Calciopoli. E’ una sentenza che scontenta tutti.

Calciopoli. E’ una sentenza che scontenta tutti.

Anni fa fece molto successo il film di Giuseppe De Santis “Riso amaro” (il protagonista si chiamava oltretutto Walter Granata…), che in realtà parlava della situazione delle mondine, ma noi lo trasformiamo nell’altro senso della parola: ovvero una risata grottesca. Il Maxiprocesso di Calciopoli ha emesso le seconde sentenze, dopo il ricorso delle difese dei quattro club presunti colpevoli di illecito…

di Redazione Toro News

Anni fa fece molto successo il film di Giuseppe De Santis “Riso amaro” (il protagonista si chiamava oltretutto Walter Granata…), che in realtà parlava della situazione delle mondine, ma noi lo trasformiamo nell’altro senso della parola: ovvero una risata grottesca. Il Maxiprocesso di Calciopoli ha emesso le seconde sentenze, dopo il ricorso delle difese dei quattro club presunti colpevoli di illecito sportivo. L’unica ad essere rimasta in B alla fine è stata la Juventus, però a meno 17. Fiorentina e Lazio sono tornate in A, la prima a meno 19 e tre giornate di squalifica del campo, la seconda a – 11 e la squalifica dell’Olimpico per due turni. Ora Lazio, Juve e Fiorentina ricorreranno ancora alla Camera di Conciliazione e poi all’arbitrato, se non basterà si rivolgeranno al Tar. I tempi s’allungano tanto quanto sono stati accorciati i termini del processo vero e proprio. Senza entrare nel merito delle sanzioni, più o meno criticabili, soprattutto per il Milan che aveva creato un certo sistema con la Juventus di spartizione di potere, si ha l’impressione che Guido Rossi abbia voluto imporre la linea dura senza sortire nessun effetto di dare una svolta alle regole. Sanzioni che danno solo l’impressione di trovare un compromesso tra la vecchia e la nuova via da intraprendere. Mai come in questo momento il sistema calcio, nel senso puro del termine, è allo sbando, dove non s’intravede nessuna voglia di cambiamento. Si sa che un potere, qualsiasi esso sia, quando viene scalzato è perché c’è interesse di portarne al comando un altro, ma si brancola nel buio senza capire chi possa ora prendere in mano le redini per ridisegnare scenari diversi.

Le scelte fatte sinora lasciano perplessi, il trattamento riservato a Claudio Gentile (“Non faccio parte di nessun clan” il suo commento) non è stato dei più eccelsi, Casiraghi come selezionatore dell’Under 21 è una scelta alquanto stravagante, mentre non si capisce che meriti possa avere Demetrio Albertini in Figc a fianco di Guido Rossi. Si può capire che c’è bisogno di gente giovane e motivata, ma un minimo di esperienza è necessaria, non conta essere stati grandi giocatori per diventare ottimi dirigenti.

Cairo domenica è stato speranzoso: con le nuove regole (ancora da riscrivere però…) ci sarà finalmente l’opportunità per tutti di poter aspirare a vincere qualcosa nel campionato italiano. Finora il presidente granata non ha sbagliato un colpo, visto il nuovo che avanza, accanto ai tanti nomi di vari traghettatori ci può stare anche il Papa granata, che ci sembra persona solida e determinata per portare nuova linfa in Lega. Cairo ha sempre ribadito che il ruolo non gli interessava, ma pungolato nel modo giusto potrebbe cambiare idea.

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