Campioni di Spagna ’82

Campioni di Spagna ’82

Madrid, 11 luglio 1982, allo stadio Santiago Bernabeu l’Italia conquistò i Mondiali di Spagna battendo la Germania per 3-1 con reti di Rossi, Tardelli, Altobelli e per i tedeschi Breitner. Gli Azzurri portarono a casa il loro terzo titolo mondiale, cui seguirà il quarto conquistato l’anno scorso proprio in Germania, nella finale contro la Francia. Il Mondiale dell’82 partì con molte polemiche, ma alla fine…

di Redazione Toro News

Madrid, 11 luglio 1982, allo stadio Santiago Bernabeu l’Italia conquistò i Mondiali di Spagna battendo la Germania per 3-1 con reti di Rossi, Tardelli, Altobelli e per i tedeschi Breitner. Gli Azzurri portarono a casa il loro terzo titolo mondiale, cui seguirà il quarto conquistato l’anno scorso proprio in Germania, nella finale contro la Francia. Il Mondiale dell’82 partì con molte polemiche, ma alla fine il “vecio” com’è chiamato ancora oggi Enzo Bearzot, riuscì nell’impresa, grazie ad una squadra senza dubbio forte ma anche fortunata negli episodi, che riuscì a battere addirittura il più bel Brasile del dopo Pelè, con Socrates, Zico, Falcao e il granata Leo Junior. Del Toro erano presenti Dossena e Graziani, ma nel calciomercato estivo passò in granata anche Franco Selvaggi, detto Spadino, proveniente dal Cagliari, il quale fece parte della spedizione spagnola senza mai giocare. Lo stesso Enzo Bearzot fu giocatore del Torino negli anni ’50 e conserva tuttora la sua fede granata.

Cosa fanno ora i campioni dell’82, sono rimasti nel mondo del calcio o hanno preferito buttarsi in altre faccende? Dei granata non c’è molto da scoprire: Beppe Dossena, dopo aver fatto il mister in giro per il mondo, ha allenato la squadra dell’Al Ittiad (Tripoli), la Nazionale del Ghana, l’Albania, è stato vice del Paraguay, ora fa il commentatore televisivo. Franco Selvaggi lavora al Centro Tecnico Federale di Coverciano dopo essere stato presidente del Matera. Ogni tanto tiene lezioni di tecnica calcistica nella sua regione, la Basilicata. Di Ciccio Graziani c’è poco da dire, è forse il campione del mondo più presente sui media, oltre ad essere anch’egli commentatore televisivo, fa l’allenatore del Cervia, la squadra che ha imitato il “Grande Fratello”, ma alla fine gioca sul serio sui campi di calcio.

Dino Zoff, il portiere silenzioso, dopo aver fatto l’allenatore con buoni successi, anche della Nazionale stessa (perse gli Europei in finale nel 2000 e diede le dimissioni subito dopo, in polemica con Berlusconi) è attualmente fuori dal calcio, a causa della negativa esperienza di Firenze. Tra quegli Azzurri purtroppo bisogna anche contare un decesso illustre, quello di Gaetano Scirea, morto in un incidente stradale a soli 37 anni, quando era il secondo di Zoff sulla panchina bianconera. Claudio Gentile ha seguito la carriera di Zoff e per alcuni anni è stato l’ottimo mister della Under 21, ma ora se ne sono perse le tracce dopo essere finito ingiustamente vittima di alcune “epurazioni” in seguito a Calciopoli. Tardelli, dopo alcune esperienze sulla panchina dell’Inter e della Under 21, è commentatore televisivo Rai. Polemicamente ha lasciato il Cda della nuova Juventus poche settimane fa. Paolo Rossi, detto Pablito, l’eroe per i suoi gol che hanno permesso di arrivare alla vittoria finale, è anche lui commentatore sportivo su Sky, ma preferisce gestire le sue varie attività nel campo immobiliare, tempo fa si era buttato anche in politica, ma senza successo. L’attività più affascinante è quella che ha coinvolto Alessandro Altobelli, dopo aver fatto l’assessore allo Sport al Comune di Brescia, ora è commentatore sportivo di Al Jazeera (insieme a Cesare Maldini) e di una tv locale bresciana. Franco Causio, detto il Barone, dopo aver fatto il dirigente per l’Udinese, è passato anch’egli al ruolo di commentatore Sky.

Per Mediaset lavora anche il “bello” di quel gruppo, vale a dire Antonio Cabrini, è stato anche candidato alla panchina della Cremonese, che alla fine gli ha preferito Mondonico. Beppe Bergomi, detto lo “Zio”, è ormai un’istituzione dei commentatori Sky, in più lavora come opinionista a Radio Capital. Stesso discorso per Fulvio Collovati che insieme alla moglie Caterina fa il produttore televisivo per Canale Italia dove conduce anche una trasmissione sportiva. Lele Oriali è direttore generale dell’Inter, mentre Bruno Conti è direttore tecnico della Roma, dove cura anche il settore giovanile con grande successo. Rimane Giancarlo Antognoni, una vita alla Fiorentina, rimasto appiedato dopo il fallimento di Cecchi Gori. Attualmente si occupa del settore giovanile di Coverciano e aiuta il figlio Alessandro nella conduzione di un ristorante etnico a Firenze. Vale spendere una parola anche per Sandro Pertini, l’allora Presidente della Repubblica, il suo entusiasmo resta una delle immagini più belle di quel Mondiale.

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