Brevi: ‘Per essere tranquilli dobbiamo fare 42 punti’

Brevi: ‘Per essere tranquilli dobbiamo fare 42 punti’

Tocca a Oscar Brevi spiegare gli umori di questa intensa vigilia dello scontro salvezza contro il Livorno, ma la squadra tutto sommato è apparsa tranquilla e serena.

MOMENTO DECISIVO. Queste gare rappresentano il nostro futuro, rispetto a qualche settimana fa stiamo meglio, questo è un momento certamente più positivo.

SIENA.
Vista la classifica non c’è una…

Tocca a Oscar Brevi spiegare gli umori di questa intensa vigilia dello scontro salvezza contro il Livorno, ma la squadra tutto sommato è apparsa tranquilla e serena.

MOMENTO DECISIVO. Queste gare rappresentano il nostro futuro, rispetto a qualche settimana fa stiamo meglio, questo è un momento certamente più positivo.

SIENA.
Vista la classifica non c’è una squadra che può considerarsi tranquilla, ora tutto dipende dai vari scontri. In questi ultimi anni il campionato è più avvincente perché nessuno regala più niente. A 42 punti si ha la certezza matematica di essere salvi.

LIVORNO.
Ai nostri prossimi avversari potrebbe far comodo anche un pareggio, considerando che l’ultima partita se la giocano in casa contro l’Atalanta, match abbastanza abbordabile. Per noi è fondamentale vincere perché poi avremo l’Inter che non ci concederà nulla.

GARA.
Dobbiamo essere attenti e accorti, se qualcosa non ci dovesse riuscire possiamo anche cercare di non rischiare più di tanto, ma calcoli ora non possiamo farne.

RILASSATEZZA. Dopo la vittoria di Roma non siamo assolutamente appagati, la situazione non è in discesa come sembra. Contro l’Ascoli abbiamo fatto fatica, a Roma invece abbiamo fatto un’impresa incredibile, una vittoria che ci ha dato tanto.

AVVERSARIE. Noi domenica, anche con un pizzico di fortuna abbiamo fatto risultato, confido nella serietà di tutti. Non ho modo di dubitare della prestazione delle altre squadre. Per vincere bisogna dare il massimo, quest’anno il nostro campionato assomiglia un po’ a quello inglese, anche le squadre senza più obiettivi lottano fino alla fine.

EQUILIBRIO. Questo è stato un campionato particolare, le prime quattro o cinque squadre si sono dimostrate nettamente più forti rispetto alle altre. Le inseguitrici sono ancora tutte lì a lottare per qualcosa, con 4 o 5 punti in più potevamo anche noi essere nel gruppo delle squadre più tranquille. Purtroppo siamo finiti dentro alla lotta per non retrocedere nell’ultimo periodo. Abbiamo preso molti pali, diciamo che con un pizzico di fortuna in più potevamo essere salvi prima.

POST MILAN. Ero molto nervoso dopo la sconfitta, ne ha fatto le spese la mia famiglia perché sono stato immusonito per un giorno intero, non avevo voglia di parlare. In effetti contro la Roma se non avessimo vinto sarebbe stata davvero dura, adesso le cose sono diverse, sperando che qualche altro risultato ci sia favorevole.

ANNATA.
E’ più importante conquistare la salvezza quest’anno rispetto alla promozione dell’anno scorso. Nel calcio conta il presente e soprattutto restare nella massima serie.

LOTTA SCUDETTO.
Negli ultimi anni è sempre stata una corsa a due, purtroppo le differenze economiche si fanno sentire in questo senso. E’ dura competere con squadre così forti dal punto di vista degli investimenti.

PROTAGONISTA.
Non vedo chi potrà essere il giocatore risolutivo, chiunque riesca a segnare, anche De Biasi dalla panchina, va bene, sarebbe una gioia immensa per tutti.

FUTURO.
Le scelte spettano alla società, ci sono parecchi giocatori in scadenza, altri che sono in prestito, vediamo i dirigenti che idea avranno per il futuro, verranno fatti i programmi e valutati i singoli casi. Però non è positivo fare troppi cambi, modificare troppo l’ossatura può essere pericoloso e si fa fatica a far integrare i nuovi che arriveranno.

UMORI INTERNI. Vedendo l’atteggiamento dei miei compagni tutti hanno voglia di rimanere in questa società, per molti il Torino è un traguardo. Non ho avvertito malumori di gente che vuole andare via a tutti i costi. Certo se poi a qualcuno arriva una grossa occasione magari ci può pensare.

AVVERSARI.
Lucarelli e Fiore sono due ottimi giocatori, Stefano è fortissimo, provo ancora adesso rammarico per la sua partenza. Fosse rimasto, con De Biasi poteva ricoprire vari ruoli nella squadra, in allenamento si è visto bene che è un fuoriclasse, a livello personale si è mostrata una persona splendida all’interno del gruppo. Mi è spiaciuto sia andato via, perché poteva davvero contribuire alla nostra causa.

RIVINCITE.
E’ normale che sia Fiore che Lucarelli abbiano voglia di mettersi in mostra e crearci difficoltà, soprattutto Stefano, che è l’ultimo che è andato via. Noi dobbiamo essere più bravi di loro.

PIAZZA GRANATA. Non la trovo più difficile di altre, è chiaro le ambizioni sono diverse, c’è più pressione, ma anche più soddisfazione quando si vince.

VOGLIA DI DERBY. Alla Juve promossa non pensiamo, abbiamo già i nostri problemi. Stiamo vivendo questa settimana con la massima concentrazione, dopo penseremo a questo.

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