Bisoli lancia Malonga e Franceschini

Bisoli lancia Malonga e Franceschini

Ha festeggiato ieri i 42 anni, Pierpaolo Bisoli. Li ha festeggiati come allenatore di una neopromossa che vola a due punti dalla vetta della classifica, dunque difficile essere più soddisfatti dell’ex-centrocampista del Cagliari. Figlio dell’imperante “guardiolismo”, il mister dei romagnoli? Non è corretto: i veri omologhi dell’allenatore del Barça sono i Ferrara, i Leonardo, quei tecnici che sono…
Ha festeggiato ieri i 42 anni, Pierpaolo Bisoli. Li ha festeggiati come allenatore di una neopromossa che vola a due punti dalla vetta della classifica, dunque difficile essere più soddisfatti dell’ex-centrocampista del Cagliari. Figlio dell’imperante “guardiolismo”, il mister dei romagnoli? Non è corretto: i veri omologhi dell’allenatore del Barça sono i Ferrara, i Leonardo, quei tecnici che sono sì giovani ma che hanno completamente saltato la gavetta, accomodandosi subito su una panchina “griffata”. Bisoli, invece, se l’è fatta: e se è già arrivato alla Serie B, è solo perché l’ha conquistata rapidamente a suon di successi. Due anni alla guida del Prato, poi il Foligno, che portò ai play-off per l’accesso alla cadetteria, poi falliti; li centrò l’anno dopo con il Cesena, al primo tentativo, e ora punta addirittura alla medesima conclusione ma per la categoria superiore.

Dunque, più che con Guardiola, la carriera di Bisoli può andare di pari passo con quella di Massimiliano Allegri, suo compagno ai tempi del Cagliari felice di metà anni ’90, e al quale contese un anno e mezzo fa la panchina dei sardi. Lunedì sera, l’ex-capitano rossoblù affronterà il Torino e vivrà la sfida, in posticipo tv, come la partita della possibile conferma verso la grandezza; una vittoria, per i bianconeri, sarebbe la prova del nove, il definitivo lancio di una società ambiziosa per dna. E per provare a matare il Toro, si affiderà a due che lo conoscono bene. Ma che lo conoscono davvero: che conoscono gli attuali giocatori che lo compongono, non per averci giocato anni fa, ma fino a quest’Estate. Parliamo di Ivan Franceschini e Dominique Malonga.

Il ventenne attaccante ha esordito domenica scorsa, nell’epica vittoria cesenate a Mantova, dopo aver trascorso oltre due mesi senza mai essere utilizzato, neppure per un minuto. Fuori causa Djukic per una distorsione, ko anche Bucchi dopo i soli 14′ (con gol da tre punti) del “Martelli”, per forza di cose giocherà il francesino. Per lui, la miglior occasione di far vedere ciò di cui è capace, per farsi riprendere da chi, finora, non ha creduto più di tanto in lui.

E dovrebbe esserci l’esordio assoluto con la maglia del Cesena per Ivan Franceschini. Tesserato tre settimane fa, e scontati i due turni di squalifica che gli erano stati comminati nel finale della scorsa stagione, appena disponibile sarà schierato titolare da Bisoli. Ma “Per me sarà una partita come le altre”, dice in un’intervista concessa a Fabrizio Turco per Repubblica. “Ho lavorato duro per recuperare la condizione, non posso compromettere tutto lasciando spazio ai sentimenti”. Sentimenti che, fuori dal campo, rimangono vivi; per la città di Torino, innanzitutto: “Una città che mi ha fatto crescere, soprattutto come uomo. Ricordi indelebili e tifosi fantastici; pensi che quand’ero infortunato mi hanno anche dedicato un club”, rammenta il difensore, che ringrazia Camolese per non essersi dimenticato di lui, come invece fecero i suoi predecessori. E che, quando gli viene chiesto se scommetterebbe sul ritorno in A del Toro, risponde: “Sì, ma solo se la seconda squadra promossa è il mio Cesena”.

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