De Biasi: ‘Paghiamo a caro prezzo gli episodi’

De Biasi: ‘Paghiamo a caro prezzo gli episodi’

CLASSIFICA. Gianni De Biasi  è deciso ad affermare che la situazione in graduatoria è preoccupante ma continua al contempo a scommettere sulla bontà del lavoro svolto con la squadra, che a suo dire presto darà i frutti sperati: ‘Abbiamo una situazione di classifica non brillantissima, inutile negarlo. Fino a questo momento abbiamo fatto meno di un punto a partita e con questo…

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CLASSIFICA. Gianni De Biasi  è deciso ad affermare che la situazione in graduatoria è preoccupante ma continua al contempo a scommettere sulla bontà del lavoro svolto con la squadra, che a suo dire presto darà i frutti sperati: ‘Abbiamo una situazione di classifica non brillantissima, inutile negarlo. Fino a questo momento abbiamo fatto meno di un punto a partita e con questo andazzo finiremmo il campionato a quota 36- 37 mentre per salvarsi bisogna raggiungere almeno quota 40. Bisogna svoltare e lo faremo. A Catania è stata una partita equilibratissima, siamo passati in vantaggio ma poi abbiamo preso gol in conseguenza di alcune sbavature difensive che sci stanno penalizzando. Col l’andare del tempo dovremo acquisire maggiore fiducia e risultati diversi’.

GIOCO. La formazione granata pare organizzata, la manovra è congeniata secondo un filo logico ma i punti sono quelli che sono. Insomma il gioco c’è, mancano i risultati: ‘Io più sarei preoccupato del contrario. Nel corso della partita- dice De Biasi- singoli episodi ci sono costati il risultato. Gli errori ci sono stati ma i giudizi negativi che ho letto su un giocatore in particolare (Diana ndr) sono stati eccessivi. Io lo difendo, crocifiggere con giudizi definitivi non ha senso e non aiuta a migliore il rendimento di nessuno.
Dobbiamo restare lucidi, se uno si lascia prendere dagli eventi non se ne esce. Qui a Torino ho vissuto esperienze diverse, dalla gioia per la promozione alle salvezze sofferte e voglio dire che il gruppo c’è, il gioco anche. Siamo in crisi di risultati, questo è indiscutibile. Stiamo già lavorando, lo faremo ancora di più’.

GESTIRE IL RISULTATO. L’allenatore granata non fa mistero della propria delusione ma intende ripartire con ancor più grinta per migliorare la situazione: ‘A Catania siamo riusciti a segnare due reti: in trasferta non se ne possono poi subire tre. Il fatto è questo. Però la critica non può intervenire come un caterpillar e sparare nel mucchio. Creare paura nei giocatori è deleterio per raggiungere gli obiettivi.
Sono frustato, come i ragazzi e come il presidente: vedere la squadra uscire battuta dopo aver giocato alla pari fa rabbia. Siamo noi la causa dei nostri mali e solo noi dobbiamo trovare il modo di trovare i rimedi. Lavoriamo di più e facciamo attenzione nei momenti chiave della gara’.

GIUDIZI. GdB si accalora quando ripensa ai giudizi letti e sentiti dopo la gara di Catania, a suo dire caratterizzati in modo determinante dal risultato finale, dimenticandosi quanto di buono è stato fatto nei 90’. ‘Ho 26 giocatori in tutto. La rosa è a posto. E’ importante però che non si cambino i giudizi in base all’andamento finale, al risultato. Se non avessimo perso la partita di Catania nel corso della quale abbiamo avuto anche le occasioni per vincere avremmo letto e sentito giudizi differenti. Non è giusto perché la prestazione sarebbe stata la stessa. La squadra c’è, lotta, reagisce (lo si è visto anche nel finale), tira in porta e non si squaglia al sole. Non si deve criticare a capocchia in base al risultato’.

ILLUSTRI ASSENTI. Bianchi e Rosina: i volti da copertina alla vigilia della stagione stanno affrontando un periodo negativo, contrassegnato dal loro scarso utilizzo deciso da GdB nelle ultime settimane: ‘C’è attesa per vedere Bianchi e Rosina in campo? Anche da parte mia. Quando saranno al 100% avranno questa opportunità. Io non ho preclusioni nei confronti di nessuno. In questo momento magari sto dando modo di giocare a chi ha meno nome ma una più condizione in questo momento particolare. Le mie scelte nascono sempre da valutazioni attente.
Poi faccio un discorso in generale riferito a chi gioca ed anche a chi non gioca: in questa fase servono meno sponsorizzazioni a livello mediatico, bisogna limitare le sparate o le frasi ad effetto. Voglio che i giocatori mi dimostrino le cose sul campo nei 90’ o in mezz’ora a seconda dell’impiego. Lì sono le dichiarazioni che mi interessano’.

RIMEDI. Il tecnico di Sarmede è consapevole di cosa non è andato per il verso giusto in queste prime 12 giornate di campionato e sa dove intervenire per risolvere i problemi: ‘Se andremo avanti di questo passo la strada non sarà in discesa, continuando a pagare a caro prezzo i singoli episodi. Se capiremo che non si deve prendere gol vinceremo qualche partita in più.
Ci sono un sacco di cose che possiamo fare per crescere: a partire dalla gestione dei momenti fondamentali della partita. I finali di gara, gli avvii, i minuti subiti dopo aver fatto gol. I dettagli fanno la differenza.

MILAN. Il pensiero conclusivo è dedicato alla prossima, blasonata ed affamata avversaria, la formazione allenata da Ancelotti, seconda in classifica ad un punto dall’Inter capolista. Sicuramente affrontare una squadra del genere dà grandi stimoli. Io sono però fermamente convinto che mettendo in campo cuore ed organizzazione diventa difficile per tanti affrontarci.

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