Con il Grosseto torna Lazarevic

Con il Grosseto torna Lazarevic

 

In una filastrocca per bambini che riassume brevemente i mesi, si cita marzo pazzerello. In quel caso il riferimento è puramente meteorologico, ma il l’aggettivo potrebbe essere utilizzato anche per questo Torino. La parentesi Papadopuliana si è conclusa dopo appena 11 giorni e a guidare la squadra è tornato Lerda. Curiosamente, l’effetto che ci si sarebbe aspettati con…

Commenta per primo!

 

In una filastrocca per bambini che riassume brevemente i mesi, si cita marzo pazzerello. In quel caso il riferimento è puramente meteorologico, ma il l’aggettivo potrebbe essere utilizzato anche per questo Torino. La parentesi Papadopuliana si è conclusa dopo appena 11 giorni e a guidare la squadra è tornato Lerda. Curiosamente, l’effetto che ci si sarebbe aspettati con l’arrivo dell’ormai ex mister toscano si è invece avuto con il ritorno del vecchio allenatore.

Forse è stato un Torino libero di testa o forse, più semplicemente, per una volta i giocatori hanno dimostrato le proprie vere capacità. Il risultato di 4-0 può essere un passivo pesante per l’Ascoli, ma ai granata serviva una vittoria così. Ora Lerda e la squadra dovranno cercare di non sbagliare la prossima, altrimenti i progressi visti sabato pomeriggio saranno tutti perduti. 

Intanto, per il prossimo turno casalingo contro il Grosseto, il mister nato a Fossano potrà contare sull’apporto di Lazarevic e probabilmente anche di Pagano, mentre si continueranno a monitorare le condizioni di Iunco. Sgrigna, De Vezze  e Garofalo lavoreranno per esserci già contro la Reggina, anche se questa, per il terzino, sembra al momento un’ipotesi piuttosto remota.

In Sisport continua il silenzio stampa e continuano gli allenamenti a porte chiuse. Lontano dai tifosi e con le bocce cucite, questo Torino ha ottenuto la prima vera convincente vittoria del 2011. All’andata i 10 risultati utili consecutivi iniziarono proprio contro l’Ascoli. Chissà che non sia l’inizio di una seconda svolta ed il  nuovo Lerda possa davvero ripercorrere le orme del Colantuono-bis. Non resta che attendere.

 

(Foto: M. Dreosti)

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy