Caro Toro: staccare la spina dopo il derby è da provinciali

Caro Toro: staccare la spina dopo il derby è da provinciali

Il fatto / Troppa differenza tra il Toro visto ieri e quello dello Juventus Stadium

C’è troppa differenza tra il Torino che si è fatto prendere a sberle dal Napoli e quello che stava per vincere allo Juventus Stadium solo una settimana fa; troppa differenza tra la squadra che contro i campioni d’Italia è andata a tanto così dallo scrivere una pagina di storia e il confuso gruppo di giocatori che ieri ha preso una manita in faccia (la seconda cinquina subita in casa negli ultimi 23 anni) centrando lo specchio della porta solo e soltanto una volta (assoluto primato negativo per quanto riguarda le gare di questa stagione in casa).

Come spiegare, allora, la clamorosa scoppola rimediata ieri dal Torino? Sarebbe riduttivo limitarsi a giustificarla con la maggiore qualità, indubbia, del Napoli. Probabilmente non ha tutti i torti chi sostiene che Mihajlovic abbia presentato una squadra che aveva i presupposti per subire un’imbarcata dal punto di vista tecnico e tattico. Ma la spiegazione principale potrebbe essere il rilassamento generale post derby: la squadra ha dato tutto allo Stadium per poi apparire stanca e scarica contro il Napoli, pronta a fare da vittima sacrificale contro gli azzurri che avevano dalla loro, oltre che un gap tecnico evidente, anche un obiettivo di classifica tangibile e importante da perseguire.

Usiamo un’azione su tutte come argomento per supportare questa tesi: l’occasione capitata a Mertens nel primo tempo, quel pallonetto finito alto di poco, perchè è bastata una rimessa laterale per mandare in porta il belga. Sarebbe mai successa nel derby una cosa del genere? La risposta è no ed è evidente che negli occhi e nelle gambe dei granata, ieri, non c’era la stessa rabbia e la stessa voglia di sabato scorso. Staccare la spina dopo il derby è da provinciali e, chissà, potrebbe anche essere la conseguenza del vivere e giocare in un ambiente che dà alle due partite contro i bianconeri un’importanza e alle restanti 36 un’altra.

Ad ogni modo, uscendo dallo Juventus Stadium si era detto che il progetto di questo Toro meritasse fiducia e non cambiamo idea dopo una singola partita, seppur rovinosa come quella di ieri. Sicuramente, la sconfitta di ieri deve dare spunti di riflessione a squadra e società (in difesa bastano Lyanco e Bonifazi?). Altrettanto sicuramente, dopo ieri il Torino ha qualcosa da farsi perdonare nei confronti dei suoi tifosi, bravissimi ed indulgenti a fine gara. Ci sono due gare a disposizione per far sì che la partita di ieri resti solo un incubo isolato.

8 commenti

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  1. ilpalodiBeruatto - 3 mesi fa

    E pensare che il buon Mondonico aveva detto su queste pagine non più tardi di giovedi o venerdi che per il Toro la stagione era finita con il derby. Avrà l’età o problemi di salute ma ancora ci capisce di Toro. A differenza di qualcun altro….

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  2. tapiro granata - 3 mesi fa

    NOI siamo una PROVINCIALE…..e lo saremo sino a quando avremo un presidente che ci tiene a galla…qualche pia illusione nulla piu’…allenatori mediocri giocatori, tranne qualcuno,che magari viene venduto medio scarsi..da galleggiamento appunto questa è verita’..nulla piu’…quando poi alla fine manca l’impegno come domenica..voila’ le jeux son fait

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  3. Scott - 3 mesi fa

    Non vedo grosse novità comprese con la partita di ieri, se non una. La squadra non regge il confronto tecnico e fisico con squadre di una certa categoria, se non esprimendosi al 200%, il che non puo’ sempre accadere. Se poi una partita tosta (come Napoli) arriva dopo che hai dato il 200% sette giorni prima, la debacle è inevitabile. La parola passa a Cairo, in tutti i reparti. L’elemento di novità, che francamente fa incazzare, è che gran parte dei calciatori non abbiano onorato la maglia. Doi questo non si puo’ non tener conto nei prossimi due mesi.

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  4. stto1962 - 3 mesi fa

    Il divario tecnico tra Torino e Napoli è immenso così come lo è l’ intelligenza tecnico tattica di Sarri rispetto a quella di Sinisa. Poi ci sono i calciatori. Boyè ha tecnica e forza fisica devastante ma un cervello ridotto ai minimi termini. Ljaic assolutamente inutile. Difesa:ad eccezione di Moretti gli altri sono ottimi per la serie B o la panchina come ultimi rincalzi. Centrocampo: singolarmente buone individualità ma buttati insieme in un minestrone dove non si capisce il ruolo di ciascuno diventano abulici e mediocri. Attacco: vedi centrocampo

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  5. ddavide69 - 3 mesi fa

    Non è solo da provinciali , NON SONO DEI PROFESSIONISTI.

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  6. prawn - 3 mesi fa

    un ambiente che dà alle due partite contro i bianconeri un’importanza e alle restanti 36 un’altra

    in difesa bastano Lyanco e Bonifazi?

    I problemi di oggi e domani.

    Bisogna giocare tutte e alla morte.
    E credo che i giovani siano l’unica strada verso l’Europa, vedi l’Atalanta, il soldo per i campioni non ce l’avremo mai.

    E poi sperare che anche le motivazioni dei ventenni sopperiscano all idiozia di giocare solo due partite al 120% ogni anno.

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    1. ddavide69 - 3 mesi fa

      si , certo . Tanto noi puntiamo al non posto.

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  7. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 mesi fa

    La spina questa volta l’ha staccata Sinisa inserendo solo 2 centrocampisti (peraltro al rientro) contro un Napoli dove ce ne sarebbero voluti almeno 4.
    Diamo a Sinisa quel che è di Sinisa, nel bene e nel male.
    E con questo modulo il Gallo diventa una gallina ..

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