Care, vecchie comproprietà addio: con Benassi il Torino chiude con il botto. Busta record

Care, vecchie comproprietà addio: con Benassi il Torino chiude con il botto. Busta record

Approfondimento / Ieri per l’ultima volta la risoluzione delle comproprietà. Da Gasbarroni a Barreto, passando per Antenucci e Iunco: quante storie targate granata

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Ieri sera, per l’ultima volta, si sono aperte le buste. Da oggi in poi niente più ipotesi, spiate, tentativi di indovinare quanto ha offerto questa o quella squadra per riuscire a trattenere questo o quel giocatore. L’istituto delle comproprietà va in pensione e con esso la risoluzione delle compartecipazioni tramite appunto le ‘famigerate’ buste, che si verificava quando le squadre proprietarie del cartellino del giocatore in questione non riuscivano ad accordarsi tra di loro. La più classica delle aste: due offerte presentate e quella che è più alta vince. 

COLPACCIO BENASSI – Proprio il Torino è diventato protagonista di questa storica ultima giornata riuscendo a strappare all’Inter la seconda metà di Benassi con un’offerta di 3,5 milioni di euro, che è risultata di circa 700 mila euro superiore a quella nerazzurra. Viceversa l’altra busta per il quale il Torino aveva presentato un’ offerta, quella per Simone Verdi, se l’è aggiudicata il Milan. Quello messo a segno ieri sera con Benassi diventa probabilmente il più importante colpo della storia granata alla buste; è evidente quanto la società voglia puntare sul giovane talento della nostra Under 21 anche dalle parole espresse su di lui da parte del presidente Cairo una volta ufficializzato l’affare. Nel passato recente però non sono mancati altri colpi, più o meno importanti, realizzati o falliti proprio alle buste, con qualche aneddoto curioso.

Benassi si contende il pallone con Glik e Okaka in Torino-Sampdoria (foto Dreosti)

GASBARRONI E LA STORIA DELLE MONETINE – Nel giugno 2009 i granata arrivano alle buste con il Genoa per Gasbarroni, di cui il Torino aveva rilevato la metà del cartellino nell’ultimo giorno del precedente mercato di riparazione. Con la maglia del Toro addosso Gasba colleziona 9 presenze e nessuna rete, mentre la squadra mestamente retrocede in Serie B. Si arriva così alla risoluzione della comproprietà e né Genoa né Toro presentano alcuna offerta. In compenso la leggenda narra che nella busta dei liguri vengano ritrovate alcune monetine, pare cascate dentro per errore. Il giocatore comunque resta in granata, essendo il Torino l’ultima squadra ad averlo tesserato. Per lui altre due stagioni nella città della Mole, più una terza nella quale, all’ultimo anno di contratto e con l’arrivo di Ventura in granata, viene messo fuori rosa. Con la conquista della Serie A da parte della squadra lui resta svincolato e si accaserà al Monza.

Gasbarroni con la maglia del Torino (fonte: zimbio.com)

IUNCO E ANTENUCCI, TORO BEFFATO – Nell’estate 2011 ancora Toro protagonista, ma questa volta dalla parte sbagliata: si deve decidere con il Chievo la comproprietà di Antimo Iunco, a metà tra le due squadre e protagonista in B di una stagione da 17 presenze e 6 gol con la maglia granata sulle spalle. Il Torino sarebbe anche intenzionato a trattenere il giocatore, ma alle buste l’attaccante di Brindisi finisce in Veneto dopo un’offerta di soli 100 mila euro. Motivo? Un errore di compilazione nell’offerta del Toro che la rende così non valida. Dinamica diversa, ma altra beffa in arrivo 12 mesi dopo: Torino e Catania devono accordarsi sul destino di Mirko Antenucci, che con 41 presenze e 10 gol (miglior marcatore della squadra) ha appena riportato di peso in Serie A il primo Torino di Giampiero Ventura. Il 23 giugno scadono i termini e granata ed etnei non trovano l’accordo. Le buste sono la conclusione inevitabile della vicenda e il giocatore, per il dispiacere suo e del pubblico di fede granata finisce al Catania, grazie ad un’offerta di 1 milione e centomila euro contro i 900 mila offerti dal Toro. In Sicilia giocherà appena una partita, prima di essere girato allo Spezia, nuovamente nella serie cadetta.

Mirko Antenucci in maglia granata (fonte goal.com)

IL CASO BARRETO – Infine, il Torino finì alle buste anche la scorsa estate, oggetto del contendere tra granata e Udinese…Vitor Barreto. Il Torino nel gennaio 2013 aveva acquistato dai friulani la metà del giocatore per 1 milione e 800 mila euro; in una stagione e mezza le sue presenze complessive sono 27, condite da appena tre reti. Si arriva così all’estate 2014 e le due società devono decidere il da farsi riguardo al brasiliano. Si giunge anche in questo caso alle buste e l’esito è sorprendente (e fa arrabbiare non poco i tifosi granata): il Toro si aggiudica numero 10 (purtroppo) con un’offerta di 859 mila euro, che sommati al costo della prima metà del cartellino valgono un esborso complessivo di oltre 2 milioni e mezzo di euro. Il resto dell’avventura in granata di Barreto è noto a tutti…purtroppo uno dei peggiori affari di calciomercato della storia del Torino.

 Vitor Barreto in maglia granata: un'immagine molto rara nell'ultima stagione (foto Dreosti)

Fortunatamente però, almeno nell’ultima busta della sua storia, quella per risolvere la trattativa con l’Inter per Benassi, il Toro non si è fatto beffare, riuscendo ad assicurarsi la permanenza di un tassello importante per il futuro.

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