Castellazzi: “Il ruolo del terzo portiere? Bisogna rimanere sul pezzo”

Castellazzi: “Il ruolo del terzo portiere? Bisogna rimanere sul pezzo”

Il portiere del Torino a Sportweek: “Sapere che la domenica non giocherai ti può portare a mollare, ma non deve succedere”

 

Nell’edizione odierna, Sportweek propone un reportage sul ruolo del terzo portiere, una delle categorie più trascurate ed eterogenee del gioco del calcio, che vede al suo interno portieri di esperienza a fine carriera ma anche giovani speranze che si stanno affacciando al professionismo. I colleghi hanno sentito anche Luca Castellazzi, il terzo portiere del Torino (che per la verità e stato promosso a secondo per la sfida europea con l’Athletic Bilbao), che tra l’altro è il giocatore più “anziano” della Serie A.

“Sapere che al 99% la domenica non giocherai ti può portare a mollare, ma devi sempre rimanere sul pezzo”. Il ricordo più importante della carriera? A suo dire, l’esordio in Champions League con l’Inter: “Nel 2010 contro il Werder Brema. Poco prima della partita, mi dissero che Julio Cesar non ce l’avrebbe fatta. Nemmeno il tempo di scaldarmi e mi ritrovai in porta con le farfalle nello stomaco!”

Un esempio per il ruolo di terzo portiere? “Orlandoni, con cui giocavi nell’Inter del Triplete. Un grande lavoratore che rispettavano tutti. Ora lui fa il preparatore, nella Primavera dell’Inter, è un futuro a cui penso anche io. Quando ci alleniamo e studiamo un esercizio, me ne vengono in mente sempre altri: spero sia un buon segno…”

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