Cagliari-Torino, Mazzarri verso la prima “sterzata” tattica

Cagliari-Torino, Mazzarri verso la prima “sterzata” tattica

Il tecnico ha avuto una settimana di pausa per provare nuove soluzioni tattiche

di Marco De Rito, @marcoderito

Qualcosina in più questa settimana abbiamo fatto sul cambio tattico, ma devo fare le ultime verifiche e, dopo, deciderò se cambiare o meno”. Walter Mazzarri ha risposto così (qui la conferenza) all’ipotesi di cambio modulo per la sfida di domani. Il tecnico sino allo scorso match, ha preferito non stravolgere l’impalcatura della squadra e mantenere la difesa a quattro sulla quale la formazione granata si è basata nelle ultime due stagioni. L’allenatore però vorrebbe dare una svolta alla sua squadra, che nelle quattro ultime giornate ha collezionato altrettante sconfitte, un rendimento negativo, al di sotto delle aspettative. E in questi giorni di pausa – da sua stessa ammissione, il lavoro si è concentrato anche sull’assimilazione, dall’inizio, di un “nuovo” schema: il 3-5-2.

Mazzarri ha sempre sostenuto di non voler fare rivoluzioni nella formazione e così si è preso il tempo che ci è voluto per impartire i suoi dettami tattici. Questa è stata la sua prima vera sosta in cui ha potuto sperimentare delle novità a livello di tattica. La squadra aveva già dei concetti, ma mancava il tempo per sperimentare. Un tempo che parzialmente Mazzarri ha avuto in questa settimana, anche se non ha avuto tutti i giocatori a disposizione per via delle convocazioni nelle rispettive nazionali. Il fatto che abbia voluto che Andrea Belotti ritornasse prima ad allenarsi con il gruppo, ne è la dimostrazione. Probabile (qui la probabile formazione del Toro) un ritorno alla famigerata difesa a tre, con le quali fece le fortune del Napoli. Il tecnico è molto legato a quel modo di giocare che ha contraddistinto i massimi momenti della sua carriera.

Torino FC v Udinese Calcio - Serie A

Non è ancora deciso nulla, in conferenza l’allenatore ha detto che doveva ancora valutare il da farsi nella seduta di rifinitura pomeridiana ma, dopo una fase sperimentale, è lecito aspettarsi di vedere una bozza del Toro che verrà. Il Torino che sta cercando di plasmare Walter Mazarri, in vista della prossima stagione e, nel quale, deve stabilire gli interpreti adatti per poter effettuare il suo calcio.

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  1. DARIOGRANATA - 8 mesi fa

    non insultare Cimminelli, che era un galantuomo e per il Toro (anche) é morto di crepacuore, insulta Attilio Romero e le sue gabole di false fideiussioni,
    non insultare Borsano, che, grazie a Craxi e a Luciano Moggi, con un gentleman come Mondonico e ci porto’ in finale di coppa Uefa, rubata, e con il notaio chitarrista Goveani all’ultimo trofeo vinto
    memoria memoria memoria

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  2. DARIOGRANATA - 8 mesi fa

    Purtroppo temo che Mazzarri sia un allenatore che abbia già dato il meglio di se e non abbia superato il trauma Inter che lo ha relegato nella serie B inglese dove i nostri geni strateghi sono andati a pescarlo. E’ freddo e distaccato e dal suo comportamento in panchina mi sembra che si chieda “chi me l’ha fatto fare”.
    Stante purtroppo la mancanza volontà di Cairo di rivedere l’organigramma dirigenziale, i mediocri che ha devono andargli bene, vedremo sul mercato se Mazzarri saprà imporsi, impedendo cessioni sciagurate ed acquisti di altri bolliti a fine carriera. Soprattutto se resteranno giocatori inutili come Rincon o Niang e verranno ceduti quelli che garantiscono plusvalenze come Nkoulou o Sirigu.
    Credo che essendo allenatore “aziendalista” lascerà fare e prevedo un ulteriore esonero a metà campionato prossimo, speriamo di non retrocedere.

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  3. Scott - 8 mesi fa

    Bisogna riconoscere che Mazzarri ha una caratteristica: la cocciutaggine. Andiamo verso la riconferma di un blocco di calciatori e conseguente sistematica esclusione di altri, dopo un ciclo orrendo di almeno 4 partite. La differenza con le partite perse in maniera indecorosa dovrebbero farla i cxmbi tattici, l’assimilazione degli schemi, la famigerata difesa a 3. La cocciutaggine può essere un grande pregio o un grande difetto, senza mezze misure. Vedremo fra poco.

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  4. tric - 8 mesi fa

    Si diceva: dalla padella nella brace, ora possiamo dire: da Miha a Walter!

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  5. torotranquillo - 8 mesi fa

    Ero un ottimista inguaribile. Ho lottato contro i depressi piemontesi classici che vedono sempre storto e nero. Auspicavo la speranza come risorsa principale per contrastare la frase scritta da tutti “stagione finita” già dopo il primo derby perso. Ho difeso a spada tratta Mihailovic, De Silvestri, Acquah, Baselli, Rincon e tutti i giocatori oggetti di dileggio sul blog. Ammetto che mi sono tenuto Berenguer per sfogare un minimo di rabbia e disgusto a fronte di tante difese d’ufficio (ma un giocatore scarso così onestamente no può meritare neanche la difesa da parte di sua madre). Poi è arrivato Mister Sì Mazzarri consigliato da due nullità come Fassone e il calabrese arricchito Mirabelli. E giù a difendere anche lui. Sempre a cercare di non dividere noi tifosi in pro questo e pro quello. Sempre a scrivere che i giocatori e gli allenatori vanno e vengono ,ma il Toro rimane. Che belle frasi! Come sono stato educato e rispettoso per tutto l’anno. Quando Cairo mangiava i grissini in tribuna fra me e me mi ribolliva il sangue, ma poi dicevo “usiamo la testa, se va via questo personaggio ignobile chi viene: Cimminelli? Borsino? un cinese che vende mobili all’angolo?” E vai con la difesa anche dell’indifendibile. Ma poi mi hanno escluso Ljiajc. E allora mi sono caduti i cosiddetti. E mentre rotolavano verso le caviglie compromettendo la mia funzione procreatrice e ancor più quella di marcia e deambulazione mi è sempre più cresciuta la voglia di mandare tutto a quel paese. Ma sì, chissenefrega! Viva Cairo, viva il fallimento, viva i tifosi che insultano, viva la sconfitta, viva Mirabelli e addirittura viva Berenguer!

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    1. DARIOGRANATA - 8 mesi fa

      non insultare Cimminelli, che era un galantuomo e per il Toro (anche) é morto di crepacuore, insulta Attilio Romero e le sue gabelle di false fideiussioni,
      non insultare Borsano, che, grazie a Craxi e a Luciano Moggi, prese un gentleman come Mondonico e ci porto’ in finale di coppa Uefa, rubata, e con il notaio chitarrista Goveani all’ultimo trofeo vinto
      memoria memoria memoria

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      1. davidegranata - 8 mesi fa

        Cimminelli è stato mandato dalla juve per mandarci in rovina e adesso nn bisogna parlare male di lui dp che la juve poi ci ha ciulato i talenti dopo il fallimento…ma per chi tieni juve o toro…?

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