Cairo: “Torino è granata, e se nel derby… Mercato? Servono due mediani”

Cairo: “Torino è granata, e se nel derby… Mercato? Servono due mediani”

Le parole / Il presidente granata parla a La Gazzetta dello Sport: “Torino è stata e resterà granata”

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Cairo, Superga

Un mese di maggio così intenso, per Urbano Cairo,  probabilmente non si era mai visto. Con il Toro il 4 maggio, il Derby in casa della Juventus e la rinascita del Filadelfia; da presidente di RCS, il via del Giro d’Italia. Il numero uno granata si è fermato a riflettere a 360° sul momento con i colleghi del giornale di sua proprietà, la Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole.

“L’anima granata è fatta di tante cose. Romanticismo, anzitutto, che sfiora alti livelli di nobiltà: bisogna vincere con merito e divertendo, se vinci ma non vinci bene non sei contento. E’ una regola che ovviamente vale per tutte le partite meno che per il derby. Poi è un dna intriso dell’epica del Grande Torino, moltiplicata da quella fine tragica arrivata al culmine della potenza: un po’ come John Fitzgerald Kennedy a Dallas, o James Dean. Per non dire della scomparsa di Gigi Meroni o quella di Giorgio Ferrini, che morì pochi mesi dopo essersi ritirato. E ancora è un attaccamento alla maglia speciale. Ce l’hanno anche i più giovani, perché è un tifo che viene tramandato come a me da mia madre. Il vero torinese cosa tifa? Rispondo con un coro della curva Maratona: Torino è stata e resterà granata”.

Cairo a Superga: “Bravo Belotti, se l’è cavata bene”

Alle porte c’è il derby contro la Juventus, che si presenta come uno dei più difficili degli ultimi anni visto lo stato di forma degli avversari. “I derby del Toro mi sono entrati presto nel cuore. E il ricordo più bello è quello di due anni fa, la Juve battuta dopo vent’anni. Anche meglio della vittoria al San Mamés contro l’Athletic Bilbao. Sabato vorrei un derby da Toro. Una di quelle partite che sappiamo fare. Tipo quella in casa contro il Milan: siamo partiti forti e li abbiamo messi lì. In casa della Juve è un po’ più difficile, ma con le motivazioni giuste si possono fare grandi cose. Magari una sorpresa…” Ha parlato con i giocatori per motivarli? “Alla giusta carica ci pensa l’allenatore: significherebbe delegittimarlo. E poi se dovessi motivare io, vorrebbe dire che c’è qualche problema. Non parlo neanche dopo le partite, tranne una volta dopo il 5-1 beccato dal Genoa quando andai nello spogliatoio e dissi cose toste”.

VERONA, ITALY - APRIL 23:  (R-L) Urbano Cairo, Sinisa Mihajlovic and Gianluca Petrachi attend the Serie A match between AC ChievoVerona and FC Torino at Stadio Marc'Antonio Bentegodi on April 23, 2017 in Verona, Italy.  (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
VERONA, ITALY – APRIL 23: (R-L) Urbano Cairo, Sinisa Mihajlovic and Gianluca Petrachi attend the Serie A match between AC ChievoVerona and FC Torino at Stadio Marc’Antonio Bentegodi on April 23, 2017 in Verona, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Si passa poi a parlare dei giocatori più chiacchierati. “Hart? E’ un portiere di livello: ha fatto qualche errore ma ci sta, nessuno lo colpevolizza. Però il City su di lui non ha le idee chiare, e noi non possiamo permetterci di aspettare, il portiere è un ruolo determinante. Belotti non voglio venderlo. Credo il suo valore sia giusto. La clausola c’è solo per l’estero: in Italia non c’è clausola e sa perché? Perché io Belotti non lo vendo: un altro anno al Toro, altri 30 gol, e sarà stato un bene per lui e per noi. Non segna da due partite. E’ che ha così tanta voglia di segnare che a volte finisce per andare oltre, come scontrarsi con Maxi Lopez. Se li sarà tenuti per il derby: lui è tipo che magari non segna per due partite e magari la prossima ne fa tre”.

Belotti e Don Robella, Superga
Belotti e Don Robella, Superga

Un bilancio sulla stagione che sta per concludersi: “Il voto alla stagione è 8, può diventare 7 meditando su certe occasioni che abbiamo buttato. Mihajlovic? In 110 anni di Toro, questo è il settimo attacco di sempre e qualcosa vorrà pur dire. Certo: attacco e difesa devono essere un tutt’uno, ma una squadra così votata al gioco offensivo ha esaltato anche Belotti. Questa mentalità ce la ritroveremo anche l’anno prossimo: vale più di qualche punto perso. L’Europa è un obiettivo”. E sul rapporto con Miha? Siete amici? “Amico è una parola importante, i miei veri amici le conto sulle dita di una mano. E comunque ha detto che mi stima: fondamentale questo, fra presidente e allenatore. Mi va benissimo così e poi i rapporti più belli vanno alimentati, giorno dopo giorno, non si diventa amici veri in poco tempo”.

Non ci si può non soffermare sul mercato del Torino della prossima estate: “Iago Falque è stato già riscattato, tornerà il difensore Bonifazi, abbiamo preso Lyanco e il portiere Milinkovic-Savic. L’altro giorno gli ho detto: “Ti chiamano il Donnarumma serbo, sarebbe bello se un giorno dovessero chiamare lui il Milinkovic-Savic italiano…. Ora servirà un portiere perchè Padelli non rinnova, due centrocampisti e magari qualcosa anche davanti. Il DS Petrachi sta lavorando”.

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  1. miele - 2 mesi fa

    Ennesima conferma dei programmi di Cairo: non si faranno investimenti significativi. La squadra va bene così com’è. La posizione in classifica è congrua con le possibilità della società e con le potenzialità di fatturato. I soldi delle plusvalenze me li tengo e i tifosi se ne facciano una ragione.

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  2. prawn - 2 mesi fa

    Strano e preoccupante che non nomini la difesa.
    Io spero per la sinistra su Darmian, non credo che barreca sia pronto per giocarle tutte, soprattutto fuori casa, copre troppo poco. Avelar e Molinaro non sono proprio affidabili.
    Difesa, manca uno forte da affiancare a Moretti.
    Centro, mancano un Acquah2 e un Baselli2.
    Si può vendere Benassi e far qualche soldo…
    Gusta e Boye in prestito.
    Ciao ciao Ajeti, Castan.
    Forse finirà che terranno Iturbe, magari un altro prestito.
    Manca un gallo2 o un gallo nuovo.
    Troppe incertezze al momento, è solo maggio ma spero che i pezzi da novanta della squadra si decidano on fretta, restare o no, per il bene del Torino, comunque vada a finire.

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    1. prawn - 2 mesi fa

      Ah manca pure un Ljacic2..
      Aramu?
      Insomma c’è tanto da sbolognare via ma profili grossi zero, solo Benassi magari avrebbe un buon mercato.
      Da capire quindi dove li tira fuori i soldi Cairo, fosse anche solo per prendere un Castro dal Chievo…

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  3. claudio sala 68 - 2 mesi fa

    La campagna acquisti dipenderà anche dal modulo con cui vorrà giocare Miha , che dovrebbe essere confermato leggendo le parole di Cairo. Se giocheremo con il modulo attuale direi che abbiamo persino delle eccedenze come Valdifiori e Gustafson. Bonifazi se non sbaglio gioca a 3 nella Spal quindi finirà in prestito, Zappa rischia di essere venduto mentre a sinistra abbiamo 3 giocatori di cui uno buono. In attacco anche se non andrà via Belotti dovremmo cercare un sostituto anche perché Maxi Lopez non è più all’altezza. Insomma ci aspetta la solita estate…..

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  4. Puliciclone - 2 mesi fa

    A me, Allegri, sta antipatico quasi come Lippi, ma uno che fa comprare un centravanti tra i migliori e poi lo fa giocare stopper e convince il gonzo a picchiare gli avversari al limite della propria area, tanto di cappello. Ne avremmo bisogno noi.

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  5. al_aksa_61 - 2 mesi fa

    Piacione del menga. Se lui tifa Toro io sono John Fitzgerald Kennedy.
    Dare otto alla stagione significa avere la faccia come il deretano e non avere ambizioni nemmeno per la prossima stagione.
    Poi, come giustamente state facendo notare, non parla di difensori e questo già significa non solo che non capisce un tubo di calcio, ma che sta raccontando balle, perchè i difensori sono quelli che costano meno e io non ce lo vedo braccino a spendere anche solo dieci milioni per una punta. Non ne ha spesi otto per Immobile, figuriamoci.
    Voglio proprio vedere cosa si inventa per il portiere. Io penso che serva un altro portiere di livello, perchè Savic non da le garanzie che necessitano in un ruolo base nel calcio.
    C’è gente che costruisce le proprie fortune sul portiere e la difesa e non serve andare lontano per verificarlo.

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  6. saettadallimite - 2 mesi fa

    Almeno un difensore centrale di sicura affidabilità, Cairo, per adesso c’è solo Moretti…

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  7. Pimpa - 2 mesi fa

    La difesa è completamente da rifare,completamente,a eccezione di Barreca Zappacosta.
    Con gli acquisti sbandierati dal presidente,rimarremo esattamente allo stesso livello attuale,bene che vada.
    In buona sostanza:per migliorare dovremmo cambiare i 4/5 della rosa,per restare così come siamo,che è il vero obbiettivo societario,va bene prendere per buone le mistificazioni presidenziali.

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  8. Marco Toro - 2 mesi fa

    Tutto condivisibile tranne 2 cose:
    1) il voto alla stagione non può essere superiore a 5, (almeno per un presidente con un minimo di ambizione) 8 lo avrebbero meritato se avessero centrato l’Europa, 7 se avessero mancato l’Europa al ultima giornata, 6 se avessero perso il treno Europeo fra aprile e maggio e in fine 5 (il voto corretto) avendo perso il treno Europeo già a febbraio.
    2) Presidente ok 2 mediani, ok il portiere (visto che Hart torna in Inghilterra) ok fare qualcosa in attacco ma 1 delle maggiori priorità è la difesa, serve un grande centrale di difesa affidabile e esperto (Acerbi?) da affiancare ai vari Moretti, Lyanco e Bonifazi.
    Per favore nel prossimo mercato cerchiamo di arrivare a 100 (squadra completa in tutti i reparti) e non fermarci sempre a 90 (con evidenti carenze in un reparto)
    Come si dice? con Cairo manca sempre un soldo per fare una lira! Be sto mercato vediamo di metterlo il soldo mancante!

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    1. RobyMorgan - 2 mesi fa

      D’accordo su tutto , meno il voto io avrei dato un 6- , in fondo non si può dimenticare solo l’altr’anno come abbiamo finito e peccato con qualcosa in più nel mercato invernale e chissà. …potevamo veramente arrivare a 8.
      In fondo tra noi e L’ATALANTA passano anche degli errori dell’allenatore , il nostro sulla gestione del finale di qualche partita.

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      1. miele - 2 mesi fa

        Il detto esatto è: mancano venti soldi a fare una lira, quando una lira valeva esattamente venti soldi, esattamente come per il Toro di Cairo, se veramente si volesse fare una grande squadra.

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