Con Ardito, via un altro pezzo del Toro resuscitato dal fallimento

Con Ardito, via un altro pezzo del Toro resuscitato dal fallimento

E alla fine anche il motorino del centrocampo granata si accasa altrove. Andrea Ardito lascia con rammarico e amarezza Torino per Lecce, squadra con la quale ha raggiunto oggi l’accordo economico, pare per un contratto biennale. Ardito ha vestito per due anni la maglia del Torino. Apprezzato dai tifosi per il suo impegno, che non ha mai lesinato durante le partire, è diventato così presto uno dei…

E alla fine anche il motorino del centrocampo granata si accasa altrove. Andrea Ardito lascia con rammarico e amarezza Torino per Lecce, squadra con la quale ha raggiunto oggi l’accordo economico, pare per un contratto biennale. Ardito ha vestito per due anni la maglia del Torino. Apprezzato dai tifosi per il suo impegno, che non ha mai lesinato durante le partire, è diventato così presto uno dei beniamini dei tifosi granata, nonostante i suoi palesi limiti tecnici. Nella sua carriera Ardito ha raggiunto tre promozioni in A appunto con il Torino nella stagione 2005/2006, con il Siena nel 2002/2003, con il Como in quella del 2001/2002) e una in serie B con il Como, 2000/2001). Ha vestito le maglie di Torino, Siena, Bologna, Como, Pontedera e Camaiore.

Un altro pezzo di Toro umile e volenteroso che ha conquistato la serie A prima e la salvezza poi lascia la squadra granata, il prossimo molto probabilmente sarà Capitan Brevi. E’ vero che nel calcio di oggi non esistono più bandiere ma la politica ormai evidente che si segue in via dell’Arcivescovado dell’ “usa e getta”, applicata già a direttori sportivi e allenatori, non può certamente essere condivisa e tantomeno giustificata verso chi ha dato il suo onesto impegno ad una società che ancora adesso, dopo due anni dalla sua rifondazione, per il modo in cui si muove e per quello che sta costruendo per il futuro del Toro, lascia perplessi molti dei suoi tifosi, abituati a soffrire ma anche a sentire il proprio Toro storicamente ben lontano da certi stereotipi del calcio moderno.

Ardito e Brevi in una squadra che ha ambizioni e che quindi deve avere anche una panchina lunga non avrebbero sfigurato di certo, magari come esempio e guida dei giovani del futuro granata, ma questo è un altro discorso…

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