Dall’Inghilterra con furore

Dall’Inghilterra con furore

di Edoardo Blandino

Arrivato alla fine della chiusura del mercato è sembrato un po’ la scommessa della dirigenza granata: Dzemaili arrivava da un brutto infortunio ed aveva giocato poco al Bolton. I più scettici avevano alcuni dubbi anche riguardo le capacità tecniche di questo ragazzo, ma la formula scelta dai vertici granata per portare lo svizzero, nato in Macedonia, alla…

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di Edoardo Blandino

Arrivato alla fine della chiusura del mercato è sembrato un po’ la scommessa della dirigenza granata: Dzemaili arrivava da un brutto infortunio ed aveva giocato poco al Bolton. I più scettici avevano alcuni dubbi anche riguardo le capacità tecniche di questo ragazzo, ma la formula scelta dai vertici granata per portare lo svizzero, nato in Macedonia, alla corte di De Biasi – prestito con diritto di riscatto fissato intorno ai 3 milioni – ha fugato ogni dubbio. Così facendo potrà essere valutato con calma nel corso dell’anno, sia dal punto di vista delle qualità tecnico-tattiche, sia dal punto di vista della tenuta fisica.

L’inizio di Dzemaili è stato guardingo, l’allenatore granata ha voluto che si calasse nella realtà italiana, prima di mandarlo in campo. Il calcio nostrano è molto differente da quello inglese ed ragazzo lo ha capito subito dichiarando: “Devo stare attento nei contrasti, perché qui in Italia ti ammoniscono o espellono per molto meno rispetto all’Inghilterra”. Forse anche per questo motivo nelle prime gare disputate, il ragazzo appariva timido ed insicuro nel lavoro di interdizione a centrocampo, ma con il passare del tempo ha acquisito maggiore personalità e sicurezza. Nelle ultime partite è piaciuto molto anche il modo in cui ha interpretato il duplice ruolo di mediano di rottura e regista della squadra. Era stato acquistato proprio per essere l’alternativa di Corini ed effettivamente sta dimostrando di essere in grado di ricoprire quel ruolo. In alcuni momenti gli è capitato anche di scendere in campo assieme al 38enne compagno di squadra, ma la presenza di entrambi nello stesso momento non ha soddisfatto appieno.

Tuttavia, anche se non sono adatti a giocare insieme, la vicinanza di Corini a Dzemaili può essere fondamentale nella crescita del giocatore, infatti l’italiano ha un’esperienza ventennale nel ricoprire quel ruolo e lo svizzero se n’è subito accorto: “Ammiro molto Corini e la tranquillità che dimostra quando ha la palla tra i piedi”. Se il “vecchietto” avrà voglia di seguirlo, il “giovanotto” potrà imparare davvero molto.

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