Bellomo e Brighi, i migliori del centrocampo del Toro

Bellomo e Brighi, i migliori del centrocampo del Toro

Al termine dei primi due mesi di campionato, il centrocampo del Toro, pur mantendendo sempre il medesimo aspetto, ha ruotato più volte gli interpreti, anche se l’assetto preferito dal mister è quello composto dal trittico Brighi-Vives-El Kaddouri, che sono partiti titolari in 4 delle 8 partite finora disputate (Milan, Bologna, Juventus e Sampdoria).

Al termine dei primi due mesi di campionato, il centrocampo del Toro, pur mantendendo sempre il medesimo aspetto, ha ruotato più volte gli interpreti, anche se l’assetto preferito dal mister è quello composto dal trittico Brighi-Vives-El Kaddouri, che sono partiti titolari in 4 delle 8 partite finora disputate (Milan, Bologna, Juventus e Sampdoria).

 

VIVES, RE DEL CENTROCAMPO – Tra i giocatori appena nominati, si può facilmente osservare che quello maggiormente utilizzato da Ventura è Giuseppe Vives, che ha collezionato 7 gare da titolare (ai box nella sola gara contro il Verona), seguito a ruota da Brighi a quota 6 e successivamente El Kaddouri, fermato a 5 presenze anche per via dell’infortunio accusato in questo avvio di campionato. Tra gli altri centrocampisti, Farnerud ha giocato in 3 occasioni dal 1′, Basha in due e Bellomo e Gazzi una volta a testa (nella tabella si possono vedere i minuti giocati da ciascun granata).

 

PRIMO PER EFFICACIA: BELLOMO – Il parametro principale per valutare il buon funzionamento del centrocampo di una squadra è l’efficacia dei passaggi compiuti dai suoi interpreti. Prima di tutto è però necessario conteggiare il numero di volte in cui i centrocampisti granata si sono scambiati il pallone durante questa primissima parte di campionato.

 

Com’era facilmente intuibile è Giuseppe Vives, venendo normalmente schierato da regista nella mediana di Ventura, il granata che ha effettuato il maggior numero di passaggi rispetto ai suoi colleghi, però mettendo in relazione questo dato con i minuti giocati, per vedere la frequenza dei passaggi effettuati in cima alla lista ci si ritrova Nicola Bellomo: l’ex Bari ha una media di un passaggio effettuato ogni 1,125 minuti, seguito da Vives con una rapporto di 1:1,48. Il dato peggiore tra tutti, invece, appartiene a Farnerud, con 1:4,21 minuti, ma lo svedese è ampiamente giustificato visti i compiti del ruolo che deve interpretare sul terreno di gioco, molto diverso da chi smista palloni in cabina di regia.

Tuttavia l’efficia di un passaggio non si misura tanto con la frequenza quanto con la percentuale di scambi riusciti e, come si può vedere, è ancora una volta Nicola Bellomo a spuntarla al fotofinish, comandando anche questa graduatoria col 91% di successo nei passaggi, seguito a stretto giro di posta da Vives e Gazzi fermi al 90% (anche se l’ex Siena e Bari ha disputato una sola partita, dunque il dato prende in considerazione una mostra ancora troppo ridotta). Spostando l’attenzione dai registi agli interni di centrocampo i valori scendono notevolmente, con Basha a quota 88%, El Kaddouri e Brighi all’81% e Farnerud, ancora una volta ultimo, al 78%. Anche in questo caso, però, la diversità delle percentuali dipende dai compiti svolti.

 

 

BRIGHI, NESSUN GOL MA TIRO MIGLIORE – In ogni squadra l’apporto dei centrocampisti in fase realizzativa è sempre importante, come lo sono stati per il Toro i gol di Farnerud, Brighi e Bellomo, gli unici centrocampisti granata che finora sono arrivare marcare il proprio nome nel tabellino delle 8 gare finora disputate.

 

Andando ad analizzare la percentuale di efficacia dei tiri in porta compiuti dai centrocampisti granata, si può facilmente notare come Matteo Brighi sia il giocatore con la percentuale migliore: i due tiri cercati dall’ex Roma sono entrambi finiti nello specchio della porta e, uno dei due, è anche andato a segno, alla prima di campionato contro il Sassuolo. Il giocatore col peggior dato percentuale è invece Vives, che non casualmente è anche quello col maggior numero di tentativi effettuati: delle 9 conclusioni effettuate, soltanto 3 erano dirette nello specchio della porta e nessuna di queste è finita in rete.

Mario Gago

(foto M.Dreosti)

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