Cerci, il valore aggiunto del Toro

Cerci, il valore aggiunto del Toro

Scrosciare di applausi all’esordio con il Pescara, standing ovation ieri contro l’Atalanta. Sono passati sei mesi ma non sembra. Alessio Cerci è risultato ancora una volta tra i migliori in campo, autore di un gol tanto splendido quanto pesante…

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Scrosciare di applausi all’esordio con il Pescara, standing ovation ieri contro l’Atalanta. Sono passati sei mesi ma non sembra. Alessio Cerci è risultato ancora una volta tra i migliori in campo, autore di un gol tanto splendido quanto pesante e di una prova fatta di tiri, corsa e assist. E’ lui il tanto sognato valore aggiunto della squadra di Ventura.

 

Il rendimento dell’esterno offensivo è il risultato di due diverse, ma complementari, scommesse. La prima, quella di Cerci. La sua personale sfida col calcio che conta, dopo la parentesi viola con alti e bassi, è in corso e Cerci non risparmia un colpo. Ha scelto Torino per trovare riscatto, cedendo alle lusinghe di un allenatore che come nessun altro ne ha esaltato le qualità e sta avendo ragione. Un sodalizio che si sta confermando anche sotto la Mole e che ha attirato le attenzioni del ct della nazionale, ieri presente all’Olimpico.

 

Ma del rendimento fin qui esplosivo dell’esterno destro di Velletri è artefice anche lui, Giampiero Ventura. Le sue parole nel post-partita di ieri riassumono perfettamente il rapporto fra i due: ”Ha fatto bene ma può crescere ancora molto”. Il tecnico granata ha fin qui usato ‘bastone e carota’, perchè Cerci ha lampi da campione ma il carattere potrebbe minarne il percorso di crescita. Ed è questa la scommessa vinta da Ventura. Ad eccezione del battibecco che sarebbe avvenuto nell’intervallo della sfida casalinga con il Milan, il tecnico granata ha gestito alla perfezione il carattere non facile dell’esterno offensivo. I meriti però sono anche tattici. La scelta di D’Ambrosio titolare a destra a scapito di Darmian (ieri autore comunque di un’ottima prestazione) è tutta sua e l’affiatamento tra il terzino e l’esterno offensivo non solo esalta le qualità di entrambi ma forma una coppia tra le migliori in Serie A.

 

E chissà che il vizio del gol non diventi un’abitudine invece di un piacevolissimo corollario a delle prestazioni eccellenti. Il Torino ha disperato bisogno delle reti di una seconda punta e, ad oggi, è lui a mascherarne l’assenza. Quattro gol all’attivo, con gli indugi rotti proprio contro la sua ex squadra a fine Novembre. Poi altri due, consecutivi, contro altrettante pretendenti alla salvezza come Siena e Pescara. E infine la perla di ieri. In mezzo, tanti allunghi, una valanga di tiri ma soprattutto quell’imprevedibilità dalla trequarti in avanti che al Toro mancava da tempo.

 

E’ presto per stilare un bilancio definitivo ma nella sua breve carriera in granata Alessio Cerci ha già centrato un altro importante obiettivo: onorare le aspettative. Compitino all’apparenza semplice da superare ma non quando arrivi a fine mercato e con l’etichetta di top player sulla schiena. Tantomeno in una piazza tutt’altro che semplice come quella granata. ‘Fare la differenza’, ecco cosa pretendevano da lui i tifosi a inizio campionato. Quattro reti e nove assist messi a segno in 24 presenze lasciano pochi dubbi. La speranza del popolo granata è che il giocatore rimanga con i piedi ben saldi a terra e che continui a risultare decisivo. La salvezza è a un passo e con un Cerci su questi livelli si fa sempre più vicina.

 

Lorenzo Bodrero
(foto Dreosti)

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