Come travolto da un Tir

Come travolto da un Tir

di Guido Regis

Sabato mattina ero a Cagliari per presentare una lunga relazione ad oltre quattrocento colleghi nell’ambito del III° congresso di Riabilitazione delle Patologie da Sport.

Sono stato tentato di parlare della più importante patologia: la corruzione.

Mi sono limitato a fare un mini sermone sull’incompetenza di molti che si avventurano senza meriti ad occuparsi di patologie che…

di Guido Regis

Sabato mattina ero a Cagliari per presentare una lunga relazione ad oltre quattrocento colleghi nell’ambito del III° congresso di Riabilitazione delle Patologie da Sport.

Sono stato tentato di parlare della più importante patologia: la corruzione.

Mi sono limitato a fare un mini sermone sull’incompetenza di molti che si avventurano senza meriti ad occuparsi di patologie che non conoscono e quindi non sanno ne diagnosticare e tantomeno curare. La relazione è stata apprezzata anche da coloro ai quali, facendo buon viso e cattivo gioco, il sermone era rivolto.

Come è uso in queste circostanze avrei dovuto fermarmi per pranzo ad intrattenere pubbliche relazioni, ma non sono avvezzo a queste cose. Nel mio super ristretto mondo medico sanno benissimo chi sono e quanto valgo, non si spiegherebbero altrimenti tutti questi inviti ad elargire pubblicamente le mie poche conoscenze in materia. Più tardi alcuni dei colleghi presenti sarebbero apparsi sui giornali o sulle tv locali e nazionali, grazie a giornalisti compiacenti, presidenti condizionati dai salotti etc…etc…, a sparare quattro fesserie e farsi pubblicità (con relativo incremento delle entrate economiche) ripetendo parte delle cose che poco prima avevano imparato dal sottoscritto. Che volete, il mondo va così in ogni campo; forse è quello che tutti ci meritiamo.

D’altronde quanti si ricordano le ultime frasi del mio articolo sul Toro dopo la partita con la Samp?

“L’impressione è che, alla faccia degli arbitri e delle “cupole”, il Toro abbia tutti i numeri per venirne fuori e oggi più che mai sono pronto a scommettere anche su questo”.

O quanti, pur ricordando questa frase, non me ne daranno atto e penseranno o scriveranno che una “rondine non fa primavera”, dimenticando che le rondini le avevamo già viste fin dalla partita con l’udinese e che esistono una quantità abominevole di “ arbitri – cacciatori “ a cui vengono dati premi speciali se cacciano solo le rondini granata?

Anche sabato sarebbe finita così, nessuno può negarlo, se un improvviso risveglio di un Dio della giustizia non avesse concesso a Saumel di esibirsi in una prestazione balistica che è assolutamente nelle sue caratteristiche, ma che avrebbe potuto anche avere un altro tipo di esito ( un palo ad esempio?).

Comunque, tornando a sabato mattina, ho chiesto cortesemente che mi fosse anticipato il volo di ritorno. Volevo provare ad esserci. La notte precedente anziché stressarmi per la relazione, avevo avuto un breve incubo nel quale sognavo un Toro al disarmo meritatamente sconfitto due a zero dal Palermo.

Siccome credo che i sogni spesso si avverino al contrario mi sentivo ottimista, per quanto ansioso.

Tra il viaggio, la routinaria tensione per la relazione, l’ancora più ricorrente ed oltremodo più pesante tensione per la partita, ero già semi distrutto.

I due voli di ritorno, con scalo a Roma, hanno incrementato la stanchezza ed il nervoso, visto che mi hanno costretto a giungere a Caselle in ritardo intorno alle 17. Decido a quel punto di dirigermi a casa pensando che trovare un biglietto a quell’ora sarebbe stato complicato; il mio abbonamento era già stato messo a disposizione di un fratello del club.   

Arrivato faccio appena in tempo a risistemare i bagagli e cambiarmi che la partita inizia. Sta volta mi siedo abbracciandomi con il mito. “ Stai con me fino alla fine”. “ Certamente papa?, oggi non mollo”.

Mollo io, penso fra me e me: vorrei dormire, ho il collo rigido come il marmo, lo stomaco che si contorce e so che ogni istante di partita acuirà spaventosamente questo mio stato. La partita ricalca le ultime tre prestazioni: meno frenesia i primi venti minuti, gioco corto ed attento, raddoppi sui portatori di palla, ripartenze a volte rapide, più spesso studiate con palla bassa e passaggi per linee interne o ad aggirare l’avversario. Voglio ricordare che GDB presenta in campo una squadra con i seguenti assenti forzati: Sereni, Natali, Pratali, Rubin, Abate. Ha inoltre il delicato compito di recuperare psico – fisicamente con estrema attenzione il capitano, in parte ferito anche dalle intemperanze di alcuni nostri pseudo tifosi. C’è una copia centrale inedita, con il Di Loreto che tutti abbiamo indicato quale principale colpevole per le immeritate sconfitte, dimenticandoci che ogni volta aveva commesso un unico errore, per quanto fatale, nelle partite incriminate; giocherà una partita perfetta. C’è Zanetti in una posizione a lui non consona; faticherà. C’è  Ogbonna: il fatto che sia uno dei miei pupilli non mi impedisce obbiettivamente di affermare che questa volta sia stato colui che ha dimostrato maggiori incertezze in difesa, consentendo a Miccoli di provare ad infliggerci un immeritato castigo verso la metà del primo tempo. Da lui tuttavia scaturirà il cross sulla cui respinta una divinità austriaca infilerà Fontana .

Nel primo tempo solo un pretestuoso polemico non può notare che la squadra sta giocando, per quanto in tensione, un buon calcio. Barone è in netta crescita, anche se non finalizza ancora.

Colombo ( viene dalla serie B, ricordatevelo) aiutato da Diana, combatte e presidia con personalità la fascia destra creando non pochi problemi al “grande traditore con mamma preoccupata”.

Amoruso e Stellone sono davvero esemplari nel proporsi a difendere la palla, nell’aiutare a far aprire centro campo e difesa avversaria alle incursioni di un ragazzo straordinario, un talento che sa già di campione, un regista con i “ controco….” rispondente al nome di Blerim Dzemaili.

E’ un giocatore davvero unico, nel suo ruolo, nel panorama calcistico Italiano e non solo. Bravo Pederzoli, bravo Cairo. Vederlo confermarsi e migliorare di partita in partita mi apre il cuore alla gioia. Riusciamo a completare il primo tempo senza farci beffare. Ho i crampi in tutto il corpo.

Nel secondo tempo l’infortunio a Colombo e Zanetti costringono GDB (ma forse l’avrebbe fatto comunque) ad inserire Rosina e Saumel.

Questa è la formazione che volevo vedere oggi. Tutto diventa più bello ed armonico.

Come con Cagliari, Atalanta, e Sampdoria ( ma anche con Inter e Udinese, se ricordate il primo tempo), soffochiamo gli avversari.

Rosina è in ripresa, sterile e lezioso quando sta sulla destra, concreto a pericoloso quando si sposta a sinistra (potente tiro in porta fortuitamente respinto da Fontana e cross perfetto dal fondo per la testa di Amoruso, uscito di poco).

Dzemail, sempre più simile ad un eroe mitologico, contrasta con personalità, ripropone e si ripropone anche con un teso tiro da fuori area che centra il palo e viene insaccato da Amoruso.

1 a 0 il risultato vero, ma Rizzoli ( secondo voi ha la faccia di uno onesto o piuttosto di una servetta del “pelato presuntuoso”?) imbeccato dal guardialinee, tira fuori la doppietta ed impallina l’ennesima “rondine granata”.

“Ma come?” si saranno detti i ragazzi “ma allora non c’è nulla da fare; delle sfuriate del nostro presidente se ne fanno un baffo”.

Quanti avrebbero reagito all’ennesimo torto, con urla e manifestazioni isteriche. Ancora una volta i nostri incassano in silenzio e tornano a macinare gioco. Spingono e rischiano poco, grazie anche a due begli interventi di Calderoni. Tuttavia ho un attimo di sconforto, mi alzo e dico al mito “ non ce la faccio più, è come se mi avesse travolto un TIR, scusami. Rimani tu per favore a sostenere i ragazzi”. Mi avvio verso la camera da letto, poi decido di andare fumare.

Agguanto sconfortato il pacchetto di sigarette ma improvvisamente rammento il sogno fatto a Cagliari…. NON SI E’ AVVERATO PERBACCO!!!.

Non abbiamo mai subito.

Loro non hanno segnato. Noi si…..

Vuoi vedere che va tutto al contrario e segniamo il secondo?

Torno giusto in tempo per vedere che GDB sostituisce Barone con Abbruscato. Anch’io non capisco, come molti, questo avvicendamento ma in fondo se ci pensante bene, la presenza di tre attaccanti in area, oltre che l’inferiorità numerica patita dai Siciliani per un espulsione esagerata di Nocerino (pro Inter e non pro Toro, attenzione) metteranno nelle condizioni “Saumel il temerario” di trovarsi il campo libero per la stupenda staffilata in rete.

Il mito è più grande e pesante di quel fantastico 1 a 0 con l’Albinoleffe quattro anni fa, ma lo sollevo lo stesso e lo stringo al petto come allora.

Giustizia è fatta. Questi ragazzi stanno sempre di più onorando la maglia che indossano. Ci credono fino all’ultimo. E’ questo che volevamo.

Al fischio finale cado esausto. Il TIR è passato più di una volta sul mio corpo.

“Ora vai a scrivere il pezzo sulla partita, papà?” “ No amore, non ci riesco. Lo farò domani”.

Mi accovaccio nel letto e spero di sognare una disfatta da dieci gol contro il Catania.

Guido Regis
Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala

http://www.torinoclubcto.com

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