Cerci, contro il Toro vince Palacio

Cerci, contro il Toro vince Palacio

Alla sfida di domenica sera all’Olimpico i due attaccanti, Cerci e Palacio, si presentavano con biglietti da visita completamente diversi: il granata arrivava con 6 gol segnati in 7 partite e il titolo di capocannoniere momentaneo della serie A, mentre l’argentino era fermo…

Alla sfida di domenica sera all’Olimpico i due attaccanti, Cerci e Palacio, si presentavano con biglietti da visita completamente diversi: il granata arrivava con 6 gol segnati in 7 partite e il titolo di capocannoniere momentaneo della serie A, mentre l’argentino era fermo a quota 3, avendo marcato soltanto contro Sassuolo, Catania e Genoa.

INIZIO NEGATIVO – La gara inzia male per entrambi i giocatori: l’interista, a causa del rosso sventolato ad Handanovic, doveva rinunciare al compagno Kovacic – sacrificato da Mazzarri per inserire il secondo portiere Carrizo – rimanendo completamente isolato in attacco, mentre l’attaccante del Toro falliva il calcio di rigore che avrebbe potuto mettere immediatamente la partita su certi binari.

CERCI PERICOLOSO, CINICO PALACIO – Solo due tiri effettuati durante tutto il match, due gol segnati. Gli errori della difesa granata hanno permesso all’attaccante di Bahia Blanca di giocare un ruolo importante nelle rimonta (dal 2-1 al 2-3) della formazione nerazzurra. Inoltre a richiamare l’attenzione è il dato relativo alla percentuale di passaggi riusciti confezionata dall’interista: ben il 90%. Quanto alla prestazione di Cerci, sebbene la statistica non lo contempli (il suo invito per Farnerud è stato viziato da un tocco di Ranocchia), c’è il suo zampino nell’assist per la rete del vantagio granata; in più si è rivelato micidiale nell’uno contro uno, vincendo otto volte il duello contro un giocatore nerazzurro, Jonathan o chi per lui, e ha creato ben tre occasioni nitide da gol, confermandosi come il punto di riferimento dell’attacco della squadra di Ventura. Punto negativo della prestazione, inevitabilmente, è stato il suo primo errore dal dischetto e, in parte, anche l’imprecione in fase conclusiva, che l’ha portato a centrare una sola volta lo specchio della porta ospite.

In breve si può dire che il duello tra attaccanti sia stato vinto dal giocatore dell’Inter, ma si può parlare di una grande mole di gioco prodotta da Cerci, la cui valutazione rimane certamente rovinata dall’errore dagli undici metri: non siamo qui a giudicare un giocatore da un rigore sbagliato, sarebbe ingiusto e ingeneroso, ma l’errore ha il suo peso nel giudizio complessivo sulla prestazione del giocatore.

 

Mario Gago

(foto M.Dreosti)


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