Buonanotte Toro: la gioia, la follia e quello che resta…

Buonanotte Toro: la gioia, la follia e quello che resta…

Buonanotte granata/La vittoria che sognavo da vent’anni, e quell’emozione che non mi fa dormire

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Cosa resta da dire quando vinci un derby, dopo così tanti anni? Venti per la precisione. Quasi tutta la mia vita da tifosa.

Cosa resta nella mente quando finisci la gara in lacrime, urli, come se la più grande liberazione fosse arrivata con quel fischio, e il frastuono che senti è il tuo cuore che va ai tremila all’ora? La mia stanza, i muri, la casa, il mondo intero, ora è tutto un po’appannato. Troppa gioia, da troppo tempo l’aspettavo.

Ecco cosa resta. Il sorriso di Darmian, dopo il pareggio, quando ancora stai prendendo a pugni il muro per la punizione di Pirlo: quel sorriso che mi ha trafitto l’anima come non ci fosse nulla di più giusto al mondo. La felicità al gol di Quagliarella, e la paura nel chiedersi quanto durerà la tua esultanza, quanto stai volando alto…. quanto ti farai male nel cadere? Ma poi non cadi davvero, tremi tanto, tantissimo, barcolli a sentire che ci saranno ancora cinque minuti di gioco, e lo sai che loro possono far male. Poi l’arbitro fischia e tutto finisce. Anzi … tutto inizia.

Inizia qui un modo nuovo di tifare, di non aver più paura di niente, di aver superato anche questo ostacolo. Per poter sognare ancora, grazie a quei giocatori che oggi hanno dato tutto. Ora lo sentono davvero quanto è forte questo cuore granata. Moretti che stringe i denti zoppicando per arrivare alla fine, il capitano, sempre immenso, che corre e trascina la squadra come sempre e il mister che ci ha portati a questo: eccoli i nostri uomini, l’essenza di questo anno bellissimo ed emozionante.

Cosa resta quindi di questo derby vinto? Un passo per l’Europa e negli occhi la speranza.

La follia. E la gioia. Che non mi fa dormire.

Buonanotte granata…

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