D’Aversa, dalla C alla A in un colpo solo. Ora la prima contro il Torino

D’Aversa, dalla C alla A in un colpo solo. Ora la prima contro il Torino

Focus on / Due promozioni in fila e la predilezione per il 4-3-3: i segreti del tecnico del Parma

di Redazione Toro News

Due stagioni a Lanciano – un poco esaltante quattordicesimo posto con salvezza ed un esonero – poi il passaggio a Parma, dove arriverà prima la promozione in B, seguita l’anno dopo da quella in A. Roberto D’Aversa, 43 anni nato a Stoccarda da genitori abruzzesi con un passato da centrocampista, sta conducendo un Parma, sabato avversario casalingo del Toro, che in questo campionato occupa la dodicesima posizione a quota 14 punti.

CONTRO IL TORO – Da giocatore ha incontrato i granata solo 7 volte in carriera, 2 volte in A e 5 in B; in massima serie il bilancio è di una vittoria ed una sconfitta, mentre tra i cadetti una sola vittoria, due pareggi e tre sconfitte. Da allenatore invece questa sarà la sua prima volta contro i granata, avendo D’Aversa allenato solo in B e Lega Pro negli ultimi anni; in più sarà anche la prima volta che il tecnico dei ducali incontrerà Mazzarri sulla panchina avversaria.

IL PARMA DI D’AVERSA – La squadra gioca con un collaudato 4-3-3, praticamente sempre utilizzato da inizio campionato e raramente modificato in corsa. Il punto di forza degli attori di questo modulo è principalmente l’utilizzo delle catene laterali. Gli Emiliani alzano infatti rapidamente il baricentro utilizzando le corsie esterne e spesso le mezzali in fase di sviluppo si allargano sulle catene, aggiungendosi ai terzini e alle ali, aumentando così la densità e consolidando la superiorità numerica sulle fasce. Quando le mezzali si allargano, i gialloblù svuotano la zona centrale del campo togliendo punti di riferimento agli avversari e aprendo il campo agli incontri del tridente offensivo. Altro aspetto da tenere sott’occhio sono i lanci diretti per permettere la sponda della punta in fase offensiva; in queste situazioni Inglese rappresenta un valore aggiunto, grazie alla sua capacità di proteggere palla per permettere agli esterni e ai centrocampisti di inserirsi a rimorchio. Infine attenzione alle giocate in verticale: queste situazioni esaltano le caratteristiche di Inglese ma anche del velocissimo Gervinho, entrambi abili ad attaccare la profondità.

Andrea Marchello

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  1. Granata - 2 settimane fa

    Loro non hanno un tasso tecnico elevato, anzi,se poi gli viene a mancare il metronomo che ha sempre innescato gli esterni , Stulac, beh, per loro le cose si complicano parecchio. Non brillano per il palleggio, ne per il recupero del pallone. Contrastano molto e soffrono maledettamente il gioco a terra. Iago puo far molto male. Anche Berenguer ma non come esterno. Sarebbe perfetto ripetere tatticamente la partita di Genova.

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