Caso Robaldo: domani la verità. E il Torino attende…

Caso Robaldo: domani la verità. E il Torino attende…

Retroscena / Dal soccorso istruttorio della Reset Academy Torino, a quella sentenza di esclusione del Consiglio di Stato in data 2 ottobre 2015

Toro

Domani sapremo con certezza se anche la Reset Academy Torino sarà ammessa alla corsa per la concessione dell’impianto Robaldo (qui l’ultima puntata), una situazione ingarbugliata, per certi versi ribattezzata sotto lo pseudonimo de “Teatrino dell’assurdo”.

Già, perché se da un lato il Torino si è mosso con estrema professionalità, lo stesso non ha saputo fare la possibile concorrente, la quale non ha presentato per tempo tutti i documenti necessari, dovendo quindi ricorrere al soccorso istruttorio.

Tralasciando lo spiacevole, quanto marchiano, episodio delle buste (l’una contenente l’offerta tecnica, l’altra quella economica) risigillate davanti tutti, vogliamo concentrarci proprio sulla mancata consegna del materiale definito come ‘integrabile’. Vale a dire principalmente: marca da bollo, ricevuta ANAC e garanzia fidejussoria.

Robaldo, derby
La descrizione dettagliata dell’impianto Robaldo

In un caso del tutto analogo, riguardante una concessione di impianti sportivi comunali, il Consiglio di Stato, con la sentenza n°4869 del 22/10/2015 ha stabilito che il soccorso istruttorio – quello sfruttato in tale occasione dalla Reset Academy Torino – non è mai applicabile per la produzione di documenti nuovi o che ad ogni modo dovevano essere prodotti entro il termine stabilito per presentare l’offerta. Pena l’esclusione. Tra i documenti mancati in quella occasione, c’era proprio la garanzia fidejussoria: un’inosservanza che portò all’esclusione della società concorrente.

Sempre in quel caso, il Consiglio di Stato stabilì – con sentenza che ancora oggi a valore di legge – che tale documento non poteva essere integrato successivamente. E qui il curioso ed ultimo retroscena della vicenda: nella gara per la concessione del Robaldo, le società dovevano allegare l’originale della garanzia fidejussoria e se questo (in formato appunto originale) non fosse stato presentato, allora poteva sì essere integrato, fermo restante la presentazione una copia conforme.

Dettagli che avvolgono di mistero l’intera vicenda, nella quale l’unica certezza sta nel fatto che il Torino abbia presentato una domanda in piena regola. Domani sapremo con certezza se la Reset Academy Torino avrà prodotto o meno la documentazione necessaria per partecipare al bando. E finalmente sul caso Robaldo calerà inesorabile il vento della verità.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy