Cairo incontra Berlusconi: da allievo ad avversario, 10 anni dopo

Cairo incontra Berlusconi: da allievo ad avversario, 10 anni dopo

I presidenti / Partito dalle orme del Cavaliere, ormai il patron granata ha preso la sua strada e sta proponendo un suo modo di fare calcio

4 commenti
Bilancio Torino 2015, Cairo, El Kaddouri, paracadute

Quando 10 anni fa Urbano Cairo si affacciava dal balcone del Municipio per annunciare l’acquisto del Torino, le persone non intente a festeggiare lo scampato pericolo di ritrovarsi tra i dilettanti avevano sottolineato: “un altro passo verso il maestro”. Già, perché il presidente alessandrino sin da subito ha vissuto i primi anni della sua carriera all’ombra del Silvio Berlusconi, discostandosene solo pe ciò che riguarda la carriera politica intrapresa dal secondo, e mai tentata dal primo. Per il resto, Cairo ha seguito le orme del Cavaliere, sia dal punto di vista imprenditoriale che da quello calcistico, salvo prenderne le distanze e annunciare in più circostanze che i rapporti con il patron del Milan sono acqua passata ormai da decenni.

Nei primi anni, certamente, l’influenza indiretta di Berlusconi è stata forte nella presidenza di Cairo, che si è sempre presentato come un uomo forte su cui fare affidamento. Tuttavia, complice anche una buona dose di inesperienza, i risultati non si sono mai rivelati all’altezza, e dunque, nonostante gli investimenti fatti, ma indirizzati male, il Torino per la prima metà dei suoi anni a capo del club non è mai riuscito a scendere dall’altalena tra la Serie A e la Serie B.

La figlia di Berlusconi, Barbara, ormai gestisce il club alla pari di Galliani
La figlia di Berlusconi, Barbara, ormai gestisce il club alla pari di Galliani

A cambiare tutto in casa Toro è stato l’arrivo di Ventura che, insieme a Petrachi, ha convinto Cairo a presiedere un triumvirato che per il Torino negli ultimi cinque anni si è rivelato piuttosto proficuo, sia sotto l’aspetto sportivo sia sotto quello economico. E dunque, mentre il Milan di Berlusconi, con deludenti risultati sul campo, si incartocciava sull’acquisto dei famosi parametri zero, vista la resilienza del patron a spendere dopo anni di investimenti, il modello-Cairo lo superava sia in campo sia in banca. Negli ultimi mesi i rossoneri, anche in vista dell’arrivo di capitali stranieri, hanno ricominciato a spendere – e la classifica risponde di conseguenza. La battaglia di presidenza, dunque è aperta. Intanto Berlusconi festeggia i 30 anni di presidenza: per questo obiettivo a Cairo manca ancora parecchio tempo, ma chissà che non decida di seguire ancora una volta le orme del suo (ex, beninteso) maestro.

4 commenti

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  1. Gio - 1 anno fa

    Paragone improponibile.

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  2. Nick - 1 anno fa

    se Berlusconi l’anno scorso non avesso dovuto pagare i 501milioni a De Benedetti penso a quest’ora era lá primo in classifica con tutta un altra squadra. noi siamo piccoli e i nostri margini di crescita sono questi, capitale umano da valorizzare e rivendere. vedi matteo e altri. una politica che può pagare nel lungo termine ma si sa che il calcio ha tempi brevissimi.

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  3. AmmaMi71 - 1 anno fa

    Per seguire le orme del suo Ex maestro dovrebbe anche farci vincere un bel po’ di cosette….magari un campionato o due, qualche coppa europea magari una intercontinentale ecc ecc…temo che anche qualora dovesse raggiungere e/o superare i 30 anni di presidenza sarà ben difficile che riuscirà a seguire le orme del maestro in toto…
    Staremo a vedere…

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    1. gian.ca_562 - 1 anno fa

      Se restasse 30 anni alla Presidenza non vinceremmo nemmeno la Coppa…del nonno!!!

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