De Biasi: ‘Voglio la promozione sul campo’

De Biasi: ‘Voglio la promozione sul campo’

Orbassano – Dopo il lunedì di riposo, Gianni De Biasi si presenta con il sorriso goduto tipico di chi è consapevole di vivere un buon momento ed aver imboccato la strada giusta. Sembrano lontani anni luce i tempi della contestazione (tifosa e mediatica), dello striscione che lo invitava a far le valigie. “Se ho dei sassolini nelle scarpe? Magari a fine campionato mi toglierò un masso”. Battuta…

Orbassano – Dopo il lunedì di riposo, Gianni De Biasi si presenta con il sorriso goduto tipico di chi è consapevole di vivere un buon momento ed aver imboccato la strada giusta. Sembrano lontani anni luce i tempi della contestazione (tifosa e mediatica), dello striscione che lo invitava a far le valigie. “Se ho dei sassolini nelle scarpe? Magari a fine campionato mi toglierò un masso”. Battuta pronta, sorriso largo. Tranne quando gli si domanda che effetto possono avere sull’ambiente parole come quelle del procuratore di Enrico Fantini, che alla vigilia della trasferta di Verona lamentava uno scarso impiego del suo assistito. Testuale: "Penso che sia Galli che trascura Fantini, perché non lo segue molto – l’esordio del tecnico -. Secondo voi (rivolto ai cronisti, in un crescendo,ndr) io non vedo giocatori? Non li considero? Oppure sbaglio il ruolo per Fantini? Ma se l’ho voluto io al Torino! Galli ha fatto fare una figuraccia al suo assistito che, da quanto ne so, nemmeno era informato delle sue dichiarazioni. E poi sia chiaro: se Fantini ha un problema viene a parlare con me, non ha certo bisogno di intermediari". Prendi e porta a casa.

De Biasi, intanto al “Bentegodi” è arrivata la vittoria numero 200 in carriera. Quale è stata la più importante?

“Difficile, ne scelgo tre: l’1 a 0 segnato al 97′ minuto a Brescello che ha dato la serie B al Modena. Quella dell’Olimpico contro la Roma, 2 a 1, sempre con il Modena neopromosso, e poi, quando allenavo il Brescia, il 3 a 1 in casa dell’Inter: eravamo in svantaggio e ci mancava un certo Roberto Baggio, mica male no?”

E sulla panchina del Torino?

“La vittoria ad Arezzo, ma anche il filotto Mantova, Cesena, Catania. Senza dimenticare l’esordio con l’Albinoleffe che riveste un fascino particolare”

Verona invece?

“Abbiamo avuto pazienza, costruendo molte occasioni contro una squadra che agiva di rimessa. Facendo girare la palla alla fine si è trovato il pertugio giusto”

E’ il momento di Stellone?

“E’ il momento di chi sta meglio. Chi entra a partita in corso sfrutta anche il lavoro fatto dai compagni in precedenza. Al di là del gol, Stellone mi è piaciuto molto quando si è messo ad inseguire Rantier fino alla nostra area di rigore.”

Ma lui come sta, ha superato i problemi che ne condizionavano il rendimento?

“Sì, non sente più dolore”

Muzzi vive un periodo di appannamento?

“Non direi, ha fatto un ottima partita. E’ che sotto porta ultimamente gli gira male”

Opaca invece la prestazione di Ferrarese, eppure sta molto bene fisicamente.

“Forse ha inciso la tensione dell’ex e magari la prestazione straordinaria di Lazetic, che ha messo ancor più sotto tono la sua prova”

Per la serie A diretta i giochi sono fatti?

“In effetti ci aspettavamo altri risultati domenica: un colpo di coda della Cremonese ci poteva stare. E invece nulla è cambiato”

Che ne pensa delle promozioni attraverso i ripescaggi?

“Non ci terrei, sono un orgoglioso di natura, voglio conquistarmela sul campo non in un’aula di tribunale!”

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