Attacco granata: vizi e virtù

Attacco granata: vizi e virtù

di Paolo Morelli

Il Toro che vince e cerca continuità, ha ancora qualche difficoltà nell’inquadrare bene la porta avversaria. Nelle ultime gare, qualche mancanza si è evidenziata infatti nel reparto avanzato. Col Palermo è andato a segno Säumel (in realtà, sarebbe andato a segno anche Amoruso), che attaccante certo non è. L’attacco…

di Paolo Morelli

Il Toro che vince e cerca continuità, ha ancora qualche difficoltà nell’inquadrare bene la porta avversaria. Nelle ultime gare, qualche mancanza si è evidenziata infatti nel reparto avanzato. Col Palermo è andato a segno Säumel (in realtà, sarebbe andato a segno anche Amoruso), che attaccante certo non è. L’attacco granata sta offrendo prestazioni un po’ sotto le aspettative.

Chi è in controtendenza è Roberto Stellone, detto anche “salva-allenatori”, che in tre gare da titolare ha dato sicurezza al reparto avanzato diventando un punto di riferimento. Buono il suo rendimento. Un gradino sopra, troviamo Abate, che per le sue doti abbiamo considerato parte dell’attacco. Il ragazzo ha il passo dell’ala, mette in apprensione le difese avversarie e crea occasioni su occasioni, anche se a volte dovrebbe aggiustare la mira sui cross. Ottimo il suo rendimento, peccato per l’infortunio che lo terrà fuori per un mesetto, forse nel momento di forma migliore.

Iniziando a scendere, in questa ipotetica classifica, troviamo Nicola Amoruso. Attualmente capocannoniere in campionato con tre reti (o cinque?), ha il viziaccio di divorarsi occasioni plateali di fronte ai portieri avversari, salvo poi sfoderare tocchi di classe da grande centravanti. Periodo altalenante il suo, ma comunque positivo. Altalenante anche Abbruscato, che mostra sempre lo stesso incessante impegno. Elvis si adatta a fare l’ala, la mezzapunta, la torre cercando anche la conclusione. I risultati sono quello mediocri, ma quel gol contro l’Inter non è stato certo casuale. Peccato per le due traverse con la Lazio, avrebbero meritato miglior sorte.

Un po’ in ripresa Rosina, ancora alle prese con qualche fastidio fisico. Dopo un buon inizio, s’è subito bloccato per infortunio. Poi scarsa lucidità e poche idee, a dimostrazione della mancata guarigione dai guai fisici. Col 4-4-2 si fa dura, o gioca da esterno, o sta in panchina. Oppure gioca meglio di Amoruso. Bianchi invece speriamo di rivederlo da subito. Anche lui ha iniziato bene, per poi spegnersi pian piano. Colpa dei cross che non arrivavano, ma colpa anche di quelle occasioni divorate su quei pochi cross che arrivavano. Senza contare il gol annullato a Udine, che lo avrebbe aiutato. Il ragazzo è indietro nella preparazione: il vero Bianchi non s’è ancora visto.

Poi Ventola, che ha avuto poche occasioni per mettersi in mostra. Prestazioni abbastanza anonime (menzione d’onore per la comparsata tra i pali) ma condite da qualche rara fiammata che a volte faceva sobbalzare i tifosi dal seggiolino. Infine Malonga, fuori dal giro all’inizio, non appena è entrato in forma ha subito rimediato un brutto colpo in Coppa Italia col Livorno. Giusto il tempo di sfoggiare le proprie qualità tecniche non indifferenti, ma ancora un po’ acerbe.

Un attacco che migliora ma non ingrana. Colpa degli infortuni e della pressione che certi giocatori non sono riusciti a reggere. Ma le qualità ci sono, e le assenze forzate facilitano le scelte di De Biasi in un attacco sovradimensionato. L’impegno mostrato dai più testimonia che siamo sulla strada giusta.

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