Beretta e il suo Lecce operaio

Beretta e il suo Lecce operaio

Domenica pomeriggio il Via del Mare dovrà essere Via della Salvezza, per il Toro. Ma non sarà facile. Il Lecce, in casa, non è uno schiacciasassi: due le gare vinte tra le mura amiche, a fronte di cinque pareggi e tre sconfitte; ma il Toro da trasferta, non preoccupa davvero nessuno, con i suoi due punticini conquistati contro le ultime due della classe, e sempre sonoramente sconfitto da Settembre. I giallorossi,…

Domenica pomeriggio il Via del Mare dovrà essere Via della Salvezza, per il Toro. Ma non sarà facile. Il Lecce, in casa, non è uno schiacciasassi: due le gare vinte tra le mura amiche, a fronte di cinque pareggi e tre sconfitte; ma il Toro da trasferta, non preoccupa davvero nessuno, con i suoi due punticini conquistati contro le ultime due della classe, e sempre sonoramente sconfitto da Settembre. I giallorossi, inoltre, provengono da una sconfitta casalinga e senz’altro non vorranno ripetersi, di fronte al proprio pubblico, con due rese in sette giorni.

Mario Beretta schiera un tridente d’attacco uruguayano per due terzi, con Giacomazzi a sostenere l’ex Tiribocchi e l’esperto (ma non di Serie A) Castillo, esordiente a 33 anni nella massima categoria ma che ha tolto il posto al (fu) conteso Cacia. L’allenatore milanese sta cercando di condurre i suoi ad una salvezza faticosa, e data per improbabile alla vigilia del campionato dalla maggior parte degli osservatori, stante la modesta caratura tecnica del suo organico. Ma, al momento attuale, il Lecce è effettivamente salvo. Beretta è allenatore capace di dare compattezza alla squadra e di infondere fiducia nei propri giocatori, come ha fatto l’anno scorso con il Siena, tornando sulla panchina dei toscani quando questi erano fanalino di coda e dati per spacciati, e via via convincendo la squadra di essere un gruppo di valore. Riuscendoci benissimo, se è vero che il Siena ha terminato praticamente a metà classifica.

Si era parlato più volte dell’interessamento del Torino per Beretta, interessamento che non si è mai tramutato in nulla di più concreto. Il tecnico dei salentini è capace di applicare diversi schemi di gioco, a seconda del materiale umano a disposizione, cambiando assetto anche nel corso della stagione cercando la strada migliore per fare risultato. Contro i granata, schiererà un probabile 4-3-3, con il tridente d’attacco sopra descritto e con un centrocampo formato da un altro ex, Ardito, coadiuvato da Zanchetta e Vives, o da Caserta se il sudamericano non dovesse farcela. Difesa senza grandi nomi, ma non per questo inferiore a quella del Toro, anzi inferiore solo nei gol presi finora (16 contro 18): Polenghi-Stendardo-Esposito-Ariatti. I granata dovranno giocare senza guardare la carta, e partendo da una posizione di assoluta parità, perché in campo andranno due squadre in lotta per la salvezza; i discorsi di inizio stagione non contano più nulla.

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