De Biasi: ‘Un Torino grinta e qualità’

De Biasi: ‘Un Torino grinta e qualità’

SAPPADA (BELLUNO) – Si riparte tra le montagne, dopo averne scalate di altissime per arrivare fino a qui. Primo giorno di ritiro per il Toro di Gianni De Biasi: c’è da preparare il campionato di serie A. Dalle angosciose giornate del luglio scorso, tra fidejussioni e tribunali, alla quiete dolomitica, dall’aria malsana a quella pura. I tifosi sognano una stagione da incorniciare, anche per la rumorosa e per…

di Redazione Toro News

SAPPADA (BELLUNO) – Si riparte tra le montagne, dopo averne scalate di altissime per arrivare fino a qui. Primo giorno di ritiro per il Toro di Gianni De Biasi: c’è da preparare il campionato di serie A. Dalle angosciose giornate del luglio scorso, tra fidejussioni e tribunali, alla quiete dolomitica, dall’aria malsana a quella pura. I tifosi sognano una stagione da incorniciare, anche per la rumorosa e per nulla rimpianta assenza dei rivali bianconeri, il pragmatico di Sarmede frena, da copione: "Nessun volo pindarico, per fare una valutazione completa sulle possibilità della squadra aspettiamo il 31 agosto, quando si chiuderà il nostro mercato. Adesso è il momento di lavorare, ogni altro discorso sarebbe fuorviante". Piedi per terra, in questo caso il suolo è Veneto, regione protagonista nel ramo allenatori con ben cinque rappresentanti nella massima serie (ci sono anche Guidolin, Pillon, Tesser e Bortoluzzi), due dei quali prossimi all’esordio in Champions League: "Lo scorso anno di questi tempi pensavo sarebbe toccato a me (con l’Udinese, poi in Friuli arrivò Cosmi)". Nessun rimpianto però, il Toro è il Toro: "La proposta di Cairo mi ha entusiasmato fin dall’inizio e insieme abbiamo vinto la sfida, conquistando una magnifica promozione".

De Biasi, grazie alle sentenze della Caf il momento d’oro potrebbe continuare: un torneo senza le big apre scenari di classifica imprevedibili, che ne pensa?

"Calma. Intanto aspettiamo il giudizio di secondo grado (la Corte Federale si esprimerà sui ricorsi lunedì, ndr), perché ad oggi l’unica squadra che difficilmente giocherà in A mi pare di poter dire che è la Juventus. La tesi di un campionato più semplice fatico a digerirla: mi risulta che Inter, Roma e lo stesso Milan, che ha le forze per sopperire a un eventuale penalizzazione, siano tutt’altro che sprovvedute. Mettiamoci anche il Palermo, costruito nel tempo, infarcito di giovani promettenti. E via via le altre, comunque attrezzate per fare bene, realtà senza la luce dei riflettori puntata addosso, ma in grado di mettere in difficoltà chiunque".

Il suo secondo Torino, invece, come sarà?
"Partiremo dalla grinta che ci ha accompagnato in serie B, ma il salto di categoria impone un rafforzamento dal punto di vista della qualità: stiamo lavorando per questo (arriveranno ancora un regista, una punta e un laterale sinistro a centrocampo, ndr)".

State aspettando le sentenze definitive?
"La possibilità di prendere giocatori che militano nei club coinvolti c’è, inutile negarlo. Un discorso dal quale escludo soltanto la Juventus, perché certe cifre sono improponibili".

Dei cinque neo acquisti, quattro fanno parte del reparto difensivo. Una scelta precisa oppure avete sfruttato le occasioni che il mercato ha offerto?
"Un po’ tutte e due le cose. Abbiati era il nostro primo obiettivo e siamo riusciti a tenerlo segreto fino all’ultimo, così come Franceschini che abbiamo preso dalla Reggina. Mentre per De Ascentis, Pancaro e Cioffi abbiamo colto le opportunità che ci presentava l’area degli svincolati".

Intanto si è portato a Sappada 25 giocatori. In particolare abbondano i difensori centrali, qualcuno partirà?
"Vedremo, io alleno la rosa che ho a disposizione considerando tutti allo stesso livello".

Doudou resterà?
"Perché non dovrebbe? Se arriverà uno più bravo di lui andrà via, altrimenti no".

Oggi manca Nicola, uomo spogliatoio e protagonista della vittoria sul Mantova. Scelta tecnica?
"La porta per Davide non è ancora chiusa. Potrebbe aggregarsi al gruppo in un secondo momento".

C’è anche un nuovo preparatore, il professor Francesco Siepi.
"Si occuperà del recupero infortunati e darà una grande mano a Paolo Artico. A differenza della scorsa stagione affronteremo un programma di lavoro sul medio-lungo periodo, con la possibilità di curare ogni minimo particolare". Nulla sarà lasciato al caso, perché questo Torino ha tutte le intenzioni di presentarsi ai nastri di partenza tirato a lucido.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy