De Feudis sa cosa serve: ”Sacrificio”

De Feudis sa cosa serve: ”Sacrificio”

di Salvatico / Blandino

Dopo il ben più importante debutto in campo, ecco la prima conferenza-stampa dopo quella di presentazione, per Giuseppe De Feudis. Ragazzo che si autodefinisce “tranquillo” in campo (leggi: “poco ammonito dagli arbitri”), l’ex-cesenate lo è anche fuori, ed é pacato nell’esprimere le proprie idee e nel riportare gli…

di Salvatico / Blandino

Dopo il ben più importante debutto in campo, ecco la prima conferenza-stampa dopo quella di presentazione, per Giuseppe De Feudis. Ragazzo che si autodefinisce “tranquillo” in campo (leggi: “poco ammonito dagli arbitri”), l’ex-cesenate lo è anche fuori, ed é pacato nell’esprimere le proprie idee e nel riportare gli umori dello spogliatoio; ma non può non rilevare l’importanza del gol da tre punti di Sgrigna, sabato, “importanza grandissima”, dice, “perché visto come erano andate le prime, é stato fondamentale per il morale”. Non che ora la strada sia diventata in discesa: “Ci vuole una grande fatica ed un grande impegno per ottenere i risultati che contano”.

Anche secondo il 27enne centrocampista, però, questa strada é lunga ma é quella giusta: “Ogni giorno migliora la nostra condizione, e penso si possa arrivare a fare bene. Dobbiamo riuscire a trovarci più facilmente”. Un riferimento ad Obodo? “Christian ha giocato in una posizione per lui nuova, e non ha fatto male. Sicuramente -dice- può dare una grande mano a noi tutti in fase difensiva, deve solo migliorare qualche movimento in avanti”; con l’obiettivo di riportare “una grande piazza come Torino nel calcio che conta, cioé qualcosa per cui dovremo tirare fuori il massimo”.

De Feudis ha centrato la promozione da protagonista, nello scorso campionato. Cosa serve, dunque, per risalire? Lui lo sa: “Un forte spirito di squadra, che aiuta a portare a casa i risultati. E tanto sacrificio”. Concetti, questi, ripetuti più volte dal calciatore milanese. A proposito del Cesena: sabato hanno preso tonnellate di applausi tanto i romagnoli quanto il Cagliari allenato dall’ex, Pierpaolo Bisoli; “mi ha stupito la mia vecchia squadra”, ammette, “però non ho ancora sentito nessuno. Sono contento per loro, e per il mister”. E l’attuale tecnico, invece? Cosa ne pensa il suo motorino del centrocampo? “Vuole che lavoriamo tanto, mister Lerda, e sabato era felice come tutti noi”.

Infine, qualche pensiero sulla prossima avversaria, il Novara capolista del campionato: “Non mi sorprende che sia davanti”, dice senza esitare. “E’ una squadra costruita per vincere. L’ho incontrata due stagioni fa, da allora è rimasta sostanzialmente la stessa nell’impianto ma con l’aggiunta di due o tre elementi di qualità. E in Lega Pro sono stati incredibile; sarà una partita difficile, quella contro di loro. Penso che il Novara possa dire la sua in questo campionato”, dice senza nascondersi De Feudis, “in qualche modo mi ricorda un po’ il mio vecchio Cesena”. Finisce qui la conferenza dell’ultimo arrivato in casa-Toro, tra poco l’allenamento quotidiano.

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