Dario Castelletti: ”Il Toro crea problemi a qualcuno?”

Dario Castelletti: ”Il Toro crea problemi a qualcuno?”

In occasione della pausa per le nazionali abbiamo contattato un vero esperto di Toro, Dario Castelletti, direttore di Radio Flash e in passato volto noto di diverse emittenti radiofoniche e televisive del panorama torinese.
 
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In occasione della pausa per le nazionali abbiamo contattato un vero esperto di Toro, Dario Castelletti, direttore di Radio Flash e in passato volto noto di diverse emittenti radiofoniche e televisive del panorama torinese.
 
Ciao Dario, dopo sette partite puoi fare il tuo primo personale bilancio sulla stagione dei granata?
La squadra gioca meglio dell’anno scorso ma le mancano cinque punti in classifica E’ vero che deve essere più maliziosa in certi frangenti ma ha anche subito molti torti, come il rigore di Eder di domenica scorsa, a mio modo di vedere allucinante. Il Toro è dunque più organizzato e messo meglio in campo rispetto alla scorsa stagione ma si vede che i giocatori sono terrorizzati e temono che prima o poi cada sulla loro testa qualche ingiustizia. Una classifica giusta vedrebbe i ragazzi di Ventura con 13 o 14 punti all’attivo, come alternativa alle squadre di vertice, le cosiddette “grandi” (anche se questo termine mi infastidisce parecchio), ma evidentemente il Toro crea problemi a qualcuno.
 
Quali sono stati fin qui secondo te i difetti?
La scarsa pericolosità sotto porta: il Torino costruisce molto ma dalla trequarti in poi si blocca e diventa troppo impreciso.
 
Cerci ancora una volta convocato in Nazionale: sei tra quelli che vorrebbero vederlo in campo o tra quelli che preferiscono che stia fuori per evitare infortuni ed averlo in forma con la maglia granata?
La Nazionale negli ultimi anni è diventata una sorta di succursale della Juve, con convocazioni a volte un po’ discutibili. Per questo vedere Alessio Cerci in campo mi farebbe piacere, anche per lui, perché lo aiuterebbe a credere di più nei suoi mezzi, che è stato sempre il suo limite. Sarebbe bello se giocasse al posto di Giaccherini, elemento valido ma non altrettanto talentuoso, e si dimostrasse un valore aggiunto per l’Italia, oltre che una stella per il Torino: questa sarebbe una bella pagina di sport.
 
Quale credi che sia la cosa migliore per il suo futuro?
Restare nel Toro, non andare in un club più grosso perché rischierebbe di perdersi( vedi le sue esperienze con Roma e Fiorentina) come già successo ad altri giocatori, per esempio Cassano.
 
Nelle prossime quattro partite i granata se la vedranno con Inter, Napoli, Livorno e Roma: una vera e propria prova d’esame?
Ripeto: dipende tutto dalla direzione di gara. Se contro l’Inter si fa un’ottima partita ma poi arriva una decisione arbitrale assurda a vanificare il tutto di che cosa stiamo parlando? Poi, per carità, se i nerazzurri e la squadra di Benitez vincono con merito è giusto stringergli la mano: spero solo in un po’ più di regolarità e di correttezza. Tornando al calendario credo che sia fondamentale centrare i tre punti in casa con il Livorno.
 
Per il resto della stagione sei ottimista?
Sì, perché il Toro ha una completezza di gioco davvero significativa e fino a questo momento, se escludiamo il derby, ma una giornata storta ci può stare, ha sempre fatto vedere buone cose in campo.
 
Roberto Maccario
 
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