Basha, un mese di assenza inspiegabile

Basha, un mese di assenza inspiegabile

Non gioca da quasi un mese, visto che gli ultimi 90’ interi sono quelli contro il Siena. E lui zitto. Domenica all’Olimpico arriva quell’Atalanta che è parte in causa della sua comproprietà, per una partita nella quale si gioca anche parte del suo futuro. E lui ancora zitto. Perché Migjen Basha è così, preferisce parlare solo in campo. Ma quattro partite fuori, senza mai toccare campo, sono abbastanza…

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Non gioca da quasi un mese, visto che gli ultimi 90’ interi sono quelli contro il Siena. E lui zitto. Domenica all’Olimpico arriva quell’Atalanta che è parte in causa della sua comproprietà, per una partita nella quale si gioca anche parte del suo futuro. E lui ancora zitto. Perché Migjen Basha è così, preferisce parlare solo in campo. Ma quattro partite fuori, senza mai toccare campo, sono abbastanza per cominciare a parlarne noi.

 

In fondo il problema della mediana è chiaro sin da inizio stagione. La coppia Brighi-Gazzi è ben assortita, ma assolutamente improponibile contro squadre che a centrocampo riescano sempre a creare una certa superiorità numerica. Non sarà il caso dell’Atalanta domenica, almeno per quello che Colontuono ha mostrato sempre in carriera e sino ad oggi a Bergamo. Ma è stato spesso il caso, anche ultimamente in gare come quelle contro la Samp e l’Udinese.
Ecco perché uno come Basha, con la sua mobilità inesauribile, con la sua verve e il senso della posizione ma soprattutto la voglia di sacrificarsi per i compagni, sembrerebbe insostituibile anche per lasciare Gazzi più libero di creare e non sempre preoccupato di distruggere. Basha sta zitto ma per lui parlano i numeri: in 24 giornate ha giocato dieci volte da titolare e altre tre è subentrato. Non quello che si aspettavano i tifosi, ma pure il diretto interessato che pure gode della stima di Ventura essendo uno che prende e le dà senza mai lamentarsi.
E’ un discorso, quello tattico legato al centrocampo, che da queste pagine abbiamo affrontato  diverse volte. Questo Toro, specialmente per quanto sta mettendo in mostra Cerci, probabilmente può permettersi più il tridente dei due esterni con due punte. Ma in ogni caso un Basha non si può regalare. Perché, lungi dal dipingerlo come un top, è decisamente funzionale al gioco e soprattutto è uomo che serve là in mezzo. Ci sono ancora tre giorni per decidere. Ma c’è soprattutto un futuro in ballo.

Federico Danesi
(foto M.Dreosti)

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