Brevi: ‘Anziano, non rintronato’

Brevi: ‘Anziano, non rintronato’

SAPPADA (BELLUNO) – L’organizzazione efficiente del ritiro granata fa sembrare lontano secoli l’estate a Giaveno, alle porte di Torino, quando la squadra dei lodisti si allenava nel caos più totale. Oscar Brevi c’era allora, c’è adesso: “Pare di essere in un altro mondo”. La società ha pianificato tutto nei minimi dettagli. Il Comune di Sappada risponde perfettamente alle…

di Redazione Toro News

SAPPADA (BELLUNO) – L’organizzazione efficiente del ritiro granata fa sembrare lontano secoli l’estate a Giaveno, alle porte di Torino, quando la squadra dei lodisti si allenava nel caos più totale. Oscar Brevi c’era allora, c’è adesso: “Pare di essere in un altro mondo”. La società ha pianificato tutto nei minimi dettagli. Il Comune di Sappada risponde perfettamente alle esigenze della truppa di Gianni De Biasi. Con l’arrivo di Urbano Cairo è veramente cambiato un mondo. Dentro e fuori dal campo. E quanto il club sia entrato in sintonia con i tifosi lo dimostra l’acquisto di marchi e cimeli:“Il gesto del presidente è stato un segnale per la città e la nostra gente, perché fa capire quanto il club sia entrato in sintonia con i tifosi. Un rapporto stretto che ci ha accompagnato per tutta la stagione”.

Oscar Brevi, lei è stato il capitano della promozione, ora che cosa chiede a se stesso?
“Vedo che anche quest’anno vengo indicato come vecchietto, ma vi assicuro che non sono così rintronato. Il miglior giudice è il campo, sono convinto che me la giocherò alla pari con i compagni di reparto. Tra un po’ vedremo chi avrà ragione”.
De Ascentis accarezza l’idea di mettersi al braccio la fascia di capitano, che ne pensa?
“Discorsi prematuri, blocchiamo ogni dualismo sul nascere”
Quali sensazioni ha avuto dal primo approccio con i nuovi acquisti?
“Il primo contatto è stato molto positivo, ho trovato ragazzi che hanno voglia di dare il loro contributo. Soprattutto si capisce che sono contenti di essere arrivati al Torino”.
C’è chi invece saluta. Nicola è vicino allo Spezia, vuole mandargli un messaggio?
“Davide è uomo leale, fa spogliatoio come si dice in gergo. Se alla fine andasse via mi dispiacerebbe eccome, ma fa parte del nostro mondo: nel calcio non sempre si riesce a fare quello che si vuole, so che ci teneva a restare. Un grosso imbocca al lupo comunque vada”
Ha parlato con Cioffi dello spareggio col Mantova?
“No, ormai è il passato. Oggi veste la maglia del Torino, mi pare sia concentrato soltanto su questo”
In porta è arrivato Abbiati, una sicurezza per voi difensori.
“E’ uno dei migliori portieri al mondo, comunque non dimentichiamoci Taibi e la sua grande esperienza”
La serie A che si prospetta dopo le sentenze di Calciopoli offre la possibilità di puntare a traguardi prestigiosi al Torino?
“Se tutto fosse confermato, tolte quattro-cinque squadre, tutte le altre potrebbero giocarsela alla pari: a questo punto la zona Uefa non sarebbe un’eresia. Ma non diciamolo a voce alta, prima pensiamo a salvarci perché l’equilibrio sarà sottile. Certo che sorrido pensando all’ultimo campionato dell’Ascoli”
Per giocare il derby, invece, dovrà tenere duro ancora un po’…
“Questo mi dispiace dal punto di vista professionale, perché affrontare la Juventus con la maglia del Toro addosso deve essere un’emozione indescrivibile. E’ una cosa di cui senti parlare spesso, avrei voluto provarla”
In comune con i bianconeri avrete soltanto lo stadio, che oltretutto non potrà contenere tutta la passione che vi circonda.
“Un peccato che non si riesca più avere i 60 mila della finale col Mantova, il calore che ci hanno trasmesso quella notte sarebbe stato bello sentirlo tutte le domeniche. L’Olimpico è bello, ma piccolo per i nostri tifosi. E’ vero che la gente ce l’hai addosso, magari bastano 25 mila persone per creare un bell’effetto, ma se riuscissimo a trascinare la gente con i risultati ne porteremmo anche 50 mila allo stadio. Per questo un altro anno al Delle Alpi secondo me è un’ipotesi da non scartare”

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