Chi gioca e chi no, poco importa: servono punti

Chi gioca e chi no, poco importa: servono punti

di Ivana Crocifisso

Difesa a tre o a quattro, la miglior posizione per Sgrigna, l’impiego o meno di Lazarevic. Negli ultimi undici giorni si è parlato tanto dei possibili cambiamenti tattici che l’avvento di Papadopulo avrebbe comportato. Il tempo non è stato sufficiente. Sgrigna si è fermato ancor prima di poter giocare in una posizione diversa da quella di esterno, per non parlare dell’esperimento…

di Ivana Crocifisso

Difesa a tre o a quattro, la miglior posizione per Sgrigna, l’impiego o meno di Lazarevic. Negli ultimi undici giorni si è parlato tanto dei possibili cambiamenti tattici che l’avvento di Papadopulo avrebbe comportato. Il tempo non è stato sufficiente. Sgrigna si è fermato ancor prima di poter giocare in una posizione diversa da quella di esterno, per non parlare dell’esperimento della difesa a tre che forse adesso verrà nuovamente accantonato. Torna Franco Lerda, in tanti si augurano che sia di buon auspicio visto il precedente della scorsa stagione, in pochi ci credono ma soprattutto in pochi ormai ci pensano.

Si riparte da Frosinone o ancor meglio, il tecnico cuneese riparte da Vicenza, là dove aveva lasciato. I punti sono sempre gli stessi 41, ma la solita frase ‘c’è ancora tanto tempo’ non funziona più. Di tempo ce n’è poco, e questo Lerda lo sa benissimo. Come sa di avere, adesso a differenza di prima, la possibilità di compiere delle scelte senza che nessuno possa mettergli i bastoni tra le ruote.

Scelte obbligate, alcune, visto che De Vezze e Sgrigna, titolari inamovibili nella sua prima gestione, non saranno a disposizione, così come Lazarevic, cresciuto tanto negli ultimi mesi grazie anche al coraggio del tecnico di schierarlo titolare ( e nonostante molti riconoscano questo come un gesto dettato dall’assenza di giocatori adatti a ricoprire quel ruolo). Lerda ritroverà Pagano e Gasbarroni (rientrato proprio a Vicenza dopo l’infortunio e quindi adesso al meglio) e dovrà in pochi giorni rimotivare un gruppo che sembra aver smarrito sé stesso, ma che ha dato prova durante la stagione, seppur pochissime volte, di poter giocare a pallone. Ma non c’è tempo nemmeno per quello adesso. Conta solo fare un gol più degli avversari, che si giochi con un centrocampo a due, a tre, a quattro, a rombo, e che in squadra ci sia o meno Bianchi.

 

(Foto M. Dreosti)

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