Cairo-Campedelli: due metodi opposti per affermarsi in Serie A

Cairo-Campedelli: due metodi opposti per affermarsi in Serie A

Presidenti a confronto / Il granata è tra gli esponenti più importanti dell’editoria italiana, il patron del Chievo è maggior azionista della Paluani

Due carriere imprenditoriali diverse, così come due idee di calcio altrettanto differenti. La sfida di Sabato prossimo, Torino-Chievo, sarà anche un interessante confronto tra due presidenti che stanno portando avanti idee di gestione imprenditoriale e societaria quasi opposte.

INVESTIMENTI E PLUSVALENZE – Il presidente granata, nato a Masio il 21 maggio 1957, possiede un vero e proprio impero nel mondo della comunicazione. Dalla “Cairo Editore” alla “Cairo Communication spa”, dalla rete televisiva “La7” a “Rcs”, uno dei principali gruppi editoriali italiani. Cairo diviene presidente granata nel 2005, quando acquista il club e lo risolleva dalla “deriva societaria” dell’epoca. Dopo i primi periodi caratterizzati da risultati altalenanti, ora, il suo Toro è divenuta una realtà importante della Serie A. Tutto ciò è avvenuto anche grazie alla politica imprenditoriale intrapresa da Cairo, che sembra aver trasformato Torino in una grande impresa. Plusvalenze, debiti azzerati e infine la ricerca e la fiducia riposta in giocatori giovani e italiani, con lo scopo di valorizzarli. Il fine della politica di Cairo pare essere quello di rendere il Toro autonomo finanziariamente, cioè in grado di autosostentarsi e autofinanziarsi. Tutto questo è potuto accadere anche grazie alla scelta da parte del presidente di puntare negli anni su allenatori in grado di far rendere al massimo le proprie squadre, come Ventura e Mihajlovic, e affidare ruoli di spicco in società a uomini capaci e fidati, come il D.s. Petrachi. Programmazione, uno scouting di tutto rispetto e la valorizzazione dei giovani talenti sembrano essere i pilastri del progetto-Toro che hanno permesso, negli ultimi anni, di far compiere, alla squadra di Cairo, una lenta ma continua scalata della Serie A. E sebbene il presidente sia stato spesso, negli ultimi anni, chiamato dai tifosi ironicamente “Cairo-braccino” per i suoi mercati “al risparmio”, Urbano è certamente tra i principali artefici del successo granata, rispondendo al meglio alle critiche di molti tifosi in sede di mercato.

UMILTA’ E LAVORO –  Luca Campedelli, nato a Verona il 24 ottobre 1968, è un noto imprenditore veneto. Oltre a essere presidente del Chievo Verona, Campedelli,  è infatti anche maggior azionista dell’azienda dolciaria Paluani, tra le più importanti in Italia nel settore. L’imprenditore, nel 1992, in seguito alla scomparsa del padre, ereditò, appena ventitreenne, la guida dell’azienda di famiglia e la presidenza del Chievo, diventando il più giovane presidente di club calcistici d’Italia fino al 2008, quando Alessandro Ruggeri divenne presidente dell’Atalanta a 21 anni. Il suo Chievo Verona, negli ultimi anni, si è dimostrato una realtà affermata del nostro calcio, militando stabilmente in Serie A. Società atipica, il Chievo, non ha fondato in questi anni i suoi risultati sullo strapotere economico e sugli investimenti, ma piuttosto su valori come il duro lavoro, lo spirito di gruppo e il sacrificio. Tutto questo è stato anche favorito dalla tranquillità che aleggia intorno alla società, con tifosi molto presenti ma non eccessivamente pretenziosi che permettono, anche nei momenti di crisi di risultati, ai giocatori di lavorare senza troppe pressioni. Il presidente è certamente tra gli artefici di questa situazione; sempre molto presente e vicino alla squadra fa spesso sentire la propria fiducia al tecnico e alla rosa. Società sana basata su valori importanti e “locus amoenus” di una Serie A, sempre più “spendacciona”, il Chievo Verona di Campedelli è divenuta una realtà importante che, facendo dei propri valori virtù, è riuscita a ottenere ottimi risultati con programmazione, umiltà e lavoro.

Sabato alle 18.00 ci sarà il faccia a faccia tra due realtà affermate del nostro calcio. Un duello anche  tra due presidenti diversi tra loro, ma con tanta passione e tanta dedizione messa nelle loro squadre. Torino-Chievo Verona sarà dunque anche un interessante faccia a faccia Cairo-Campedelli.

Nicolò Muggianu

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