Che bel Toro, ma gli errori si pagano

Che bel Toro, ma gli errori si pagano

Il pubblico dell’Olimpico lo ha osannato, criticato e atteso a lungo. Ora è qui: Alex Farnerud, ‘Principe di Svezia’. Sua la rete del momentaneo vantaggio, ma facciamo un passo indietro e andiamo con ordine. Succede di tutto nella prima frazione.
 

RIGORE ED ESPULSIONE…

Il pubblico dell’Olimpico lo ha osannato, criticato e atteso a lungo. Ora è qui: Alex Farnerud, ‘Principe di Svezia’. Sua la rete del momentaneo vantaggio, ma facciamo un passo indietro e andiamo con ordine. Succede di tutto nella prima frazione.
 

RIGORE ED ESPULSIONE – Cerci prende un palo in avvio, poi Handanovic viene espulso, causando un rigore per i granata che la stella di Valmontone sbaglia, facendosi ipnotizzare da Carrizo. Poi ancora un contropiede granata, sul quale D’Ambrosio arriva al tiro, obbligando il portiere nerazzurro al secondo miracolo nel giro di pochi minuti. Ottima la partenza del ‘Principe di Svezia’ Alex Farnerud, dicevamo in apertura,che illumina il centrocampo granata lanciando a rete i compagni, in piú di un’occasione. Il numero otto porta in vantaggio i suoi, grazie ad un inserimento perfetto e ad un diagonale preciso e beffardo, indirizzato verso il secondo palo. Primo gol in Serie A per lo svedese, primo marcatore straniero per il Torino in questa stagione. Contro i nerazzurri è un vero e proprio dominio da parte della squadra di Ventura, gli avversari sono spesso costretti al tiro dalla distanza e i granata mantengono sempre il pallino del gioco.

 

CHI SBAGLIA PAGA – Qualche distrazione c’è e il Toro come sempre ne paga subito le conseguenze peggiori: minuto 45′, quando la partita ormai era già indirizzata all’intervallo, ecco che l’ennesimo calcio da fermo si è rivelato fatale per i granata: prima vera occasione dell’Inter e ritorno al gol di Guarin dopo lungo tempo. Ai granata resta l’amaro in bocca per il rigore sbagliato da Cerci, ma non è questo il momento di farsi prendere dallo sconforto: nonostate il pari in extremis il Toro deve ricordarsi quanto è stato in grado di costruire nel primo tempo ed affrontare la ripresa con la giusta autocoscienza. Anche perchè quest’Inter resta pur sempre in inferiorità numerica.

 

 

 
(foto M.Dreosti)
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