Cairo ‘Per i progetti ci vuole tempo’

Cairo ‘Per i progetti ci vuole tempo’

Guarda al Toro degli anni 70-80, ribadisce di voler rimanere a lungo alla guida del Torino, almeno fin quando i tifosi lo vorranno e guarda al mercato dei giovani per il futuro. Il Presidente Urbano Cairo, alla vigilia del delicato match interno con la Reggina, ha voluto ribadire la sua fiducia nella squadra a disposizione del mister Zaccheroni e fare il punto anche sulla situazione del vivaio granata, da sempre…

Guarda al Toro degli anni 70-80, ribadisce di voler rimanere a lungo alla guida del Torino, almeno fin quando i tifosi lo vorranno e guarda al mercato dei giovani per il futuro. Il Presidente Urbano Cairo, alla vigilia del delicato match interno con la Reggina, ha voluto ribadire la sua fiducia nella squadra a disposizione del mister Zaccheroni e fare il punto anche sulla situazione del vivaio granata, da sempre uno dei punti di forza della società.
Abbiamo dodici squadre nel settore giovanile, tante se si pensa che 18 mesi fa i migliori talenti della realtà precedente sono stati presi dalle altre squadre a fallimento consumato. Basti pensare che Acquafresca, che oggi ha fatto due gol con il Treviso e l’altra domenica 3, era un nostro giocatore. Per cui il lavoro che stiamo facendo richiede tempo e soprattutto tanta pazienza”. Al proposito a chi gli fa notare che il modello più abbordabile di squadra è quello dell’Udinese, il presidente ricorda che la famiglia Pozzo è alla guida della società da 20 anni e che nei primi nove è retrocessa tre volte. Però è stata anche capace di sviluppare un progetto valido di ricerca di giovani talenti all’estero che oggi arrivano giovanissimi a Udine e vengono gradualmente inseriti nella struttura della prima squadra passando dalle giovanili.
Per questo Cairo annuncia che, pur avendo una predilezione per un blocco di giocatori italiani, nel Toro del futuro ci sarà spazio maggiore per i giovani, scelti e individuati in tutto il mondo, e poi valorizzati. “Guarderemo con attenzione ai ragazzi dell’89 e del 90 che sono poi quelli che possono rappresentare un vero investimento e un valore aggiunto per tutta la società, perché hanno costi più contenuti e possono rendere parecchio se dovessero rivelarsi dei campioni”. Un discorso che lascia intendere la sua precisa volontà di rimanere a lungo alla guida della società granata: “Ho sempre detto che i Presidenti devono rimanere in carica fino a quando lo vogliono i tifosi e vanno d’accordo con la piazza, quando il feeling con loro viene meno è meglio farsi da parte”.

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