Costantino, dir. FCInterNews: “Toro compatto. Mazzarri? La storia gli rende merito”

Costantino, dir. FCInterNews: “Toro compatto. Mazzarri? La storia gli rende merito”

L’intervista / Il direttore responsabile del sito meneghino: “C’è entusiasmo, ma i granata non sono avversario semplice. Ansaldi? E’ quello che speravamo di avere all’Inter”

di Federico Bosio, @fedebosio19

Domenica sera, a San Siro, avrà luogo la sfida tra Inter e Torino: subito scottate alla prima di campionato pur con modalità differenti, entrambe cercheranno i primi punti in questa seconda giornata. Per introdurre il prossimo impegno dei granata, abbiamo quindi come da tradizione deciso di sentire una voce vicina all’ambiente “avversario”, in questo caso quello nerazzurro. Abbiamo così contattato il collega Fabio Costantino, direttore responsabile di FCInterNews.it

Fabio, l’Inter ha svolto un mercato da vera e propria protagonista ma è subito arrivata una delusione sul campo, alla prima giornata: come arriva adesso alla sfida con il Torino?

“Arriva con la consapevolezza di dover vincere a tutti i costi, per quanto siamo ancora in quella fase in cui non si può pretendere la luna da squadre che hanno appena iniziato a giocate seriamente. Diciamo che la sorpresa ci scappa sempre nella prime giornate, perchè le meno quotate approfittano sempre  delle iniziali difficoltà delle grandi che magari aspettano l’inserimento dei nazionali. Parecchie altre big hanno sofferto, purtroppo però è stata l’Inter a cominciare con una sconfitta e quindi adesso, con il Toro, servono necessariamente i tre punti”

San Siro domenica sarà una bolgia: sono previste più di 60 mila persone. Un segnale di fiducia importante dall’ambiente che comunque sembra credere nel progetto Spalletti.

“Assolutamente. Era dai tempi in cui c’era una squadra che vinceva davvero dei titoli che non si registrava così tanto entusiasmo. Anche l’anno scorso con il Torino comunque c’erano stati 70 mila tifosi, quindi per quanto non sia proprio una partita di cartello se vogliamo, la sfida tra questi due club storici attira sempre molto pubblico. I tifosi quest’anno ci credono, al di là della prima sconfitta inattesa. E sicuramente contribuisce anche il fatto di essere tornati in Champions”

Si può però dire che quella di San Siro, in qualche modo, sarà anche la sfida tra le due deluse dal VAR della prima giornata…

“Sinceramente l’aggiornamento del protocollo non mi convince per niente, credo che si sia fatto un passo indietro. Si è tornati alla discrezionalità dell’arbitro. Di fatto il VAR così serve solamente sui fuorigioco (dettagli per i quali aiuta moltissimo), ma nella maggior parte delle situazioni di campo in cui potrebbe essere altrettanto utile si torna a doversi fidare di quel che vede l’arbitro, e quindi alle polemiche e alla dietrologia. Siccome il VAR è nato per questo, era un aiuto, non capisco proprio perchè tornare alla discrezionalità”

Qual è la concezione del Torino a Milano? Che cosa si teme maggiormente dei granata e dove pensi che possa arrivare questo Toro? E dall’altra parte che cosa pensi che debbano principalmente temere i granata?

“Innanzitutto, dovranno temere la voglia di rivalsa. Poi comunque dovrebbe rientrare qualcun altro rimasto fuori alla prima giornata, quindi la formazione che scenderà in campo sarà più vicina a quelle che sono le idee di Spalletti. Dall’altra parte, l’Inter l’anno scorso ha conquistato un solo punto in due partite contro i granata, oltretutto agganciato nel finale: basta questo a mettere in guardia Spalletti. Il Torino è una squadra compatta e concreta, Mazzarri fa giocare male l’avversario e punta a sorprenderlo. Quello che ci auguriamo è che questa volta la lezione della passata stagione sarà imparata e quindi Spalletti adotterà una tattica diversa. Il Toro comunque non è facile da affrontare, l’ha dimostrato anche la prima partita in cui la Roma ha vinto solamente con una prodezza nel finale, se no avrebbe anche rischiato di perdere”

Noi ci eravamo sentiti all’incirca un anno e mezzo fa, ormai due stagioni or sono. Per quel che riguarda l’Inter il progresso è stato netto, una vera e propria rinascita. Cosa puoi dire del Torino? Avevi dichiarato che stava gettando buone basi per il futuro: qual è adesso la tua opinione in merito? Hai visto dei miglioramenti?

“A dir la verità non mi sembra che negli ultimi anni si sia evoluto moltissimo, diciamo che si è un po’ fermato. Non è peggiorato, comunque, e già questo è un punto importante. Quest’estate invece ho visto una proprietà che vuole investire, mettendo giocatori anche importanti a disposizione di Mazzarri. Ora la palla passa allo staff tecnico, ma se i nuovi acquisti si rivelano effettivamente giocatori da Torino allora possono dare quell’upgrade che non arriva da un po’. Non so quali siano gli obiettivi iniziali dei granata, ma anche una qualificazione europea non è così semplice. Se però si trova la quadra e soprattutto non la si perde durante la stagione, non vedo perchè il Toro non possa ambire all’Europa proprio come sta facendo l’Atalanta. Sicuramente è sempre meglio partire volando bassi, senza grossi proclami, perchè con le parole ci si riempie la bocca ma poi è il campo a dare i giudizi definitivi ed è sul terreno di gioco che bisogna dimostrare le cose”

Sono presenti due ex nerazzurri tra le fila granata: uno è Ljajic, l’altro Ansaldi, che scalpita per tornare dal primo minuto. L’anno scorso il Torino ha conosciuto davvero un gran giocatore, che forse a Milano non aveva brillato più di tanto. Qual è la tua opinione sull’argentino?

“Ansaldi non ha auto molta fortuna all’Inter perchè ha avuto problemi fisici, e per questo ha faticato a mettersi in mostra. Inoltre anche la concorrenza (più quantitativa che qualitativa) ha portato la società a valutare una cessione la scorsa estate, perchè fondamentalmente a lui serviva giocate e qui non avrebbe avuto queste garanzie. Quando l’ho visto a Milano l’anno scorso mi ha impressionato: era l’Ansaldi che sperava di aver l’Inter, e che non ha mai avuto. Sicuramente è un giocatore di qualità e se sta bene riesce anche a fare la differenza. Ad ogni modo, sarà un piacere rivederlo domenica”

Capitolo Mazzarri, il più grande tra gli ex della partita: per lui un’avventura targata 2013/2014 alla guida dell’Inter e conclusasi in maniera negativa, con l’esonero. Se andiamo a vedere la rosa che aveva a disposizione e che cosa ha riservato il futuro all’Inter dal 2014 a Spalletti…

“Ci sono casi in cui gli eventi successivi fanno vedere sotto un’altra luce quel che sul momento non si riesce magari a comprendere appieno. Questo è uno di quei casi: la storia gli rende merito. Mazzarri nel 2013 fece un lavoro eccezionale, perchè riuscire ad arrivare quinto con il materiale che aveva a disposizione non era affatto semplice. Ma ai tempi la quinta posizione non venne interpretata in questo modo. Io credo che sia stato un momento particolare, che si sia arrivati a quell’epilogo anche a causa di una proprietà distante con continui movimenti, e poi c’era la costante ombra di Mancini che aleggiava ed alla prima occasione buona si è concretizzato il cambio. Io comunque considero Mazzarri uno dei migliori allenatori italiani, un insegnante, un vero e proprio maestro per i giocatori. Il suo problema è che è un tipo vecchia scuola, uno che lavora tantissimo sul campo ma non si sa molto esporre nella maniera giusta davanti alle telecamere e questo, in quest epoca, l’ha un po’ penalizzato. Però, ribadisco, è bravissimo e sono sicuro che se gli verrà concesso di avere delle pause nel corso di questa stagione riuscirà a portare risultati importanti. Lui sa sfruttare al massimo il materiale a sua disposizione”

Chiudiamo: quale potrebbe essere la formazione dell’Inter domenica? Ci sarà qualche cambio, magari qualche recupero, con l’inserimento di pedine nuove?

“Dovrebbe certamente rientrare Skriniar, ma in questo momento non so se a scapito di Miranda o De Vrji. Spalletti in questa settimana ha provato anche la difesa a tre ma a naso non penso proprio che la utilizzerà: si dovrebbe quindi restare sul 4-2-3-1 di base, con Lautaro ad agire da trequartista alle spalle di Icardi. Nainggolan ieri si è allenato con il gruppo ma non credo che possa puntare a qualcosa di più di una convocazione in panchina. E’ invece probabile anche il rientro di Perisic dal primo minuto, che col Sassuolo ne aveva giocati solo 45. La sorpresa potrebbe infine essere Keita, presentato ieri, al posto di Politano”

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  1. granatadellabassa - 5 mesi fa

    Ottima intervista.
    @Conta7 Hai perfettamente ragione. La sfiga di Mazzarri fu di arrivare quando il ricordo del triplete e del ciclo Mancini – Mourinho era fresco…

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  2. Conta7 - 5 mesi fa

    Fa decisamente piacere leggere ogni tanto interviste così equilibrate e corrette.
    Su Mazzarri, che dire: solo gli ottusi ed i fautori degli stupidi luoghi comuni possono disconoscere i risultati di TUTTA la sua carriera.
    E certamente quello all’Inter non fu da meno: con una squadra RIDICOLA riuscì ad ottenere un quinto posto d’oro. Ma evidentemente la lobby dei Navigli aveva bisogno di una maggior vanità!
    Ciò che è successo negli anni a venire ne è stata la riprova: della serie… IL TEMPO E’ GALANTUOMO

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  3. parodifran_869 - 5 mesi fa

    Il cambio Mazzarri – Mancini fu ridicolo.
    10 giocatori acquistati per il Mancio e non fece meglio di Mazzarri, che schierava Jonathan e Kuzmanovic.
    Mazzarri non sarà un comunicatore alla Mourinho, ma è uno che lavora sodo, lo dico perché l’ho visto all’opera a Bormio, il migliore allenatore che abbia visto in ritiro. Lavori singoli, sulla tecnica e schemi, posizionamenti difensivi.
    È stato davvero bello vederlo, un altro pianeta rispetto a Mihajlovic

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  4. marcocalzolari - 5 mesi fa

    Riguardando La rosa dell’Inter di Mazzarri vengono i brividi. Fece un’impresa.
    Ennesima riprova che abbiamo un allenatore veramente importante, Mazzarri è una garanzia.
    I nuovi arrivi sono arrivati proprio all’ultimo e ci vorrà qualche settimana per inserirli, ma ho grande fiducia nel Mister e nei ragazzi.
    #SFT

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    1. user-14003131 - 5 mesi fa

      Già … mi sembra che molti non se ne rendano conto.

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