Antolini, L’Arena: “Toro potenzialmente da Europa, ma non deve cedere all’ansia”

Antolini, L’Arena: “Toro potenzialmente da Europa, ma non deve cedere all’ansia”

L’intervista / Il collega del sito scaligero: “Il Chievo sta vivendo una situazione paradossale, ma deve invertire marcia al più presto: sarà come un animale ferito”

di Federico Bosio, @fedebosio19

Terza fatica in pochi giorni per le compagini di Serie A, che dopo il turno infrasettimanale sono pronte a tornare subito in campo nel fine settimana: per il Torino arriva la cruciale trasferta di Verona, contro un Chievo in difficoltà dal punto di vista della classifica, che può essere già uno snodo fondamentale per il campionato. Per introdurre il prossimo impegno dei granata, abbiamo quindi come da tradizione deciso di sentire una voce vicina all’ambiente “avversario”, in questo caso quello scaligero. Abbiamo così contattato Simone Antolini, collega de L’Arena.it

Simone, domenica si giocherà Chievo-Torino: potremmo definirla, con le dovute proporzioni, una sfida tra due squadre che stanno attraversando un periodo di difficoltà, e quindi già cruciale.

“Sicuramente per il Chievo può essere un crocevia, perchè l’inizio è stato di particolare sofferenza, forse più di quel che si poteva pensare. Non si può parlare di un’ultima spiaggia visto il momento del campionato, ma comunque può essere una partita decisiva per il proseguo della stagione. Il Chievo non vince, non convince sul piano del gioco e dimostra di essere in difficoltà e non avere un’identità. E’ ancora troppo presto per mettere sulla graticola Lorenzo D’Anna, ma questa partita e quella successiva col Milan possono essere decisive anche per il suo futuro nonostante il presidente Campedelli abbia già ribadito di avere fiducia in lui.”

Il Chievo in questo inizio di stagione ha faticato non poco, ma le migliori prestazioni – e il maggior numero di gol segnati – sono arrivate forse contro le squadre più ostiche: sconfitta all’ultimo secondo con la Juventus e pareggio strappato all’Olimpico contro la Roma. Come ti spieghi questi numeri?

“Sì, è una situazione paradossale. Probabilmente ha trovato la primissima Juve di stagione e una Roma che in questo periodo sta vivendo una situazione di “influenza” in cui non sta bene, e questo comunque conta. Sta di fatto che poi quando il Chievo si trova a giocare una partita alla pari, subisce, perchè non crea e a livello di costruzione ha grande difficoltà, dimostra fragilità. E’ una squadra che non riesce a cambiare ritmo e passo, ha fisicità ma non tecnica, e in sostanza paga tantissimo la mancanza di giocatori offensivi come Castro e Inglese che di fatto non sono stati sostituiti. Di fatto, a livello qualitativo, è inferiore all’anno scorso.”

Al di là della classifica, quanto può aver influito la penalizzazione di tre punti per la questione legata alle plusvalenze fittizie arrivata a campionato già in corso, a livello psicologico?

“Ci sono due aspetti: quello pratico che ha fatto sì che una situazione di incertezza rendesse complicato operare sul mercato e quindi questo è rimasto bloccato a lungo; e poi a livello psicologico sicuramente ha influito, nonostante le dichiarazioni di facciata dei giocatori che hanno sempre detto di pensare solo al campo, perchè ha un po’ eroso le certezze e messo un po’ inquietudine. La società comunque ricorrerà in appello a metà ottobre e non è escluso che anche questa penalità di tre punti possa essere cancellata.”

Qual è la concezione del Torino a Verona? Che cosa si teme maggiormente dei granata? E dall’altra parte che cosa pensi che debbano principalmente temere i granata?

“Nel complesso del Torino si teme una squadra che sarà “cattiva”, che a livello qualitativo è superiore e che ha una solidità di squadra che, se viene realmente ottenuta sul campo, può mettere in difficoltà chiunque, senza entrare nel merito dei nomi singoli perchè è un discorso generale. Il Toro invece deve temere una squadra ferita proprio come un animale, e che quindi deve scendere in campo con una mentalità difesa da Genova, dimostrando una reazione sul piano emotivo e morale.”

Osservando dall’esterno, dove pensi che possa arrivare questo Toro?

“Sono trascorse poche giornate, ma il pensiero non cambierebbe anche se il campionato dovesse iniziare domani: io dico una squadra mediamente da Europa League, perchè ha un allenatore che ha esperienza e ha dei giocatori id qualità in ogni settore del campo; adesso c’è da capire quanto rincorrere un obiettivo possa mettere ansia anche a livello mentale, che condiziona poi le prestazioni e se cedi finisci magari per “ruotare su te stesso”. Comunque è una squadra che sta proprio a ridosso dell’Europa.”

Veniamo agli ex di turno, con il Chievo che annovera tra le sue fila quattro giocatori che hanno militato nel Torino: da Sorrentino, Birsa e Meggiorini, agli arrivi dell’ultimo mercato estivo Obi e Rossettini. Quale la tua opinione su questi giocatori?

“Sorrentino per continuità e rendimento è uno dei leader – non – silenziosi della squadra, perchè si fa sentire eccome. Rossettini ha avuto un buon impatto e si è preso il ruolo da titolare. Per Meggiorini invece il discorso è diverso, perchè l’anno scorso ha patito due infortunio e adesso che è tornato è di fatto finito fuori dai radar. Non possiamo sapere come lo veda D’Anna durante gli allenamenti in settimana, ma in questo momento comunque il motivo è una scelta tecnica. Per quanto riguarda Obi: il Chievo cercava un nuovo Castro e lui non è lo stesso giocatore, hanno caratteristiche diverse. Castro garantiva inserimenti e gol, era un giocatore che saltava l’uomo, mentre a Obi si deve chiedere di “fare l’Obi” non “il Castro” e quindi è un giocatore che dà prestanza fisica e può velocizzare l’azione in mediana. Per il momento è un giocatore sufficiente, sicuramente.”

Chiudiamo: quale potrebbe essere la formazione del Chievo domenica? Pensi che D’Anna cambierà qualcosa, considerando che si è giocato anche un turno infrasettimanale?

“Dovrebbe essere confermato il 4-3-2-1 con Sorrentino tra i pali e davanti a lui una difesa che dovrà fare a meno di Tomovic, che a Genova ha avuto un risentimento all’anca destra e in questi giorni sono attesi gli esiti della risonanza ma non ci sarà al 99%. Quindi una linea difensiva composta da uno tra De Paoli e Bani a destra, Rossettini e Barba come coppia centrale e Cacciatore dirottato a sinistra. A centrocampo Rigoni, Radovanovic ed Obi, e poi la coppia Giaccherini-Birsa alle spalle di Stepinski. In panchina Djordjevic che, dopo l’infortunio, era già tornato a disposizione nella trasferta di Genova.”

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  1. robertozanabon_821 - 2 mesi fa

    Per ora, all’ansia, stanno cedendo i tifosi.

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