 mese fa

      Quelli che hanno la possibilità di insultare la storia del Toro stanno da altre parti e lo fanno quotidianamente.
      Io non insulto nessuno se affermo che quella manica di giocatori più in là del Toro non poteva andare.
      La fine che hanno fatto tutti,indistintamente,sta lì a dimostrare la verità di quel che affermo, cioè che si tratta di niente più che di medio/discreti giocatori.
      Medio/discreti giocatori che hanno giocato in una medio/discreta squadra che staziona da sette anni tra il settimo e il dodicesimo posto in serie A,mica no.

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      1. alrom4_69 - 1 mese fa

        HAI PERFETTAMENTE RAGIONE. TIFARE TORO NON SIGNIFICA NON VEDERE COME STANNO REALMENTE LE COSE.SE CERCI & C. FOSSERO STATI VERAMENTE DEI FENOMENI NON AVREBBERO FATTO SOLO PANCHINA O TRIBUNA ALL’ESTERO E QUESTI SONO FATTI E NON OPINIONI.

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      2. Maicuntent - 1 mese fa

        Tutti chi? Sono più i giocatori che hanno fatto carriera di quello che hanno fallito. Ogbonna titolare, Glick colonna del Monaco, Maksimovic ormai anche lui sta giocando e comunque ok che Darmian fa panchina ma la fa al Manchester United, ma squadra più tifata al mondo, la più ricca e con uno stadio fantastico…

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  8. iugen - 1 mese fa

    A me quello che mi fa più inc…are che se ne sia andato continua a essere D’Ambrosio, un po’ per come se ne è andato (lagnandosi, e noi non abbiamo ricevuto motlo in cambio: mezzo Benassi, cioè alla fine 5 M), ma soprattutto perché alla fine la sua dimensione è una squadra come il Toro, e che non fosse un fenomeno lo si intuiva, anche se come giocatore mi piaceva molto. Vero che all’Inter poi non ha sfigurato, ma era un’Inter che neanche si qualificava alle coppe. Ora che è in Champions il titolare è un altro

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  9. valex - 1 mese fa

    Nell’elenco mancano: Ogbonna, Maksimovic e, in parte, anche Glik.

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  10. ALESSANDRO 69 - 1 mese fa

    Ci sono giocatori come De Silvestri che dopo una stagione negativa saltano le vacanze e si prendono un personal trainer per farsi trovare pronti la stagione successiva, ci sono giocatori come Barreca che dopo una stagione negativa cambiano procuratore e di conseguenza cambiano aria, come se questa fosse la soluzione migliore. Ci sono quelli che preferiscono andare nel calcio che conta,anche se lo ammirano dalla tribuna, poi ci sono ragazzi presunti fenomeni alla Ogbonna, a proposito è sempre vivo?? , aggiungiamo altri tipi di campuoncini tipo Immobile che dopo un annata strepitosa va al Borussia a sostituire Levandoski e colleziona una serie di figure di merda inenarrabili, idem con Siviglia , per poi tornare a fare il fenomeno nel campionato italiano ,evidentemente non un livello eccelso. Il tutto perché probabilmente non c’è la stoffa ma soprattutto manca la pazienza di aspettare, magari per acquisire più sicurezza e più personalità per affrontare un esperienza internazionale..Se poi lo scopo è unicamente economico va bene così…

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  11. Schachner - 1 mese fa

    Per vedere se è vero, proviamo a rifilare Zaza a qualcuno a giugno…

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    1. alrom4_20 - 1 mese fa

      Magari impacchettato con Nijang in regalo : Diceva il saggio che ogni giorno nasce un fesso , il difficile è scovarlo.

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  12. wally - 1 mese fa

    probabilmente i calciatori Italiani(in generale) non sono all’altezza del calcio europeo e mondiale..
    del resto i risultati della Nazionale fanno testo e non solo quella di Ventura..Con Prandelli e Lippi negli ultimi mondiali non abbiamo superato il primo turno,addirittura arrivando 32esimi su 32 squadre..

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  13. Pimpa - 1 mese fa

    Questo nulla toglie al fatto che chiunque abbia la minima possibilità di andare altrove a guadagnare tre o quattro volte quello che prende al Toro non esiti un attimo ad andarsene.
    E chi gli può dare torto,oggi?
    Chi rimarrebbe in una società senza prospettive, senza ambizioni, che non gioca mai in Europa e che ha uno stadio perennemente vuoto?

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    1. Granata - 1 mese fa

      Chi rimane ? Sirigu, NKoulou,Falque,Belotti,per non parlare di Coppitelli e Bava che ti smentiscono in toto

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      1. Pimpa - 1 mese fa

        Io non vengo smentita proprio da nessuno.
        I giocatori che citi,ad eccezione di Sirigu che potrebbe sicuramente giocare in qualsiasi squadra italiana più forte di noi,giocano nel Toro e devono per questo ringraziare non so chi. Per loro vale la stessa considerazione che ho fatto per gli altri,cioè che non possono ambire a niente di più che giocare nel Toro.
        Coppitelli direi che è bravo e neanche poco,quindi presumo che se andrà presto.

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        1. Giancarlo - 1 mese fa

          Stai insultando il Toro e la sua memoria. Non saremo (ancora) da Champion, ma non siamo più sicuramente la squadretta che annaspava in serie B o lottava per non retrocedere. Detto questo, mi pare che quelli citati fossero buoni giocatori, ma certamente poco umili. Anche se la presunzione e, sopratutto i procuratori, li spingono a cercare altre mete, con maggiori introiti per tutti. GIOCARE NEL TORINO E’ UN PRIVILEGIO! e chi non lo ha capito ha fatto la fine che sappiamo. Fortunatamente molti ambiscono a vestire la nostra maglia e chiunque l’abbia vestita, per me, sarà sempre un gradino superiore agli altri.

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      2. Granata - 1 mese fa

        @Pimpa, secondo me tu provochi appositamente visti i tuoi post, magari sbaglio ma è quello che io percepisco. Detto questo, in tutte le squadre ci sono giocatori che entrano ed altri che escono, questo non avvalora la tua tesi, anzi. Detto questo, Bava, ha più volte ribadito che vuole restare perché la Società ha progetti ambiziosi. Poteva andare dai gobbi, all’Inter o dove gli pareva, è rimasto , per il progetto, ascolta le sue interviste. Per quanto riguarda Coppitelli, lui ha ambizioni di allenare , giustamente, fra i professionisti e , per ora, è al Toro è so, personalmente, che è rimasto per l’ambiente, la considerazione ed il progetto, vedasi seconda squadra. Sei smentita su tutto ma proprio tutto

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        1. Pimpa - 1 mese fa

          Caro granata,ho l’impressione che parliamo e non ci capiamo.
          Chi ci siano giocatori che vanno e vengono è vero.
          Che Bava rimanga perché dice che c’è un progetto è vero.
          Che Coppitelli per ora sia al Toro è vero.
          Quello che sostengo io è tutt’altra cosa,sulla cui verità empirica c’è poco da controbattere.
          Bava e Coppitelli non c’entrano niente perché la nostra Primavera negli ultimi anni è stata sì ai vertici ma in prima squadra non ci è arrivato nessuno in maniera stabile ad eccezione di Ogbonna; sarà colpa degli allenatori o di padre Pio, fatto sta che i prodotti della Primavera degli ultimi dieci anni sappiamo che nomi hanno e dove giocano (o non giocano).
          Qui si parlava di maledizione dei giocatori della prima squadra che negli anni se ne sono andati.
          Il risultato è stato sempre lo stesso:fallimento totale.
          Questa è la realtà che non ha niente di provocatorio.

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        2. Granata - 1 mese fa

          @Pimpa,ripeto, secondo me ci fai perché, di sicuro, non ci sei. Tu se non sbaglio , scrivi di società senza prospettive nè ambizioni. Io ho risposto nel merito delle ambizioni. I personaggi da me citati, restano proprio per il contrario di quanto tu affermi. Non entro nel merito dei giocatori, la storia si farebbe veramente lunga. Buona giornata.

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          1. Pimpa - 1 mese fa

            Grazie granata,io sono sempre contenta quando ci sono scambi di opinioni civili e costumate come quella tra di noi,e il fatto che ognuno abbia le sue opinioni non mi fa altro che piacere.
            Concludo sulle ambizioni,che per te il Toro ha e per me invece no.
            A guardare la crescita del settore Primavera degli ultimi sette anni,e soprattutto i risultati, in effetti si potrebbe anche individuare un indizio di ambizione.
            Però ci si ferma lì perché, appena si guarda con un minimo di serena obiettività la strategia societaria della prima squadra,il mio pensiero è che un misto di sesquipedale incompetenza nella scelta dei giocatori e dell’allenatore contraddice clamorosamente qualsiasi proclamata ambizione.

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  14. Pimpa - 1 mese fa

    No, non si tratta di male dizione,le cose vanno chiamate col loro nome.
    Zappacosta Cerci Maksimovic El Kaddouri Darmian sono giocatori che non possono giocare in squadre più forti del Toro perché quello è il loro valore. Tutto qua.
    Solo Glik e Immobile (il più forte di tutti) hanno dimostrato di poter fare un piccolo, dico piccolo,passo in avanti:nessuno dei due è un fuoriclasse,intendiamoci,però almeno possono giocare in squadre che puntano sempre l’Europa e spesso la raggiungono.

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    1. alrom4_404 - 1 mese fa

      Analisi esatta. Quelli che hai nominato erano grandi ..ma nel Toro , il loro piccolo guaio è stato credere di essere “veramente ” grandi calciatori.

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  15. PrivilegioGranata - 1 mese fa

    L’unico che partito dal Toro non ha sfigurato è Glik, anche se adesso è in parabola discendente. Anzi no, ce n’è un altro che a noi non sta molto simpatico: D’Ambrosio.
    Darmian il primo anno è andato bene, per poi perdersi alquanto.
    Zappa, esordio col botto, ma poi…
    I vari Cerci, Ogbonna, ecc. dispersi.

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  16. csko69 - 1 mese fa

    visto che si parla di prendere un terzino, darmian lo riprenderei subito, magari anche lui avrebbe voglia di tornare…SEMPRE FORZA TORO!!

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  17. Granata - 1 mese fa

    C’è un’altra ragione per cui le cose si complicano quando si va all’estero e che pochi considerano. Qui, soprattutto al Toro, i giocatori sono “coccolati” e supportati per loro ogni esigenza anche extracalcistica. All’estero , al di fuori del campo, nessuna considerazione. È sempre molto difficile , per chi non ha una certa personalità, affrontare e vivere una vita da soli se si ha ben altre abitudini.

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  18. prawn - 1 mese fa

    Beh…
    Da quella lista quelli veramente forti al toro erano Darmian, Cerci e Immobile.
    È anche comprensibile che Darmian non abbia posto al man utd, immobile sta facendo bene e Cerci è sempre stato una testa di c, bene sempre e solo con Ventura…

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  19. alètoro - 1 mese fa

    I calciatori professionisti in genere sono autentici mercenari.
    L’epoca delle cosiddette “bandiere” quali nel passato furono il nostro Cravero di Venaria Reale al TORO oppure Maldini al Milan e gli stessi Totti e DeRossi (quest’ultimo ancora in attività agonistica) alla Roma è praticamente finita.
    Si è trattato di ragazzi, cresciuti nel settore giovanile, i quali sentivano la maglia della squadra del cuore davvero come una “seconda pelle” e quindi rinunciarono a trasferirsi altrove e quindi anche a superiori offerte economiche.
    Tuttavia si tratta di autentiche eccezioni in quanto nell’attuale calcio professionistico la figura del procuratore condiziona in modo determinante la carriera dei loro assistiti.
    Riguardo i trasferimenti citati nell’articolo personalmente sono convinto che la Società TORINO f.c. e i calciatori hanno agito nel comune interesse economico in quanto il patron Cairo è sempre stato particolarmente sensibile alle plusvalenze finanziarie di tali operazioni di mercato e allo stesso tempo gli stessi calciatori si sono arricchiti … . Alè TORO !

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    1. Madama_granata - 1 mese fa

      Maldini lo ricordo solo al Milan, Totti e Rossi solo alla Roma, ma Roberto Cravero, se non mi sbaglio io, è emerso nel Toro,però, poi, è andato per tre anni a giocare nella Lazio.
      Poi il rientro “a casa”, di nuovo con la maglia granata.
      Difficile, purtroppo, se non si torna indietro di molto nel tempo, trovare giocatori di valore che, dal Toro,non siano andati a cercare fortuna altrove..

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  20. Kieft - 1 mese fa

    A livello professionale stanno fallendo ma a livello economico si sono arricchiti ….

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    1. GlennGould - 1 mese fa

      Vero, ma la carriera di calciatore a 35 anni finisce, eeper per chi non fa un certo tipo di vita anche prima. E dubito che gente come Cerci troverà spazio come allenatore di livello, e quindi che potrà godere di emolumenti simili a quelli ricevuti da calciatore.

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  21. Maroso - 1 mese fa

    Un supporters non ha grandi dati a disposizione per supportare la propria opinione. Dunque esprimo più che altro una sensazione. Chi se ne va dal Toro credendosi un campione di secondo livello, di fatto può essere un campione incompiuto. Nel Torino non può, finchè tutti se ne andranno (volutamente), aver maturato quelle esperienze internazionali indispensabili per giocare in squadre di alta classifica europea. Nel Torino sono pertanto dei Re, mentre altrove dimostrano le loro carenze. Se rimanessero nel Toro contribuirebbero a lanciare il Torino in Europa, andando altrove si trovano in concorrenza con gente più esperta. Non mi si dica che Cairo ha voluto fare cassa. Certo che l’ha fatta, ma sono stati i giocatori a volersene andare, e di corsa anche. Spiace, e spiace per tutti, veramente da Cerci a Ogbonna e a tanti altri. Si deve scegliere: o diventare miliardari o diventare campioni e poi si vedrà. Bisogna avere pazienza, non tutto e subito. Questo il mio modesto parere. Ciao a tutti. FVCG

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    1. r.ponzon_871 - 1 mese fa

      Concordo pienamente !

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